di Rinaldo Battaglia *
A Trieste il 31 marzo 1944 era tutto pronto. Si poteva collaudare.
Solo 4 giorni dopo, il 4 aprile 1944, le parole dei nazifascisti – i carnefici – divennero realtà e per gli altri – le vittime – le paure vero terrore.
Per ‘collaudare’ il nuovo forno crematorio nella Risiera di San Sabba vennero ‘usati’ i corpi di 71 detenuti delle carceri triestine, fucilati per rappresaglia, dopo che il 2 aprile 1944 venne fatta scoppiare una bomba ad orologeria in un cinema di Opicina (in cui era in proiezione il film ’La conquista dell’Europa’) dove morirono 7 soldati tedeschi.
Nell’edificio dell’ex stabilimento industriale della Risiera di San Sabba, a Trieste (territorio allora direttamente amministrato dai nazisti), passarono – dal 20 ottobre 1943 – 25.000 detenuti destinati ad Auschwitz e Buchenwald: erano sloveni, croati, partigiani, detenuti politici, ebrei; molte donne di ogni età e bambini.
Molti slavi, tantissimi slavi. Quelli che noi in Italia siamo soliti ‘nascondere’ il 10 febbraio nei discorsi sulle foibe. Lì, a San Sabba, gli slavi erano vittime, noi i carnefici.
Ma la Risiera fu anche un campo di eliminazione dei prigionieri: prima con camion appositamente attrezzati per la gassificazione, poi usando l’essiccatoio dello stabilimento, e infine, a partire proprio dal 4 aprile 1944 – 81 anni fa – trasformando quest’ultimo in un vero e proprio forno crematorio, collegato alla precedente ciminiera. Così in furono eliminate fra le 3.000 e le 5.000 persone.
Prima di fuggire, il 29 aprile 1945, le SS fecero saltare questa parte dell’edificio per cercare di occultare le prove di ciò che lì avveniva, ma sul posto vennero rinvenuti ancora mucchi di ceneri e ossa.
Molti, moltissimi gli italiani che collaborarono coi nazisti, chi per ideologia (come le camicie nere, Tagliamento e X Mas in primis o le S.S. italiane – Italienische Waffenverbändeder SS – ed in particolare la l’89ª Legione CC.NN. d’assalto “Etrusca” di Volterra agli ordini del console della Milizia, Paolo De Maria), chi per business e denaro (come Mauro Grini, la banda dei fascisti di Gaetano Collotti, la banda Steffè, e nei dintorni di Trieste quella del tenente Odorico Borsatti o peggio la banda del capitano fascista Ernesto Ruggiero).
La Risiera di San Sabba di Trieste: perché da noi in Italia e nel centro di una città?
In Polonia i nazisti crearono i lager di sterminio tra le pianure sconfinate (Treblinka, Chelmno, Sobibor, Belzec, Majdanek) o le foreste di betulle (Auschwitz-Birkenau) ma mai in mezzo o dentro una città. Ci siamo mai noi italiani chiesti il perché?
Perché ugualmente nessuna delle vittime poteva scappare, perché nessuno sarebbe stato essere aiutato se fosse riuscito a fuggire, perché nessun triestino pareva che sentisse le grida dei torturati, il rumore continuo dei camion pieni di prigionieri, destinati alla peggiore morte tra mille sofferenze. Per un anno San Sabba è esistita tra il silenzio di molti e la colpa di tutti. Triestini e non triestini, fascisti ufficiali e ‘non fascisti’ convinti.
Dov’era Trieste, dov’erano gli italiani? Dov’erano i ‘patrioti’ di allora? Domande aperte per menti e cuori non chiusi ed otturati da tessere di partito.
La Risiera di San Sabba. Non possiamo mai dimenticare quel che dice il Vangelo: ci sono 4 tipi di peccati, “pensieri parole opere ed omissioni”.
Quanti hanno visto e hanno girato la testa? Anche questi sono complici se non attori protagonisti della barbarie. La Risiera di San Sabba è la domanda, la Risiera di San Sabba è anche la risposta.
31 marzo 2025 – 81 anni dopo – Liberamente tratto dal mio ‘Il tempo che torna indietro – Prima Parte” – Amazon – 2024
* Coordinatore Commissione Storia e Memoria dell’Osservatorio
31 marzo 2025


31 Mar 2025
Posted by Iskra

