di Viola Fiore
Sono state rese note ieri le motivazioni della sentenza con cui la quinta sezione penale della Cassazione ha detto la parola fine sui depistaggi nel caso Cucchi, realizzati per allontanare dai Carabinieri le responsabilità per lo stato fisico di Stefano Cucchi.
La sentenza, risalente a marzo, ha assolto il colonello Lorenzo Sabatino ma ha rigettato i ricorsi dei carabinieri per i quali era stata riconosciuta in appello l’intervenuta prescrizione o condanna. Confermate quindi le condanne a due anni e mezzo per Luca De Cianni e a dieci mesi per Francesco Di Sano, e le prescrizioni per il generale Alessandro Casarsa, per Luciano Soligo e Francesco Cavallo.
Le accuse contestate nel procedimento, nato dall’inchiesta del pm Giovanni Musarò, sono state di falso, favoreggiamento, omessa denuncia e calunnia.
Ilaria Cucchi, dopo l’iter durato ben 16 anni, ricorda le lacrime versate e i comportamenti di Alessandro Casarsa e Vittorio Tomasone, il primo dei quali era diventato comandante dei Corazzieri del Quirinale mentre il secondo era in predicato per la carica di Comandante Generale dell’Arma.
“Tomasone, nel giorno in cui comunicò a tutta la stampa nazionale la telefonata di condoglianze a mia madre non mancò di aggiungere falsamente, dall’alto della sua autorevolezza, che però Stefano Cucchi era un tossicodipendente, anoressico, sieropositivo” così facendo “ci ha condannati a vita alle infamie degli haters della carta stampata e del web.” Restano le sue scuse verbalizzate nel processo sulle domande dell’avvocato della famiglia Cucchi “per aver detto quelle parole false ai giornalisti”.
Riccardo Casamassima, il Carabiniere che coraggiosamente ha testimoniato sempre la verità sull’accaduto, nonostante pressioni di ogni genere, commenta oggi “Mi volevano screditare a tutti i costi con un accusa gravissima… estorsione un reato considerato pericoloso che prevede pene che partono da un minimo di 9 anni a salire… mi volevano sbattere in carcere… Ora aspetto di sapere quali saranno i provvedimenti dell’Arma nei confronti di chi mi ha calunniato.”
I giudici di legittimità affermano che dalla “lineare” ricostruzione delle sentenze di merito emerge “una chiara volontà, puntualmente ricostruita, di impedire che le precarie condizioni fisiche di Cucchi, riscontrate dai due piantoni, potessero, in una fase in cui il giovane era ormai deceduto” – si legge – “far ipotizzare che le stesse fossero state originate da situazioni verificatesi tra il suo arresto e il successivo collocamento nella camera di sicurezza e che, come tali, potessero essere ricondotte alle responsabilità degli appartenenti all’Arma dei carabinieri in servizio presso articolazioni dipendenti dal Gruppo Roma di cui facevano parte tutti gli imputati e al cui vertice vi era Casarsa”.
E ancora: “La stessa circostanza che le annotazioni di servizio fossero state realizzate con caratteristiche redazionali sostanzialmente identiche, tali da non rendere identificabili le relative differenze, è stato ritenuto indicativo, con valutazione tutt’altro che illogica, dell’obiettivo di occultare le modifiche apportate e, in particolare, i passaggi della prima annotazione ritenuti compromettenti”.
20 giugno 2026


22 Giu 2026
Posted by Iskra

