Mentre Beirut torna sotto assedio, l’estrema destra israeliana invoca i confini biblici della Torah per giustificare una assurda e crudele guerra senza fine., atto di fede assoluto e mortale per chiunque non vi creda, avverte Eric Salerno.
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Storia antica e tragedia moderna
Israele-Libano una lunga storia antica e una lunga tragedia moderna. Nel giugno 1982 dirigevo il servizio esteri de Il Messaggero e un pomeriggio mi venne a trovare il capo dell’ufficio stampa dell’ambasciata di Israele a Roma. Un colloquio cordiale tra vecchi conoscenti. «Eric – mi disse con sicurezza – i nostri carri armati si fermeranno al fiume Litani. Vogliamo proteggere le nostre comunità nel Nord di Israele dai palestinesi dell’Olp». Non c’era bisogno di ricordarmi che vari campi profughi nella parte meridionale del paese dei cedri erano stati creati per accogliere i palestinesi cacciati o fuggiti di fronte alle truppe ebraiche durante la guerra che portò alla creazione dello stato di Israele.
Sharon che oggi appare ‘colomba’
«E’ il piano del ministro della Difesa Ariel Sharon. Vedrai che si tratta di un’operazione limitata nello spazio e, spero, credo, nel tempo». Il mio interlocutore aveva appena finito di parlare quando le agenzie di stampa batterono la notizia che i carri armati di Tel Aviv erano avanzati oltre il Litani e che lo stesso Sharon faceva capire che sarebbero andati fino a Beirut. E fino alla cacciata del leader dell’Olp e degli altri dirigenti palestinesi da tutto il Paese.
Ancora il fiume Litani
L’altro giorno, dopo l’assalto all’Iran, Israele ha di nuovo invaso il Libano facendo capire che l’operazione era stata ordinata per eliminare ‘i terroristi’ di Hezbollah. «Andate via subito dai villaggi a Sud del Litani», l’ordine imperativo comunicato alla popolazione civile. Anche questa volta, Israele punta più a Nord. E nei giorni scorsi ha ‘ordinato’ alle centinaia di migliaia di abitanti dei quartieri meridionali della capitale libanese a fuggire (non si capisce bene dove) se volevano salva almeno la vita.
Mezzo secolo fa il Paese dei cedri
Quasi mezzo secolo fa il Paese dei cedri era in guerra civile da sette anni: un confronto sanguinoso tra cristiani libanesi e musulmani libanesi e palestinesi. Per due mesi, Beirut rimase sotto assedio, con acqua ed elettricità tagliate. Si stima che siano morti circa 19.000 civili e combattenti libanesi, siriani e palestinesi; solo a Beirut Ovest, 5.500 civili. Arafat e molti dei suoi seguaci si trasferirono a Tunisi dove restare fino agli accordi di pace firmati sul prato della Casa Bianca di fronte all’allora presidente Clinton.
Sabra e Sciatila
Sharon venne accusato di “crimini contro l’umanità” per aver in qualche modo collaborato alla famosa strage di civili palestinesi dei campi di Sabra e Sciatila, alla periferia di Beirut. Anni dopo sarebbe stato nominato primo ministro di Israele. Lui, prima di morire, aveva indicato una via politica alla soluzione del conflitto con i palestinesi con un primo ritiro dalle forze israeliane dalla striscia di Gaza.
Mai uno Stato palestinese dice Netanyahu
Per l’attuale premier Netanyahu, i suoi sostenitori messianici di estrema destra e buona parte dell’attuale popolazione israeliana, l’idea stessa di una entità palestinese libera accanto a Israele è anatema. La parola viene dal greco, le sue origini nel contesto religioso riportano alle pretese territoriali di chi spinge Israele ad allargarsi fino alle frontiere della Terra Santa, ‘vista da dio’. Proprio l’altro giorno l’ambasciatore statunitense in Israele ha dichiarato in una intervista che Israele sarebbe giustificato se prendesse possesso della terra che «fu promessa da Dio agli ebrei».
La biblica Eretz Yisrael
A settembre dell’anno scorso un collaboratore fisso del Jerusalem Post scrisse a proposito dei confini settentrionali della biblica Eretz Yisrael quanto tramandato da molti libri sacri. «A Nord, la Torah afferma: ‘Ogni luogo che la pianta del vostro piede calcherà sarà vostro, dal deserto al Libano, dal fiume Eufrate fino al mare occidentale, saranno i vostri confini. Questa promessa del Creatore colloca chiaramente la terra del Libano all’interno della Terra Promessa di Israele, o di quella che alcuni chiamano ‘la Terra Completa di Israele’, o ’il più grande Israele’… Il Ramban scrisse che il Libano si trova all’interno dei confini di Israele e aggiunse che ‘eravamo obbligati e ci era stato ordinato di conquistarlo’».
Gli ‘haredi’ e la fede armata
Nel marzo 2025, centinaia di ebrei israeliani haredi (ultra-ortodossi), scortati dall’esercito israeliano, attraversarono il confine con il Libano meridionale per pregare in un luogo di confine che ritengono essere la tomba dello studioso talmudico Rabbi Rav Ashi. Gioni fa i il ministro israeliano di estrema destra Bezalel Smotrich ha affermato che la periferia meridionale di Beirut, nota anche come Dahiyeh, ‘assomiglierà a Khan Yunis’ in seguito a un ordine di evacuazione delle IDF.
Potenza di dio e prepotenza israeliana
Nel luglio dello scorso anno, le foto satellitari mostravano che l’esercito israeliano aveva distrutto gran parte della seconda città più grande della Striscia di Gaza, e i suoi dintorni, un’area di 90 chilometri quadrati e migliaia di case. Nessuno è in grado oggi di capire quale sarà il mondo di domani. Anche perché – come è sempre stato nei secoli – saranno fattori economici più di quelli etnici e religiosi a determinare il futuro dell’umanità.
7 Marzo 202


08 Mar 2026
Posted by Iskra

