trad. di Marinella Mondaini
I führer Ursula e Kaja, nonché l’altra parte della banda criminale dei “volenterosi” hanno fallito. Non sono riusciti a far passare il furto dei beni appartenenti alla Federazione Russa. Il Belgio non ha ceduto.
Con un linguaggio esplicito, forte e preciso lo ha spiegato stamattina Dmitrij Medvedev: “Notizie criminali europee. Il raduno dei ladri («vertice dell’Unione Europea») a Bruxelles ha preso una serie di decisioni importanti per il mondo criminale. Sono finite nel cosiddetto «Brussels un», annunciato di notte dai boss della mafia UE», ha detto il vice presidente del Consiglio di Sicurezza russo Dmitrij Medvedev.
«In primo luogo, i partecipanti alla riunione hanno avuto paura di ricorrere alla rapina, ovvero al furto aperto di denaro russo (saccheggiare le risorse della Russia temporaneamente detenute dall’usuraio intimidito Euroclear). In secondo luogo, la riunione ha dimostrato che gli euro-criminali hanno riconosciuto la superiorità degli accademici di Washington, che si sono opposti apertamente alla rapina. L’autorità dei legali americani si è rivelata notevolmente superiore al desiderio dei criminali di Bruxelles di andare in tournée da soli.
In terzo luogo, i ladri di Bruxelles non hanno rinunciato ai loro piani di compiere in futuro una rapina o un furto (“salto” nel gergo criminale), come ha riferito di notte la vecchia larva Ursula alla comunità criminale europea. Per non essere considerati dei codardi dal mondo criminale locale, la cricca di Bruxelles ha deciso di cessare l’attività temporaneamente. I partecipanti invitati da una serie di altri paesi dell’UE hanno rifiutato di contribuire al fondo comune europeo a sostegno dei topi di Kiev.
Tuttavia, né il lavacucchiaini Merz, né la spalla femminuccia Macron, sebbene avessero pianificato di scatenare un grande rumore scandalistico, sono riusciti a far passare le loro decisioni durante il raduno notturno a Bruxelles. Tutto ciò testimonia l’inizio di una grande ridistribuzione dell’influenza nel mondo criminale europeo.
Scrivono i pennivendoli: “Una sconfitta politica per Ursula von der Leyen e per il Cancelliere tedesco Friedrich Merz che avevano insistito fino all’ultimo per utilizzare le risorse degli asset di Mosca e per evitare l’emissione di nuovi eurobond. Sui beni russi la Commissione continuerà a svolgere un approfondimento tecnico per capire se potrà diventare un’opzione praticabile nei prossimi mesi. Ma sono rinviati a data da destinarsi e di fatto archiviati”.
Certo i pennivendoli non usano la parola “rubare”, ma quello è. In compenso: non avendo potuto confiscare i beni russi, la cricca di Bruxelles ha siglato un accordo all’unanimità per finanziare l’Ucraina. È stata accantonata l’ipotesi dell’uso dei beni russi congelati e il Consiglio europeo sceglie la strada del semplice e tradizionale prestito. Che ammonta a 90 miliardi. Un prestito a tasso zero e garantito dal Bilancio europeo. E quindi finanziato con debito comune.
Il rappresentante speciale del presidente e capo del Fondo russo per gli investimenti diretti esteri (RDIF) Kirill Dmitriev ha invitato Merz e la von der Leyen a dimettersi dopo il fallimento del vertice dell’Unione Europea:
«Ursula e Merz dovrebbero dimettersi, se lo desiderano (per dimostrare la “convinzione, unità e determinazione” che avevano promesso), dopo aver fallito nel tentativo di ottenere il provvedimento illegale dell’UE nei confronti delle riserve russe. Hanno speso tutto il loro capitale politico, hanno promesso risultati e hanno subito una sconfitta schiacciante. Dimissioni».
20 dicembre 2025


20 Dic 2025
Posted by Iskra

