DANILO TOSARELLI – MILANO
I sostenitori del SI dichiarano ovunque, che la vittoria in questo referendum sarà fondamentale. Per chi?
“Finalmente avremo una giustizia più rapida e più equa, perchè libera dalle correnti politicizzate“. Davvero?
Il fine ultimo dichiarato è la riduzione delle cause pendenti e l’avere processi più rapidi. Mi interessa.
Mi soffermerò sulla parte, che credo interessi maggiormente. Il cittadino lamenta i ritardi della giustizia.
Riporto le recenti dichiarazioni fatte a Potenza il 4 marzo, dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio. Incredibili.
“Con la riforma, i processi saranno velocizzati, perchè si renderanno più efficienti sia gli uffici, sia perchè la corte disciplinare pensata in composizione diversa, renderà più responsabili i magistrati che magari sono abbastanza pigri nel depositare le sentenze o nel gestire i loro processi“.
La prima cosa che merita attenzione è la lentezza cronica della nostra giustizia. Dal 2026 peggiorerà. Perchè?
Nel giugno 2026 scadranno i contratti a tempo determinato con cui erano stati assunti 12mila professionisti.
Queste figure, con laurea in giurisprudenza o economia, erano state assunte nel 2022 con i fondi del PNRR.
Hanno costituito i cosiddetti ” Uffici per il processo” con il compito di supportare le attività e il lavoro dei giudici.
Oltre a loro, erano stati assunti circa 3mila tra amministrativi e tecnici, per digitalizzare gli atti ancora in cartaceo.
Queste assunzioni avevano lo scopo di contribuire a ridurre la durata media dei procedimenti giudiziari in corso.
Il PNRR aveva posto degli obiettivi impegnativi. Ridurre i procedimenti civili del 40% e quelli penali del 25%.
Il Ministro della Giustizia Nordio ha fornito dati, dove i tempi del penale sarebbero migliorati, ma quelli del civile no.
Il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Firenze Sergio Paparo, sottolinea l’importanza degli “Uffici per il processo”.
“Sono indispensabili nelle attività dei Tribunali. Non confermare ciò, aggraverebbe una situazione che rimane grave.
Florindo Oliverio della FP CGIL ” Oggi il personale amministrativo conta 35mila unità, compresi i 12mila assunti PNRR.
Sono pochi. 10 anni fa erano più di 40mila e i Tribunali non viaggiavano velocemente. Le assunzioni con il PNRR hanno ridotto una carenza che va avanti ormai da molti anni. In quasi tutti i Tribunali manca la metà del personale necessario“.
Nel 2025 hanno lamentato le maggiori sofferenze Tribunali e Corti d’Appello di Monza, Sondrio, Perugia, Aosta, Belluno.
Ma sono solo alcune città di una lista molto lunga, perchè questo problema si sta cronicizzando, senza cercare soluzioni.
In questi anni alcuni concorsi sono stati fatti, ma sono serviti soltanto a sostituire chi andava in pensione. Ecco il perchè.
E’ necessario arrivare al bandolo della matassa. Non servono chiacchiere, bensì quei numeri indispensabili per capire.
I sindacati hanno calcolato quanto servirebbe, per prolungare il contratto alle 12mila persone assunte con i fondi PNRR.
Fino al giugno 2026 coperti dal PNRR, poi serviranno 270 milioni di euro sino a fine 2026 e 540 milioni per il 2027.
Lecito chiedersi, se questi fondi siano stati previsti dall’ultima Legge di Bilancio. Oppure se torneremo all’apnea precedente.
Voglio riportare questi dati, perchè fra pochi giorni voteremo un referendum sulla giustizia che vorrebbe illudere i cittadini.
Sono stati previsti dal Governo stanziamenti, per garantire il buon funzionamento del sistema giustizia? Risponde la ANM.
L’Associazione Nazionale Magistrati ha analizzato questi dati provenienti dall’Ufficio Studi di Camera e Senato. La certezza.
Il programma giustizia civile e penale registra un decremento di fondi di 93,8 milioni di euro. Le dotazioni per l’edilizia
giudiziaria scendono di 67,8 milioni. Le spese per la ristrutturazione e messa in sicurezza degli uffici giudiziari al Sud calano
di 25,1 milioni di euro. Per la transizione digitale e l’innovazione tecnologica della giustizia calano i fondi di 6,4 milioni di euro.
Ecco la dichiarazione della Giunta Esecutiva centrale dell’ ANM. “Ancora una volta, le risorse necessarie per il funzionamento del servizio giustizia, vengono ridotte o destinate ad altro. Senza risorse il servizio giustizia non è in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini. Queste scelte sono un drammatico errore. Ciò significa che non ci saranno processi che durano meno.
Non verranno stabilizzati gli addetti all’Ufficio per il processo…“
Voglio adesso riportare, una serie di informazioni che provengono dal “Rapporto Cepej 2024” che ha dati aggiornati al 2022.
In Italia nel 2022 vi sono stati 2,23 procedimenti civili ogni 100 abitanti. 1,87 procedimenti penali ogni 100 abitanti. Il risultato?
Milioni di fascicoli che entrano ogni anno negli uffici giudiziari. Questa è la mole di lavoro a cui bisogna dare delle risposte.
Il personale amministrativo è quello che permette l’attività quotidiana. In italia 44,1 ogni 100mila abitanti. Europa, media 57,9.
Ho trovato un articolo interessante su “Pagella politica”. Ci parla di un dispositivo che serve a misurare l’efficienza del sistema.
Il “Disposition time” misura il tempo necessario per smaltire tutti i procedimenti pendenti. Con Tribunali che lavorano come ora.
I Tribunali italiani sono quelli che mostrano una delle peggiori performance tra tutti i Paesi Europei. Questi sono dati rilevanti.
Servirebbero 540 giorni per smaltire tutti i fascicoli pendenti, senza aggiungerne di nuovi. La media europea è di 240 giorni.
In Italia ci sono 12,2 Giudici professionali ogni 100mila abitanti. In totale ne abbiamo circa 7.180. Valore centrale europeo 17,6.
I Pubblici Ministeri (PM) italiani sono 3,8 ogni 100mila abitanti. Ne abbiamo circa 2235. Il valore centrale europeo di PM è 11,2.
Un Giudice italiano ad inizio carriera prende 46.182 euro lordi all’anno. La cifra mediana di un suo collega europeo è 57.500.
A fine carriera l’italiano prenderà 100.367 euro, l’europeo mediamente ne percepirà 194.005. La cifra è sempre molto più alta.
Ho scelto di riportare molti dati, certamente ad uso e consumo di addetti ai lavori, ma anche per il cittadino che vuole capire.
Quando i sostenitori del SI dichiarano che se vinceranno loro, avremo tempi della giustizia più veloci, cosa intendono dire?
Se i giudici e i PM sono pochi, se gli addetti al lavoro giudiziario diminuiscono invece di aumentare, quale miracolo attendersi?
Il cittadino vuole sapere, come mai occorrono 2.356 giorni per concludere definitivamente una qualsiasi causa civile. Questo è.
Il cittadino, non è in grado di valutare la differenza tra il CSM di oggi e i 2 CSM proposti, uno per i giudici e l’altro per i PM.
Ma forse al cittadino può interessare la separazione delle carriere? Continuerà a non comprenderne la differenza sostanziale.
Viste le opinioni molto diverse e trasversali che costellano la campagna elettorale, anche il cittadino curioso si ritrova smarrito.
La verità è un’altra. Il referendum sarà un banco di prova politico. Chi sostiene il governo Meloni vota SÌ e gli altri votano NO.
Io voterò No, perchè non sopporto di farmi prendere in giro. Il governo Meloni lo sta facendo, raccontandoci Roma per Toma.
Sostengo il valore costituzionale della piena autonomia della Magistratura. Temo, che invece questa riforma la voglia intaccare.
Ho una consapevolezza. Non sempre una sentenza può essere condivisibile, ma occorre imparare a rispettarla. E’ importante.
Il dissenso è legittimo, ma la decisione dell’arbitro è sacra. Non a caso, esistono i sacrosanti 3 gradi di giudizio. Non toccateli.
Questa riforma della giustizia non può favorire il cittadino, come vogliono far credere. Occorre investire e loro non lo fanno.
I dati che vi ho riportato, dimostrano che si tagliano i fondi per la giustizia, invece che incrementare. E’ un grande inganno.
Almeno non raccontiamo bugie al cittadino, che in buona fede ascolta e magari ci crede pure. La demagogia è un peccato.
Io, come sempre, preferisco approfondire e scegliere consapevolmente. Ecco perchè voterò NO.


09 Mar 2026
Posted by Iskra
