Il Capodanno, come da tradizione, è il momento dei bilanci e l’occasione con la quale si pianifica l’attività dell’anno appena iniziato. È così pure per i Capi di Stato, chiamati a tenere un discorso alla nazione che è sempre utile ed importante ascoltare perché aiuta a ripercorrere i momenti salienti dell’anno appena trascorso e riflettere sulle priorità che il Paese ha di fronte a sé. È per questa ragione che ci si esercita spesso in analisi sulle singole parole adottate dai Capi di Stato: per scorgere in esse importanti indicazioni politiche.
Nel primo pomeriggio italiano di ieri mi è capitato di riflettere sul discorso che il Presidente cinese Xi Jinping aveva appena pronunciato a Pechino e che le principali agenzie di stampa stavano cominciando a riprendere. Non è questa la sede di un’esegesi del suo intervento (né io avrei le competenze per farla) ma alcune brevi considerazioni forse è qui utile fissarle. Se non altro perché ci aiutano a comprendere un po’ di più questo straordinario e complesso Paese.
Innanzi tutto ci troviamo di fronte ad un linguaggio che ispira fiducia ed ottimismo. Non è un fatto scontato. Le riflessioni politiche che si fanno in Occidente da alcuni anni sono segnate, invece, da un segno completamente diverso, date le crescenti difficoltà di natura economica e sociale. Di converso, il presidente cinese ha usato parole che esprimono chiara fiducia nel futuro, sia a livello globale che nazionale. Queste hanno enfatizzato la resilienza, l’innovazione, la collaborazione e la determinazione del popolo cinese nel perseguire obiettivi ambiziosi. Le aspettative positive non si riflettono soltanto nel forte senso di ottimismo e fiducia nella crescita dell’economia cinese, ma anche nelle stime relative alla forte capacità di innovazione e nelle competenze scientifiche e tecnologiche del Paese. La visione ottimistica emerge anche con riferimento al quadro globale. Non per assenza di problemi complessi e sfidanti, quanto per un senso di profonda fiducia nella capacità dell’umanità di costruire un mondo migliore, grazie all’abilità di “superare i malintesi e i conflitti con spirito di apertura, prendendoci cura del futuro dell’umanità”. Il passaggio del discorso nel quale Xi Jinping ha detto che “il sogno è lontano, ma chi farà dei passi avanti raggiungerà il traguardo” ci aiuta a cogliere un punto essenziale: la fiducia nel potere della perseveranza e del lavoro di squadra, sia a livello domestico che globale.
La Cina si mostra non solo fiduciosa nelle proprie capacità e nel proprio futuro, ma si presenta quindi come una potenza responsabile, che trae forza e legittimità nella capacità di resilienza del suo popolo. Ed è ai suoi concittadini che Xi Jinping si rivolge con questo monito: “affrontando le tempeste siamo sempre cresciuti e superando ogni prova siamo diventati più forti. Tutti devono avere totale fiducia”.
Il discorso di fine anno è stato indubbiamente ricco di dati, immagini evocative, aspetti culturali e lessico politico. Se il “fil rouge” che ha legato i veri temi può essere ritrovato nel senso di ottimismo, per come ho cercato di descriverlo brevemente prima, un aspetto che mi ha particolarmente colpito è stato indubbiamente lo sviluppo dell’armonia sociale e l’impegno al miglioramento della qualità della vita. Nel suo approfondito discorso il presidente cinese ha infatti speso parole chiare per tutte quelle questioni che toccano direttamente la vita quotidiana delle persone, disegnando un quadro che evidenzia chiaramente l’impegno alla costruzione di un sistema esteso di welfare state.
Si parla espressamente di aumento delle pensioni di base, riduzione dei tassi di interesse dei mutui, di istruzione di qualità per i più giovani e di servizi pensionistici per i più anziani. Sono i pilastri di un sistema di stato sociale che, pur con le sue specificità, mira a garantire una rete di protezione sociale per i cittadini. Una riforma molto importante attiene il settore sanitario, dove è stato ampliato il servizio di pagamento diretto delle fatture mediche tra le diverse province, rendendo più facile per le persone rivolgersi alle cure mediche in tutto il Paese.
È la conferma del fatto che la Cina, tramite una attenta pianificazione ed un ruolo di indirizzo della politica, sta migliorando il proprio modello sociale, mettendo al centro il benessere della popolazione attraverso un gigantesco processo di redistribuzione della ricchezza.
Un aspetto, quest’ultimo, che merita profondo interesse ed attenzione. Soprattutto da parte nostra. Perché segna chiaramente una tendenza di segno completamente divergente rispetto alla strada intrapresa nel continente europeo e, soprattutto, perché avrà conseguenze importanti dentro e fuori la Cina.
L’autore Francesco Maringiò è il presidente dell’Associazione italo-cinese per la promozione della Nuova Via della Seta
01-Jan-2025


02 Gen 2025
Posted by Iskra

