Ennio Remondino
Prima del crollo della natalità degli ultimi decenni, gli eserciti erano composti principalmente da giovani 20enni e 30enni. Con l’invecchiamento della popolazione l’età media dei soldati è aumentata progressivamente. Nella Guerra del Vietnam l’età media degli americani era intorno ai 22 anni. Nella Guerra del Golfo era salita a circa 27 anni, mentre nelle successive guerre in Iraq & in Afghanistan è arrivata a 33,4 anni intorno al 2010. Ora la guerre la fanno combattere ad altri.
Inverno demografico dei Paesi avanzati
L’attuale guerra russo-ucraina è un importante scenario da studiare per valutare gli impatti della crisi demografica sulle parti in conflitto, in particolare la società ucraina. All’inizio della guerra, nel febbraio del 2022, l’Ucraina aveva una popolazione stimata a circa 43 milioni di persone, con un declino demografico che prosegue dal 1994. Nell’arco di 30 anni, e con il successivo impatto dell’invasione russa, la popolazione è calata di circa 15 milioni di individui a causa del basso tasso di fecondità, un’aspettativa di vita inferiore ai Paesi occidentali e forti flussi migratori in uscita.
Statistiche Onu
Le statistiche dell’ONU hanno stimato nel 2024 la presenza di 37,4 milioni di individui sull’intero territorio ucraino, mentre la CIA riporta circa 35,6 milioni, ma questi dati vanno presi con cautela; dal 2001 non è stato più effettuato un censimento della popolazione e i successivi sconvolgimenti politici, economici e militari hanno sicuramente comportato un’ulteriore riduzione degli abitanti difficilmente stimabile con accuratezza.
Milioni di profughi
Al di fuori dei confini nazionali vi sono circa 6,9 milioni di profughi, stando alle rilevazioni dell’UHNCR, inclusi 1,3 milioni di persone in Russia e Bielorussia. Molto probabilmente il numero dei residenti presenti nelle regioni sotto il controllo del governo ucraino si aggira fra i 28 e i 30 milioni di individui. Secondo i dati riportati dal ‘The Wall Street Journal’, i residenti potrebbero essere solo 25 milioni. Il ministro degli Esteri Sybiga afferma che gli ucraini all’estero potrebbero essere 7,5 milioni. Nei territori sotto il controllo militare russo si stima la presenza di circa 6 milioni di individui (più di 3,5 milioni nelle regioni occupate, e più di 2,5 milioni in Crimea da censimento russo del 2021 non riconosciuto dagli ucraini).
Ucraina vecchia e spopolata
A causa del declino demografico l’età media della popolazione è salita oltre i 44 anni. Società che presenta pochissimi giovani – soprattutto nella fascia fra i 18 e i 25 anni e in quella inferiore ai 5 anni – e ha influito sulle scelte militari della dirigenza ucraina sin dall’inizio del conflitto, denunciano gli analisti Alessandro Leonardi e Edoardo Fontana su Analisi Difesa. La coscrizione obbligatoria era stata inizialmente impostata per la fascia di popolazione fra i 27 e i 60 anni, salvo poi venire leggermente abbassata a 25 anni nel 2024.
Il peso del declino demografico e il rischio di perdere al fronte (o per fuga all’estero) gran parte dei cittadini più giovani, minando così le prospettive future del Paese e della sua eventuale ricostruzione, hanno costretto il governo a limitare le soglie di reclutamento obbligatorio, del resto ampiamente evaso.
Scenari futuri
Le prospettive demografiche ucraine creano scenari poco rassicuranti ed estremamente variabili su durata e conclusione del conflitto militare. 4 scenari elaborati nel report «Ukraine’s population future after the Russian Invasion».
1, Guerra di lunga durata e basso ritorno dei profughi: un’estesa distruzione del Paese, lenta ricostruzione, scarso ritorno dei migranti ucraini e persistente stato di incertezza.
2, emigrazione permanente: la durata della guerra è minore, molti profughi rientrano, ma la ricostruzione è lenta e questo alimenta ulteriori flussi migratori verso l’estero sul lungo termine.
3, migrazione circolare: la durata della guerra è minore, molti profughi rientrano nei successivi 10 anni, ma la lenta crescita economica alimenta una circolarità continua della popolazione.
4, migrazione transitoria: la durata della guerra è minore, la maggioranza profughi ritornano in Ucraina e la crescita dell’economia, favorita dagli aiuti internazionali, incentiva ulteriori ritorni migratori verso il Paese.
Ottimismo rispetto alla guerra reale
La controffensiva ucraina del 2023 è fallita, le forze militari russe continuano ad avanzare conquistando nuovi territori, la fuga degli ucraini verso i Paesi esteri è aumentata negli ultimi mesi, mentre i primi colloqui di pace non sono ancora ufficialmente iniziati e la futura ricostruzione della nazione rimane uno scenario assolutamente nebuloso. E quindi anche le analisi demografiche cambiano. Alcuni trend in corso.
A, Ipotizzare che una parte consistente ritornerà in Ucraina nel dopo-guerra, ma questo numero sarà influenzato dal livello di distruzione nella parte orientale del Paese (compreso l’elevatissimo inquinamento ambientale e i milioni di ordigni inesplosi lasciati sul terreno).
B, Una fragile tregua/armistizio/pace potrebbe rallentare il ritorno dei profughi, intimoriti da un ipotetico secondo conflitto su larga scala e la possibilità di nuove coscrizioni obbligatorie e mantenere operativa una buona parte dell’esercito di enormi dimensioni formato dal 2022.
C, Qualora lo Stato ucraino emanasse un’amnistia per il rientro dei renitenti alla leva, le frange nazionaliste di un’Ucraina post-bellica non vedrebbero di buon occhio il ritorno di questi ultimi. E la paura di ritorsioni ostacolerà il ritorno dei profughi nelle zone del Paese passate sotto controllo russo.
Ricostruzione
La ripresa del dopo-guerra: l’Unione Europea ha promesso di finanziare parte della ricostruzione, ma queste ‘assicurazioni’ sono nebulose, condizionate dall’evoluzione del sistema internazionale, sia sul piano geopolitico, sia sul piano economico/finanziario. Nel febbraio del 2024 la Banca Mondiale in collaborazione con la Commissione Europea, l’ONU e il governo ucraino, aveva annunciato la necessità di quasi 500 miliardi di dollari. Dopo un altro anno di guerra, e ulteriore distruzione delle infrastrutture del Paese, molto probabilmente la cifra è salita verso i 600 miliardi.
Solidarietà a perdersi
Sicuramente la ricostruzione e la bonifica del Paese richiederanno centinaia di miliardi di dollari, ma questi finanziamenti saranno assai incerti. Diversi Paesi dell’Unione Europea sono economicamente in crisi, con restrizioni di bilancio enecessità di investimenti interni su altri settori. Le future elezioni politiche nei singoli Stati potrebbero far emergere governi ostili o restii ad investire ingenti capitali nella ricostruzione. Gli stessi Stati Uniti, sotto la nuova amministrazione americana di Donald Trump, sembrano essere decisamente meno improntati ad estese donazioni, specialmente se le trattative per la conclusione del conflitto dovessero produrre uno scenario instabile e/o insoddisfacente per i loro interessi strategici.
Declino demografico e conflitti futuri
‘L’inverno demografico’ che sta interessando decine di Paesi sarà una delle tendenze più importanti a livello globale. E le dottrine belliche dovranno tenere conto di questo cambiamento strutturale delle società avanzate, che si sta mostrando nella guerra russo-ucraina. Le moderne società industrializzate e la difficoltà nel convincere o imporre ai cittadini il servizio militare. Dal febbraio 2022 all’ottobre 2024, il governo ucraino dichiara di aver mobilitato con successo 1,05 milioni di uomini, mentre in 500mila avrebbero evaso la mobilitazione. Di fatto, meno del 15% dei maschi ucraini in età militare (10,5 milioni di 18-60enni) abbia servito in difesa del proprio Paese, di cui la maggioranza in maniera non volontaria.
Precedenti storici
Negli otto anni di guerra Iran-Iraq, servirono nelle forze regolari o paramilitari più del 21% dei maschi iraniani dai 18 ai 60 anni, e circa il 65% dei maschi iracheni 18-60enni (calcolo su dati, The Iran- Iraq war). Le autorità comuniste del Vietnam del Nord mobilitarono nelle forze armate circa la metà della popolazione maschile in età lavorativa del Paese (15-64 anni) nel corso del quindicennio di guerra 1960-1975 (1). Infine, nella Seconda Guerra Mondiale servirono nell’Armata Rossa 5,3 milioni di ucraini e le autorità sovietiche riuscirono a mobilitare circa il 60% della popolazione maschile ucraina in età militare.
Nuove guerre di massa impossibili
Conclusione ‘tecnica’ e severa dei due analisti, tolte le eventuali opposizioni pacifiste, ma nel declino demografico in società individualiste e prive dei fervori ideologici del secolo scorso. «Difficile anche solo immaginare mobilitazioni obbligatorie consistenti».
25 Aprile 2025


27 Apr 2025
Posted by Iskra

