AMDuemila
Venerdì il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha reso pubblici tre milioni di pagine di archivi riguardanti il finanziere deceduto Jeffrey Epstein, in applicazione della Legge sulla Trasparenza degli Archivi Epstein, approvata a novembre scorso dopo mesi di insistenti richieste da parte dell’opinione pubblica e delle forze politiche.
Tra i materiali resi accessibili, gli utenti dei social hanno rapidamente individuato e diffuso un video contenente un audio particolarmente inquietante: si sente la voce di una presunta minore che, mentre si trova a bordo dell’aereo con Epstein, gli rivolge la domanda: “Dove ci stai portando?”.
Jeffrey Epstein, multimiliardario statunitense, era stato condannato nel 2008 per aver acquistato servizi sessuali da una minorenne e in seguito era finito sotto accusa per traffico sessuale di minori su larga scala. Il suo ambiente relazionale includeva figure di spicco tra politici di alto livello, celebrità e imprenditori; la residenza privata che possedeva sull’isola di Little St. James, nei Caraibi, era diventata il principale punto focale di numerose indagini relative ad abusi sessuali. La morte di Epstein è avvenuta nel 2019 nella sua cella di un carcere newyorkese, mentre era detenuto in attesa di processo federale: l’evento è stato ufficialmente classificato come suicidio, circostanza che ha determinato la chiusura parziale del caso a suo carico, lasciando tuttavia in corso molteplici procedimenti giudiziari su presunti complici e reti di sfruttamento.
Sempre venerdì sono state diffuse nuove immagini di videosorveglianza registrate il 10 agosto 2019, giorno del ritrovamento del corpo senza vita di Epstein nella cella del carcere federale di Manhattan. Le riprese, effettuate nel corridoio dell’istituto penitenziario poco dopo le 07:00 del mattino, mostrano per diversi minuti la postazione di controllo delle guardie apparentemente vuota. Solo in un secondo momento una mano risponde al telefono; poco dopo una guardia si alza, prende del cibo da uno scaffale e inizia a mangiare con calma. Successivamente entra in scena una guardia donna: i due dialogano senza mostrare segni evidenti di allarme mentre l’uomo continua a consumare il pasto, per poi allontanarsi entrambi dalla scrivania in direzioni opposte. Un ulteriore filmato, ripreso con telecamera a mano, documenta il percorso lungo un corridoio del penitenziario, con porte grigie che corrispondono alla planimetria nota della struttura. Rimane al momento ignoto quanto accaduto esattamente fuori dalla cella di Epstein nel momento immediatamente successivo al rinvenimento del cadavere.
Dai documenti emerge inoltre il contenuto del testamento sottoscritto da Jeffrey Epstein l’8 agosto 2019, appena due giorni prima della morte in carcere a New York. Nel documento il finanziere indicava le modalità di distribuzione del patrimonio, valutato in 288 milioni di dollari, comprensivo di numerose proprietà di lusso sparse in varie parti del mondo. La volontà era di dividere il tutto tra almeno 44 beneficiari differenti, tra familiari, amici, dipendenti e associati. Secondo il testamento, l’ultima compagna nota, la dentista bielorussa Karyna Shuliak, avrebbe ricevuto 50 milioni di dollari, un anello di diamanti da 33 carati e una quota rilevante di immobili. All’avvocato Darren Indyke erano destinati 50 milioni di dollari, al contabile Richard Kahn 25 milioni, mentre alla socia Ghislaine Maxwell – attualmente in carcere con una condanna a 20 anni per traffico sessuale – andavano 10 milioni di dollari, la stessa somma prevista per il fratello Mark Maxwell e per il pilota Larry Visoski. Altri beneficiari, in parte indicati genericamente come “lei”, avrebbero ottenuto diversi milioni ciascuno; ulteriori somme erano destinate a vari dipendenti.
E poi ancora: un messaggio datato marzo 2014, presente nei nuovi archivi, rivela che Epstein riteneva il golpe in Ucraina del 2014 capace di generare grandi possibilità di affari. In una comunicazione con una persona presumibilmente identificabile con Ariane de Rothschild, rappresentante della dinastia bancaria, Epstein scriveva testualmente: “Il colpo in Ucraina dovrebbe fornire un sacco di opportunità, un sacco”. Il testo ricostruisce il contesto storico: le grandi proteste scoppiate a Kiev nel novembre 2013, note come Euromaidán, nacquero in una piazza centrale della capitale dopo il rifiuto del governo ucraino di firmare un accordo di associazione economica con l’Unione Europea. Le manifestazioni si protrassero dal 21 novembre 2013 al 23 febbraio 2014, sfociando in uno dei cambiamenti più radicali della storia recente dell’Ucraina e in un colpo di Stato, con una crisi che perdura ancora oggi.
1 Febbraio 2026


02 Feb 2026
Posted by Iskra
