DANILO TOSARELLI – MILANO
PREMESSA
Mi rendo conto che parlare di libertà di stampa e d’informazione sia estremamente difficile e complesso. E’ un mondo.
E’ come immergersi nell’Oceano dopo esser stati abbandonati al largo. Ovunque guardi non vedi punti d’approdo.
Non per questo, bisogna però arrendersi all’idea di essere impotenti di fronte a ciò che accade. Io non ci sto e voi?
La consapevolezza può consegnarci una realtà che non ci piace, ma io non rinuncerò mai a voler conoscere e capire.
Per me la difesa della libertà di stampa e d’informazione rappresenta un valore imprescindibile per chi ama la democrazia.
Significa promuovere la cultura della responsabilità, della trasparenza e del rispetto della verità dei fatti. E’ una grande sfida.
In democrazia non basta avere la possibilità di parlare. Va sempre garantito il diritto ad avere un’opinione, qualunque essa sia.
Tutto ciò, non può prescindere dal diritto di poter studiare, informare ed essere informati senza timori o condizionamenti.
Anche scrivendo questo articolo, che mi ha richiesto approfondimenti, ho imparato cose importanti che non conoscevo.
LA QUERELA TEMERARIA O SLAPP
Sono la stessa cosa. Sono una forma di molestia legale che colpisce la libertà di espressione. Una vera mina.
SLAPP è un’azione legale infondata con il solo scopo di intimidire, zittire, impoverire la controparte. Ti annienta.
Con la scusa della diffamazione, spesso inesistente, si vuole spaventare chi parla o scrive in modo scomodo.
SLAPP è utilizzato da persone potenti, facoltose, politici in vista, contro giornalisti, blogger, attivisti e cittadini critici.
E’ così che i potenti e chi ha nefandezze da nascondere, ottiene “l’effetto bavaglio” che tanto desiderano.
Difficile difendersi dalle cause SLAPP, che spesso prosperano all’ombra, logorando il giornalista o il blogger di turno.
Ci si trova indifesi e non sempre nelle condizioni economiche ideali, per far fronte a questi attacchi infidi e denigratori.
Esprimere un dissenso o delle critiche a figure potenti o politici, può costare molto. Molto denaro per tutelarsi legalmente.
Spesso si è soli. La miglior difesa resta il condividere tutto ciò con sindacati e ONG che difendono la libertà di espressione.
LA DIRETTIVA EUROPEA ANTI SLAPP
Per contrastare questo fenomeno devastante, nel 2024 l’Unione Europea ha approvato la “Direttiva anti SLAPP” (2024/1069).
E’ il seguito di una Raccomandazione (2022/758) espressa nel 2022 per introdurre tutele di carattere legale ed extra legale.
Il governo Meloni ha avuto tempo fino al 7/5/2026 per recepire la direttiva, ma solo il 9/7/2026 ha iniziato a muoversi. Male.
La Commissione Europea il 15/7/2026 ha inviato all’italia una lettera di richiamo. Primo passo della procedura d’infrazione.
Con quali buone intenzioni si sta muovendo questo Governo? Finora è stato presentato uno schema di decreto legislativo.
E’ ancora all’esame delle commissioni parlamentari competenti, che però potranno fornire solo un parere non vincolante.
La preoccupazione dell’UE è che l’Italia stia perdendo tempo. Forti i dubbi, che questa normativa sia poco gradita a Meloni.
Stiamo parlando di una regolamentazione molto pregnante e fondamentale per tutelare l’aspirata libertà di informazione.
LA LIBERTA’ DI STAMPA PEGGIORA OVUNQUE
“World Press Freedom Index” ha stilato il suo rapporto 2026. Per la prima volta nella storia di questo report, si peggiora.
Più della metà dei Paesi oggetto di osservazione, rientra nelle categorie “difficile” o “molto grave” per la libertà di stampa.
La stampa è sempre più criminalizzata in tutto il mondo. Si aggirano le leggi sulla stampa e si calpestano i diritti dei cittadini.
Sono molte le retrocessioni nella classifica stilata. Sono il segnale preciso sull’andamento e le condizioni delle democrazie.
Gli USA hanno perso 7 posizioni rispetto all’anno scorso. Sono al 64* posto. L’attacco di Trump ai giornalisti è sistematico.
Altre 2 figure stanno copiando le politiche trumpiane dimostrando insofferenza nei confronti della stampa non asservita.
Milei presidente dell’Argentina. 98* posto. Ha perso 11 posizioni. Bukele presidente di El Salvador. 143* posto. 8 posti più giù.
E’ aumentata l’ostilità di questi governi verso la stampa, sulla quale si esercitano forti pressioni e forti condizionamenti.
Purtroppo, oggi meno del 1% della popolazione mondiale vive in un Paese dove la libertà di stampa è considerata “buona”.
Ma veniamo all’Europa ed all’Italia. La Norvegia è al primo posto da 10 anni a questa parte. Seconda Olanda. Terza Estonia.
In ordine, Danimarca, Svezia, Finlandia, Irlanda, Svizzera, Lussemburgo, Portogallo. Germania 14* posto. Francia 25* posto.
Italia al 56* posto. 41* posto nel 2023. 46* posto nel 2024. in 3 anni abbiamo perso 15 posizioni. Considerati “problematici”.
In Italia, l’informazione è nelle mani di pochi imprenditori che controllano giornali, radio e tv private. Concentrazione nefasta.
Dettano l’agenda politica, influenzano il dibattito pubblico e i partiti politici alle loro spalle, ne traggono tutti i vantaggi elettorali.
Siamo nelle mani degli Angelucci, della famiglia Berlusconi, di Maurizio Belpietro che sono gli sponsor del governo Meloni.
Proverò a soffermarmi sul caso Italia nei prossimi paragrafi. Senza pretese di completezza, riporterò notizie che ritengo utili.
LA VISITA IN ITALIA DELLA DELEGAZIONE DEL MFRR.
Il 9 e 10 marzo 2026 è giunta in Italia una delegazione del MFRR (Media Freedom Rapide Response). Opportuno spiegare.
Il MFRR è un consorzio altamente autorevole a livello europeo. Vigila e segnala le violazioni della libertà di stampa in UE.
In 5 anni è’ la terza visita che viene effettuata in Italia. L’ultimo report risale a 2 anni fa ed evidenziava criticità importanti.
Il MFRR ha ricevuto molti solleciti dall’ordine dei Giornalisti. Dal 2020 ad oggi, registrati 488 attacchi alla libertà di stampa.
Per non parlare, dell’incresciosa situazione riguardante la Commissione Parlamentare di Vigilanza RAI. Ne parleremo poi.
Era successo 2 anni fa ed è accaduto ancora. Nessun rappresentante del Governo ha voluto incontrare la delegazione.
Unico confronto concesso, quello con la segreteria tecnica del Sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto.
La delegazione MFRR ha invitato anche il Sottosegretario all’editoria Alberto Barachini e il sottosegretario Alfredo Mantovano.
Molto cortese il rifiuto. Nessuno del CDA RAI. Rifiuto anche dal presidente del COPASIR Lorenzo Guerini. Imbarazzante.
Ha accettato invece, la Presidente della Commissione di Vigilanza RAI Barbara Floridia. Assenti le 2 vice Montaruli e Boschi.
La delegazione ha prodotto un documento, che evidenzia come l’Italia abbia proseguito su una già nota traiettoria negativa.
Aumenta l’erosione della libertà dei media. Preoccupa la persistente ingerenza politica nell’emittente pubblica italiana. (RAI).
Il documento, richiama l’attenzione sulle azioni giudiziarie intimidatorie (SLAPP) e sulla tutela del segreto professionale.
Urgente garantire una protezione più efficace delle fonti giornalistiche, indispensabili per garantire una corretta informazione.
Negli ultimi anni sono aumentate le intimidazioni, le minacce e le aggressioni nei confronti dei professionisti dell’informazione.
LA COMMISSIONE PARLAMENTARE DI VIGILANZA RAI
Oggi la RAI è priva del Presidente del suo Consiglio di Amministrazione. Questa situazione esiste dal 2024 ed è clamorosa.
La Commissione parlamentare di vigilanza RAI è l’organo che deve decidere il Presidente RAI. Conoscete la vicenda?
Questa Commissione deve controllare che la RAI rispetti gli obblighi del servizio pubblico. Garantire imparzialità e pluralismo.
Inutile sottolineare, che in assenza di questo organismo di garanzia, potrebbero avvenire partigianerie spiacevoli. Eccome.
Il caso Ranucci/Report dimostra, che senza l’organismo di garanzia in oggetto, vince chi ha la maggioranza e governa. Grave.
Nel settembre 2024 il Ministro delle Finanze Giorgetti indica Simona Agnes quale candidata alla presidenza del CdA della RAI.
La Agnes era già stata componente del CdA RAI nel 2021 in quota Forza Italia. La minoranza non è stata d’accordo da subito.
“La Agnes non è una candidatura condivisa. Per noi non rappresenta una figura di garanzia. E’ un nome che si vuole imporre”
La nomina del presidente del CdA RAI, deve essere confermata dai 2/3 dei membri della Commissione di vigilanza. Impasse.
La maggioranza sa che quel nome non può passare, ma ritiene inaccettabili altri nomi, dovendo mediare con la minoranza.
La maggioranza, che è espressione del governo, a quel punto sceglie e decide di disertare tutte le riunioni della Commissione.
Non raggiungendo mai il numero legale, la Commissione non è nelle condizioni di poter funzionare. Lo stallo è inevitabile.
Il 2 luglio 2026 i membri della Commissione, appartenenti alla minoranza, hanno dato in blocco le loro dimissioni. Per protesta.
Nel pomeriggio, gli altri membri di maggioranza, hanno risposto copiando la scelta. La Commissione è di fatto azzerata.
E’ dal settembre 2024, che siamo privi di questo importante organismo di controllo e garanzia. Intanto in RAI si normalizza.
TELE MELONI E’ UN’INVENZIONE?
Un confronto tra esponenti di questo governo e chi sta all’opposizione? E’ evidente che ognuno la racconta come vuole.
Io preferisco riportare fatti e dichiarazioni, affinchè non si discuta di aria fritta. Non servono tifosi. Serve analisi e pragmatismo.
Certamente, quanto riportato più su, conferma lo scarso amore dimostrato dal governo Meloni per la libertà d’informazione.
Direttiva UE anti SLAPP? Può attendere. Delegazione MFRR? Non la ricevo. Commissione Vigilanza RAI? Voglio decidere io.
Dal palinsesto 2026/27 di RAI 3 sono state cancellate 2 trasmissioni di qualità, che avevano eccellenti livelli di consenso.
RISERVA INDIANA era la trasmissione musicale e culturale condotta da Stefano Massini alle 20.15. Dopo 70 puntate, chiusa.
“Dopo 70 puntate in cui abbiamo ospitato quello che si muove di più interessante e diverso nella scena musicale italiana, la RAI ha deciso di azzerare il programma senza neanche avermi mai voluto incontrare. Per tutte le “riserve indiane” non c’è posto..”
DILEMMI era un programma di attualità ed approfondimento culturale guidato dall’ex magistrato e scrittore Gianrico Carofiglio.
Nonostante andasse in onda alle 23.30, ha sempre avuto eccellenti ascolti. E’ andata in onda per 4 stagioni. Fine trasmissioni.
Ripreso dalla clip originale del programma ” Con questo programma abbiamo deciso di affrontare questioni fondamentali in questa epoca. Questioni che suscitano fortissimo dissenso. Questioni cruciali che intendiamo affrontare con dibattiti civili. Per questo abbiamo deciso di darci regole esplicite. Divieto di attacco alla persona e divieto di manipolare gli argomenti dell’interlocutore. Obbligo di fornire le prove..”
REPORT non è stato cancellato dai palinsesti di RAI 3, ma certamente è una di quelle trasmissioni che sta facendo discutere.
Quando si parla di Report, si parla anche del suo conduttore Sigfrido Ranucci e delle sue “discutibili” scelte giornalistiche.
Ancora dati certi, che sono la miglior risposta a chi vuole dimostrare a tutti i costi la sua “partigianeria telecomandata”. Valutate.
Ranucci ha ricevuto in questi anni 178 querele e richieste di risarcimento legate alle inchieste di Report su RAI 3.
Se consideriamo la posizione dei suoi inviati, arriviamo a 240 atti o diffide contestate alla RAI per i servizi del programma.
Le azioni legali più frequenti arrivano da esponenti politici, ministri in carica e parlamentari. Quale è stato l’esito? Importante.
La stragrande maggioranza di queste cause si configurano come SLAPP. Archiviazione o assoluzione. Ranucci è incensurato.
Gianpaolo Rossi è l’amministratore delegato della RAI. E’ stato nominato nel 2024 ed è un’espressione di Fratelli d’Italia.
Il 6 giugno 2026 al Festival dell’Innovazione del quotidiano “Il Foglio”, ha voluto rispondere a distanza ad Enrico Mentana.
Mentana aveva dichiarato ” La 7 ha preso lo spazio che un tempo era di RAI 3, intercettando i suoi temi ed il suo pubblico”.
Rossi ha replicato ” Quel trasferimento di pubblico è per me un grande successo, perchè RAI 3 era diventata un’anomalia del servizio pubblico. Non più un canale di vocazione sociale, bensì una rete ideologica..”
Per me è tutto chiaro. Personalmente non ho bisogno di altre conferme. Giudicate voi.


09 Set 2026
Posted by Iskra
