DANILO TOSARELLI – MILANO
Per me la “questione sicurezza” esiste. Continuerò ad approfondire ed elaborare riflessioni nel merito.
Secondo le rilevazioni IPSOS, la sicurezza è tra le massime priorità degli italiani. E’ incredibile? No.
A livello nazionale è al terzo posto, dopo lavoro e sanità. 2 anni fa era al settimo posto. Non mi stupisco.
E’ una preoccupazione che “tiene” anche a livello locale. E’ al terzo posto dopo lavoro e mobilità. Davvero?
E’ importante dare spazio a quanto è emerso da questa indagine. 3 città campione. Bari, Firenze, Milano.
A BARI, 9 cittadini su 10 si sentono sicuri durante il giorno. Di notte il 35% non si sente sicuro.
Parchi e giardini sono considerati spazi insicuri, insieme al trasporto pubblico ed alle periferie.
I baresi sono spaventati dalla microcriminalità che il 44% degli intervistati percepisce in aumento in periferia.
Il 59% ritiene insufficiente l’efficacia delle Forze dell’Ordine.
Il 52% ritiene che la narrazione mediatica incrementi il proprio senso di insicurezza personale. Attenzione.
A FIRENZE, l’82% dei cittadini si sente sicuro di giorno. Sono 4 su 10 coloro che ammettono di avere timori di notte.
I luoghi percepiti più a rischio dal 75% sono il trasporto pubblico locale e le fermate di bus, tram, pullman.
Il 74% degli intervistati è preoccupato per le zone periferiche. Il 91% constata un incremento di microcriminalità.
Il 41% ritiene che l’attenzione mediatica non incrementi il senso di insicurezza. Il 39% sostiene l’opposto. Il dubbio.
Cosa pensano i fiorentini sul ruolo svolto dalle Forze dell’ordine? E’ molto criticata l’efficacia del lavoro svolto.
A MILANO, il 24% degli intervistati dichiara di non sentirsi sicuro durante le ore diurne. Il 49% teme le ore notturne.
7 su 10 ritengono insicuri parchi, periferie e le fermate dei mezzi pubblici. Il 72% ritiene pericoloso anche il centro città.
Il 26% percepisce un aumento della microcriminalità. Il 56% non ritiene “pienamente efficace” l’azione della Polizia.
Il 50% ritiene che la sensazione di insicurezza sia alimentata da una eccessiva enfasi data dai media ai casi criminali.
Questa amplificazione della comunicazione condiziona fortemente il clima emotivo della città. Un dato che fa riflettere.
Ho voluto ampliare la mia ricerca. Ecco altri dati di una inchiesta realizzata da Euromedia Research 2025. Importante.
“Quale fattore genera per lei il maggior senso di insicurezza?” E’ questa la domanda su cui si basa questa indagine.
Il 25% indica l’insicurezza economica. Il 15,9% segnala l’insicurezza fisica (furti, aggressioni, rapine). Ce ne sono altre?
Il 12,6% si concentra sull’insicurezza sanitaria. Il 10,9% associa l’insicurezza a fattori ambientali e climatici. Può bastare.
Per il 57,6% degli italiani il tema della sicurezza è un criterio fondamentale nella scelta di partito/candidato da sostenere.
Questa percentuale aumenta fino al 65,1% se ci rivolgiamo alla categoria degli over 65. Sto parlando dei baby boomers.
Importante, perchè è la generazione che ha avuto un ruolo importante nel plasmare la cultura e la società contemporanea.
Certamente non tutti, ma molti hanno vissuto il 68. Questi numeri devono far riflettere su come siano cambiate certe idee.
Il bisogno di sicurezza è un qualcosa con cui ci devi fare i conti. Il governo Meloni ci marcia, ma è un’esigenza autentica.
La destra ha sempre fornito, storicamente, risposte esclusivamente securitarie, la sinistra ha spesso sottovalutato tutto ciò.
La sinistra continua ad incespicare, alla ricerca di soluzioni e risposte che tardano ad arrivare. Ma non è un tema rinviabile.
La gente intanto schematizza. Chi si concentra sulla repressione è uno “sceriffo”. Chi guarda alle cause sociali è “buonista”.
Ho già avuto modo di spiegare in altri articoli, di come le risposte securitarie che fornisce la destra sono puro placebo.
Il bisogno di sicurezza è una domanda che va inserita nel contesto specifico dal quale nasce e cresce. Non è eludibile.
Viviamo in una fase di declino demografico, economico e sociale. Inutile negare la realtà. E’ il futuro a generare molte paure.
In questo momento prevalgono le sensazioni negative, perchè mancano fiducia e speranza di veder migliorare le cose.
Oltre 6 italiani su 10 ritengono che la società di oggi sia irrimediabilmente “guasta”. Il termine rende bene l’idea.
3 italiani su 4 pensano convintamente che i giovani avranno un futuro peggiore dei loro genitori. Quanta amarezza.
Oltre il 70% degli italiani è ormai giunto alla considerazione finale che sia meglio non fidarsi degli altri. La diffidenza.
Se posso dire la mia, quando ho letto questi dati che esprimono bene una crisi esistenziale, ho pensato ai miei figli.
Avanza un sentimento di insicurezza profonda, che mette insieme perdite di riferimenti, fragilità sociali e nuove solitudini.
Stiamo assistendo all’invecchiamento della popolazione. Più situazioni di non autosufficienza. Nascono meno bambini.
Le famiglie stentano ad arrivare a fine mese. Il costo della vita ti impone sacrifici enormi per far quadrare il tuo bilancio.
Ne esce un’immagine di “società stanca” con una grande paura per il futuro. E’ viva la sensazione di essere rimasti soli.
La perdita di fiducia nel futuro è un denominatore comune che crea ansie e preoccupazioni tra le giovani generazioni.
I giovani si sentono smarriti e inevitabilmente prendono corpo le incertezze esistenziali. Gli effetti sono sotto i nostri occhi.
Aumentano i suicidi ed i casi di autolesionismo, spesso indotti dai social. Sono “l’anticamera del suicidio”. Età 15-34 anni.
I giovani tendono ad avere un’idea delle relazioni che è basata principalmente sulla forza. Il mito della forza è dominante.
Proprio perchè ci si sente fragili dentro, la paura di soccombere produce l’istinto di attaccare per primi. E’ un dato allarmante.
Non è un caso che violenza ed aggressività siano ormai diventati il tratto caratteristico dell’attuale contesto sociale.
Aumentano i reati predatori e le aggressioni nei confronti delle figure più fragili, come donne ed anziani. Ogni giorno capita.
Ogni giorno i TG sono bollettini di guerra. Inevitabile l’impatto negativo che si genera ed aumenta il senso di insicurezza.
Molti anni fa, era forte il valore della solidarietà e del protagonismo. Accadeva di assistere ad un fattaccio? Si Interveniva.
Adesso, si sceglie di riprendere tutto il possibile con il tuo cellulare. Ambisci allo scoop e chi se ne frega della vittima.
D’altro Canto, se l’esempio che arriva ai giovani sono le immagini di Jenin, rimane poca speranza. Spiego per chi non sa.
Durante un’operazione militare in Cisgiordania, si vedono 2 palestinesi uscire da un palazzo con le mani alzate. Sono inermi.
I soldati israeliani li hanno giustiziati sul posto. Il ministro israeliano Ben Gvir ha espresso “pieno appoggio” ai suoi soldati.
Credo che la “questione sicurezza” sia un problema che ci trascineremo a lungo. Certa politica non vuole ridimensionarlo.
Ai nostri giovani giungono messaggi e scelte inquietanti. Oggi si preferisce la guerra alla pace. Vince il business delle armi.
I giovani non sono stupidi, ma spesso riproducono, perchè le guerre si enfatizzano. Semini violenza? Avrai giovani violenti.
Al governo Meloni ho molto da rimproverare. Se è vero che il bisogno di sicurezza esiste, è criminale strumentalizzare.
La destra al governo, utilizza la “questione sicurezza” come pretesto per ridimensionare qualunque forma di dissenso.
Il recente “decreto sicurezza” ha trasformato in reato, forme di protesta come picchetti, blocchi stradali e manifestazioni.
Persino il diritto allo sciopero viene contestato. Salvini, non a caso, ha già precettato alcuni “scioperi legali” nei trasporti.
Per un pelo, non è stato ammesso un emendamento nell’ultima Legge di Bilancio. Il Governo proporrà una legge specifica.
Il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, braccio destro della Meloni, sta lavorando ad una proposta di legge sui trasporti.
Obbligare i lavoratori dei trasporti, a comunicare l’eventuale adesione agli scioperi con almeno 7 giorni di anticipo.
“Il diritto di sciopero nei trasporti ha un impatto rilevante su libertà di circolazione e sicurezza. Proprio perchè oggi esiste una forte frammentazione di sigle sindacali, questi scioperi causano disagi sproporzionati ai cittadini. Bisogna trovare soluzioni”
Giova precisare che esiste già la legge 146 del 1990 che regola il diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali. Non basta.
Il governo Meloni vuole andare oltre e ridimensionare il più possibile un diritto costituzionale. Ma l’alibi è la sicurezza. Quale?
Se ancora ce ne fosse bisogno, questo è un altro esempio di come la destra vuole utilizzare strumentalmente la “sicurezza”.
Ma adesso voglio parlare della sinistra, perchè non sono disponibile al silenzio o a farmi prendere in giro dal governo Meloni.
La sinistra deve proporre una sua ricetta sulla questione sicurezza. Esistono gravi ritardi di elaborazione, ma può farcela.
La sicurezza è il terreno su cui possono crescere diritti, sviluppo e fiducia nel futuro. 3 elementi che rafforzano la sicurezza.
Sono ostinato nel difendere l’idea, che la vera sicurezza non può prescindere dal progresso sociale e dal rispetto dei diritti.
La vera sicurezza non deve dividere, ma proteggere. E’ un concetto che va chiarito, perchè può apparire incomprensibile.
La vera sicurezza è quella che tutela tutti, garantendo a ciascuno la serenità di sentirsi parte della comunità d’appartenenza.
Esiste il forte ed il debole. Il contesto può renderli intercambiabili. La società deve essere in grado di proteggere entrambi.
Quando si parla di sicurezza mi piacerebbe discutere anche di questi principi. Questa idea è forse troppo nobile ed astratta?
La sinistra deve saper proporre e praticare una politica sulla sicurezza, che dia molto rilievo alla riqualificazione urbana.
Deve essere pensata a misura d’uomo e non deve trascurare le componenti più fragili del suo tessuto popolare. Milano?
La giunta Sala ha fatto scelte che vanno nella direzione opposta. lo confermano schiere di urbanisti, politologi, sociologi.
Sala ha favorito i ceti più abbienti, costringendo all’esodo forzato quei concittadini dalle condizioni economiche più umili.
La percezione di insicurezza può solo aumentare. L’inevitabile malcontento sociale crea conflitti. Sono ingiustificabili?
Lasciatemi concludere citando le Forze dell’Ordine. La sinistra ha sempre considerato male il ruolo che esse svolgono.
Un retaggio culturale ancora molto diffuso, le considera esclusivamente lo strumento di repressione. ACAB, per intenderci.
Nell’immaginario collettivo di molti compagni, appare la Polizia che carica una manifestazione. I gravi fatti del G8 di Genova.
Proprio perchè ho indossato una divisa per 32 anni e non credo sia in discussione la mia collocazione politica, vorrei dire.
Esiste un qualsiasi Paese privo delle proprie forze di Polizia? Qualcuno non ha l’esercito, ma tutti hanno una forza di polizia.
Come si può garantire la sicurezza dei cittadini senza le Forze dell’Ordine? Non è immaginabile. L’alternativa è il Far West.
Dopodiché, quegli uomini e quelle donne che usano anche il manganello, sono il braccio di quella politica che decide.
E’ quella politica che dà l’ordine di caricare e tu che indossi una divisa non puoi esimerti dall’eseguire quegli ordini.
E’ con chi ha dato quegli ordini che te la devi prendere. E’ sempre la politica a decidere, soprattutto durante le proteste.
Detto ciò, non può essere che chiunque indossi una divisa venga vissuto sempre come un nemico che sta dall’altra parte.
Cambiano i governi, cambiano le leggi, ma chi indossa una divisa non può smettere di eseguire gli ordini. E’ il tuo lavoro.
Perché, quando sei in strada ed indossi una divisa, la colpa di tutte le cose che non vanno è sempre tua? Una dannazione.
E allora sarà bene liberarsi da quei pregiudizi che non portano lontano. Stiamo parlando di lavoratori e lavoratrici. E’ così.
Gli operatori delle Forze dell’Ordine sono uomini e donne di legge e proprio per questo hanno grandi responsabilità.
Quando sono in pattuglia, possono anche sbagliare, ma se il cittadino chiama loro arrivano. Ogni situazione viene valutata.
Mi rendo conto di aver spiegato un A B C che mi appare persino scontato e banale, ma che non è patrimonio condiviso.
Lungi da me una difesa corporativa che non è una mia prerogativa. Certamente non sopporto chi pontifica per partito preso.
Chiedo a quella sinistra di cui faccio parte, una più attenta valutazione di merito sul ruolo delle Forze dell’ordine. E’ utile.
Mi piacerebbe che ci sforzassimo di ampliare i nostri orizzonti, magari rivalutando e valorizzando l’importanza di quel lavoro.
Non si può parlare di garantire la sicurezza dei cittadini, prescindendo dal ruolo che devono svolgere le Forze dell’Ordine.
Anche questo è un argomento delicato ed ognuno ha il diritto di esprimere la propria opinione, ma iniziamo a parlarne.
Cara sinistra, non lasciamo che il governo Meloni si impadronisca della “questione sicurezza” utilizzandola senza remore.
Il cittadino italiano deve sapere che c’è anche un altro modo di interpretare la realtà. Ho cercato di spiegare nell’articolo.
La difesa dei lavoratori e delle lavoratrici delle Forze dell’ordine non può più essere unica prerogativa delle destre. Basta.
Alla sinistra spetta un compito impegnativo. Quando si deciderà a mettere in campo un progetto alternativo sulla sicurezza?
Foto di Rayner Simpson


01 Dic 2025
Posted by Iskra
