A 46 anni dalla bomba che alle 10,25 del 2 agosto 1980 spezzò in due la sala d’aspetto della stazione di Bologna, uccidendo 85 persone e ferendone oltre 200, la città torna a commemorare la strage con un programma denso di momenti. Palazzo d’Accursio ospita oggi e domani, nel cortile d’onore, più di 100 testimonianze registrate su cosa rappresenta oggi il 2 Agosto: oltre due ore di audio trasmesse dall’altoparlante del Comune, raccolte da Cantiere Bologna. L’iniziativa, nata da un’idea di Aldo Balzanelli, Mattia Fontanella e Cinzia Venturoli insieme all’Associazione dei familiari delle vittime, mira a costruire una memoria condivisa dal basso. Tra le voci figurano quelle del sindaco Matteo Lepore, del presidente della Regione Michele de Pascale, e di esponenti della società civile, della cultura e della solidarietà come Valter Giovannini, Alessandro Bergonzoni, Patrizio Roversi, Luca Bottura, Marinella Manicardi, Silvia Avallone, Roberto Morgantini, Anna Cocchi e Federica Mazzoni. Le celebrazioni iniziano oggi con la commemorazione delle vittime più piccole a Villa Torchi: alle 9.45 l’arrivo delle staffette podistiche e alle 10.15 la liturgia di ricordo. Domani il corteo. Alle 8.30, nel cortile d’onore di Palazzo d’Accursio, il sindaco incontrerà i familiari delle vittime alla presenza del sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, in rappresentanza del governo. Alle 9.10 il corteo partirà da piazza Nettuno lungo via Indipendenza fino alla piazza delle Medaglie d’Oro. Alle 10, dal palco della stazione, prenderà la parola il nuovo presidente dell’associazione tra i familiari delle vittime, Paolo Lambertini, fino al fischio simbolico delle 10.25. Alle 11.15, nella chiesa di San Benedetto in via Indipendenza, il cardinale Matteo Zuppi celebrerà la messa per i familiari. L’anniversario si chiuderà in piazza Maggiore con il concerto dell’orchestra e del coro del Teatro Comunale di Bologna diretti dal maestro Marco Angius e l’esecuzione dei brani vincitori del concorso di composizione 2 agosto, seguito dalla proiezione del docufilm “A mezzanotte pensami” su Vincenzo Petteni, vittima della strage. Proprio alla vigilia di queste giornate, il presidente dell’associazione 2 Agosto Paolo Lambertini, al suo primo anno sul palco, torna a ribadire la necessità di difendere la verità. Lo sottolineano anche i legali dei familiari delle vittime: “Come avvocati di parte civile saremo pronti a difendere i risultati giudiziari ottenuti con la forza delle argomentazioni e delle prove”. La preoccupazione è cresciuta dopo che il 23 luglio scorso è emersa la richiesta dell’avvocato Gabriele Bordoni, legale di Gilberto Cavallini, di approfondire l’esame del Dna differente sui resti di Maria Fresu, una delle vittime. L’udienza è fissata il 15 ottobre. “Vogliono riaprire la pista palestinese” è la preoccupazione di Lambertini, che aggiunge: “Speriamo che la premier Meloni riesca a sbloccare a livello verbale il tema che si sia trattato di una strage neofascista”.
Il quadro giudiziario, ormai consolidato, ha accertato le responsabilità. Nel 1995 la Cassazione ha stabilito la colpevolezza dei terroristi neofascisti Valerio Fioravanti e Francesca Mambro come esecutori. Sono stati condannati anche per i depistaggi il capo della loggia massonica P2 Licio Gelli, gli alti ufficiali del servizio segreto militare Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte, il loro collaboratore Francesco Pazienza e il potente capo dell’Ufficio Affari riservati del ministero dell’interno Federico Umberto D’Amato, nonché uomo della Cia in Italia.
Successive sentenze definitive hanno riconosciuto la responsabilità diretta di Luigi Ciavardini, Gilberto Cavallini e Paolo Bellini. In particolare, la sentenza della Cassazione del 2017 ha individuato nei vertici della loggia Propaganda 2 i mandanti, che secondo i magistrati manovrarono anche Mario Tedeschi, direttore de Il Borghese, nell’opera di depistaggio volta a indicare una frangia del terrorismo palestinese.
Nel discorso del 2 agosto 2025, l’allora presidente dell’Associazione Paolo Bolognesi aveva affermato che “la strage del 2 agosto 1980, già ideata nel febbraio 1979, fu concepita e finanziata dai vertici della famigerata loggia massonica P2, protetta dai vertici dei Servizi Segreti italiani iscritti alla stessa loggia P2 , eseguita da terroristi fascisti. Contiguità che sembrano ancora oggi salde e inconfessabili, se pensiamo che fino a ieri le inchieste sulla strage del 2 agosto sono state ostacolate in ogni modo con depistaggi e intossicazioni che, seppur smascherate e smontate in sede processuale, hanno portato a ritardi di anni e anni nell’accertamento dei fatti. E se ci sono voluti così tanti anni perché si arrivasse a svelare il quadro completo di chi ha voluto ed eseguito la strage del 2 agosto 80, è perché tutti, a parole, affermano di volere la verità, ma nei fatti sono moltissimi coloro che, pur avendone la possibilità, hanno fatto e fanno qualunque cosa per nasconderla, ritardarla e dissimularla”.
1 Agosto 2026


02 Ago 2026
Posted by Iskra
