DANILO TOSARELLI – MILANO
L’episodio è accaduto all’Istituto professionale Domenico Chiodo di La Spezia. E’ un’ulteriore conferma.
Uno studente di 18 anni ha accoltellato a morte un altro studente di 19 anni. Per futili motivi. Gelosia.
E’ particolarmente grave il fatto, che sia accaduto davanti ad un’aula scolastica, presenti altri studenti.
E’ la riprova di una degenerazione preoccupante, che non va sottovalutata. Le lame entrano ovunque.
Napoli e provincia sono al momento la realtà più critica. Solo nel 2025 sono 38 gli adolescenti coinvolti.
Arrestati o denunciati studenti, che a scuola si erano portati dei coltelli. E’ intervenuto il Prefetto di Napoli.
Da 11 mesi sono previsti controlli all’ingresso, con metal detector e unità cinofile. Le parole del Prefetto.
“Serve la repressione, ma servono soprattutto programmi di sensibilizzazione rivolti a studenti e famiglie”.
Il dibattito nel Paese è solo all’inizio. Alcuni considerano l’uso del metal detector una soluzione repressiva.
Altri lo considerano un passo necessario e simbolico per garantire maggior sicurezza. Scontro molto ideologico.
Alcuni ritengono che il metal detector alimenta un clima di vigilanza e sospetto, svilendo l’identità educativa.
Altri ne sostengono l’uso come misura preventiva in contesti di emergenza, per proteggere studenti e personale.
Il giornalista Massimo Giannini, ha portato la sua testimonianza alla trasmissione “Otto e mezzo” del 16/01/2025.
“I muri intorno agli stadi italiani sono pieni della scritta BISL ( basta infami solo lame). Le curve sono armate e si sa.”
Le lame sono ormai dovunque. Quale la scusa più diffusa? “Tutti girano con le lame ed anche io mi devo difendere“
I GIOVANI E LA VIOLENZA
Esiste uno studio ESPAD condotto dal nostro CNR. Sono stati coinvolti 20 mila studenti di 250 scuole in tutta Italia.
Lo scenario è allarmante, ma rende bene l’idea della situazione che abbiamo di fronte. Guai ignorare o sottovalutare.
Il 40,6% dei ragazzi fra i 15 e 19 anni ha partecipato almeno una volta ad una rissa o ad una zuffa. Direi che sono tanti.
Fra la popolazione scolastica, questo dato ci dice che un milione di adolescenti sono stati coinvolti in episodi di violenza.
Sabrina Molinaro è la responsabile dell’Unità di Epidemiologia socio sanitaria del CNR. Ha seguito lei la ricerca.
“I giovani sono così abituati a vivere online, da non rendersi conto delle conseguenze reali. Se ti do una coltellata rischi di morire. Nel mondo virtuale invece, tutto sembra reversibile”.
Il 10,9% dei ragazzi dichiara di aver assistito a scene di violenza e di averle filmate con il proprio cellulare. Una prassi.
Poi, queste riprese sono state condivise e commentate sui social, contribuendo ad una “normalizzazione della violenza”.
Molinaro ci dice che il 3,4% degli studenti ammette di aver portato a scuola coltelli o tirapugni. Numeri in costante crescita.
Per i ricercatori, le motivazioni sono complesse. Si intrecciano con l’abuso di sostanze e l’influenza esercitata dai network.
Forte è l’impatto esercitato sui giovani dal linguaggio violento dei media ed anche dalla musica. Molinaro vuole precisare.
” Assistiamo ad un aumento delle parole d’odio ed anche l’ambiente musicale dei trap ne è permeato. Guerre, aggressività, conflitti mediatici, alimentano un clima di livore che si riflette sui giovani. Ciò non favorisce l’armonia e il rispetto reciproco.
Purtroppo, siamo noi i primi a scannarci per un parcheggio. Come possono loro imparare la gentilezza?”
Ve la ricordate l’imprenditrice che a Viareggio nel settembre 2024, dopo essere stata scippata della borsa, investì il ladro?
Con il SUV investì e passò 4 volte sul corpo del disgraziato delinquente. Si riprese la borsa e tornò al ristorante dove era.
Lo ha ucciso ovviamente, ma nessun automobilista si fermò. E’ il farsi giustizia da sé, come avveniva nell’antico Medioevo.
Dopodiché accade, che ci si accoltella per uno sguardo offensivo e il marito geloso uccide la moglie davanti al figlio.
Tre esempi, ma ce ne sono un’infinità. Questa è la vetrina che appare agli occhi del giovane. Mi dite come può crescere?
Tutto ciò è il risultato del venir meno di una morale sociale e civile condivisa. Si è ridotta l’influenza di una morale pubblica.
La mancanza di tenuta delle regole sociali e civili. Le regole, se anche esistono, io le scavalco. Nessun rispetto per gli altri.
Netta è la sensazione, che ognuno possa fare tutto quel che vuole in ogni circostanza. L’esito inevitabile è il caos.
PARLA IL SOCIOLOGO
Vincenzo Scalia è sociologo all’Università di Firenze. Stralci di una sua intervista al quotidiano “La Nazione” del 19/4/2025.
“Stiamo assistendo ad una crescente presenza di comportamenti violenti tra adolescenti e giovanissimi. I principali motivi.
La capillarità dei social che rilanciano in tempo reale video ed immagini ed una diffusa assenza di filtri sociali. La famiglia e la scuola, un tempo esercitavano un controllo maggiore. Questa società è basata sulla competizione, dove conta vincere”
Che cosa spinge un ragazzo di 15 o 16 anni ad unirsi ad una gang?
“La ricerca di identità ed appartenenza. Soprattutto nei contesti fragili, la gang rappresenta una famiglia alternativa nella quale ci si sente protetti e valorizzati. La violenza diventa un linguaggio per poter dire “Io esisto”. Il social diventa spazio di visibilità per mostrare forza e ottenere approvazione”.
Molti dei ragazzi coinvolti sono stranieri o figli di immigrati. I famosi maranza.
“Tanti giovani di seconda generazione crescono nel limbo, né pienamente accettati né pienamente riconosciuti. Questo li porta a costruire identità alternative, spesso ribelli e talvolta a trovare nella violenza una via di espressione. Ma il disagio è trasversale. Anche molti italiani vivono le stesse cose.
Cosa può fare la scuola? E la politica?
“La scuola può essere il primo argine, ma spesso è lasciata sola, senza strumenti. Serve formazione, presenza di educatori, progetti reali di inclusione. La politica deve invece smetterla di inseguire l’emergenza solo quando scoppia il caso mediatico.
Serve una visione a lungo termine sui giovani, cultura, sport, aggregazione. La repressione ha senso solo se accompagnata da una rete sociale forte, che oggi manca.”
I tempi esagerati di frequentazione dei social rendono difficili se non inutili le conversazioni, i dialoghi, lo scontro verbale.
E allora, se la parola non ha più senso e spazio, diventa immediato il ricorso alla violenza tra ragazzi. E spunta la lama.
La lama è silenziosa, ambigua, nascosta. La pistola fa rumore ed è difficile procurarsela. Il coltello è facilmente reperibile.
Avere in tasca un coltello ti dà “un’aria da guascone, da dritto”. Ormai se lo portano tutti. Piuttosto lo rubano dalla cucina.
Cosa vuol manifestare il giovane con l’uso della forza? E’ il messaggio di chi si sente estraneo al tessuto sociale. Lo diventi.
Il mondo contemporaneo incita in tutti i modi a sognare un mondo irreale. I social sconvolgono il tuo immaginario collettivo.
Cantanti, divi e divette, ex campioni dello sport, che “portati sull’isola” trasmettono un concentrato di stupidità che obnubila.
La cultura del servilismo di fronte ai potenti del mondo e l’amore smisurato verso il denaro, risultano l’unico modello di vita.
L’ideale assoluto è il successo e chi non ci riesce, si sente un fallito, destinato a restare anonimo. Il giovane sbarella.
IL NUOVO DECRETO SICUREZZA
Cosa penso del nuovo Decreto Sicurezza che sta progettando il Governo Meloni? Indiscrezioni, in attesa di approvazione.
Ancora una volta, è una furbata che si ripete. Si cerca di voler mettere insieme le pere e le mele. Tutto ciò è scorretto.
Si vogliono inasprire norme sulla microcriminalità, mettendo insieme anche quelle sulle manifestazioni di piazza. Condanno.
Ad esempio, la Polizia potrà trattenere fino a 12 ore in caserma i manifestanti ritenuti pericolosi. E’ sufficiente il sospetto.
In un regime di deregolamentazione, diventa rischioso partecipare ad una manifestazione. E’ una intimidazione preventiva.
Condivido invece la stretta, con possibile arresto facoltativo in flagranza, per il porto illecito di coltelli ed altri contundenti.
Previste misure cautelari anche per i minorenni. La guerra delle lame sta seminando troppe vittime. Anche con i minorenni.
Condivido anche la stretta di carattere penale, su chi non si ferma all’alt della Polizia e si dà alla fuga. Oggi solo una multa.
Sono in forte aumento questi casi. Il caso Ramy impone una riflessione. Perchè, chiunque di noi non dovrebbe fermarsi?
Non condivido la “Stretta anti ONG”. Consentirà al governo di vietare l’ingresso nelle acque territoriali a delle imbarcazioni.
In caso di “minaccia grave per l’ordine pubblico” o “pressione migratoria eccezionale”. Il divieto potrà durare anche 6 mesi.
Va da sé, che il governo di Meloni e Salvini non ne farà entrare più neanche una. Questo Decreto glielo consentirebbe.
Non sono favorevole ad uno “Scudo Penale” per le Forze di Polizia. L’articolo 3 della Costituzione non ammette deroghe.
Lasciatemi però dire, che il lavoro per chi indossa una divisa diventa sempre più difficile e problematico. E’ poco tutelato.
La politica italiana è concorde nel voler incrementare le assunzioni. Ma ci si sofferma poco su compiti e ruolo da svolgere.
Sono le contraddizioni delle strade e delle piazze a rendere tormentato il lavoro della Polizia. E’ un tema che mi è caro.
Come dovrebbe comportarsi il bravo poliziotto? Oppure non esiste il bravo poliziotto? La mia sinistra cosa ne pensa?
LE MIE CONCLUSIONI
All’interno dell’articolo credo di aver già espresso alcune mie opinioni. La questione sicurezza non si esaurirà mai. Inevitabile.
Chissà come mai, quando si parla di violenza giovanile e di lame, vengono in mente i maranza. E’ una deformazione indotta.
Si giustifica l’approccio razzista, che vorrebbe seppellirli vivi, ma in realtà i loro comportamenti arrivano da lontano. Da noi.
Non mi stancherò mai di ripetere, quanto sia importante il valore dell’esempio. Imprescindibile nella formazione del giovane.
Il comportamento dei maranza e di qualsiasi gang irrita ed è giusto dirlo. Ma anche questi giovani leggono e ascoltano.
Sentono sui social quanto ha fatto Trump in Venezuela, la sua ICE in Minnesota, le sue mire per la Groenlandia, l’Iran.
Egli giustifica ogni violenza a lui congeniale, persino il barbaro assassinio di una donna americana. Protestava e non va bene.
“Non mi va di ascoltare chi mi suggerisce che sto pisciando fuori dal vaso. Sono il più forte e non mi interessa nulla”.
Se l’uomo più potente del mondo, può permettersi di essere cinico, violento e calpestare qualsiasi diritto, ecco l’esempio.
Perchè il maranza non dovrebbe essere spavaldo, violento, restio al rispetto di ogni regola? Se lo fa Trump.. anche io.
Non voglio banalizzare, ma questi comportamenti di Trump trovano poi un consenso, in una dx che pretende sicurezza.
Credo che sia poco credibile il “fai come ti dico e non fare come faccio..” Esempio e coerenza non sono scindibili.
E la reazione di Antonio Conte a San Siro? Quella di domenica 11 gennaio 2026.
L’arbitro concede un rigore all’Inter e lui, allenatore del Napoli, manda a fanculo platealmente la terna arbitrale.
Calcia il pallone in tribuna, oltraggia e minaccia il quarto uomo, esprime voglia di violenza. Ecco cosa giunge a tutti noi.
Quanti personaggi famosi dimostrano di voler sfidare le regole? Abbiamo persino dei ministri che se ne fottono altamente.
Accuse pesanti di connivenze con torturatori libici? La Giunta Parlamentare copre, giustifica e non autorizza. Tutti muti.
Insomma, il male arriva da lontano e queste intemperanze giovanili sono il frutto delle nostre incoerenze e del nostro vissuto.
Non li voglio giustificare, perchè stanno sul cazzo anche a me, ma mi interessa capire il perchè. L’articolo lo dimostra.
Il nostro è sempre stato il paese dove prevale il furbo e l’onesto spesso viene deriso. Siamo un esempio esportabile?
La strada mi ha insegnato tante cose. Quando sbagliano gli altri bisogna punire severamente, se sbagli tu sei giustificato.
Questo è tipicamente italiano e spesso ne andiamo persino fieri. Poi ci lamentiamo se i giovani imparano e copiano?
Sono certo che la prima prevenzione, che è poi la semina essenziale per un futuro migliore, debba arrivare dall’alto.
Da chi ci governa, da chi rappresenta le istituzioni, da chi ha ruoli importanti all’interno della nostra società. Iniziamo.
Posso dire che questo Paese avrebbe bisogno di un ampio processo di moralizzazione? So che è facile proporlo, ma..
Certo è che questi nostri giovani se li lasciamo soli, si costruiranno da soli. Visti i presupposti, lo faranno in modo violento.
Foto di MOWA


20 Gen 2026
Posted by Iskra
