di MOWA
«L’Italia è un’espressione geografica.» (Klemens Wenzel Nepomuk Lothar von Metternich-Winneburg-Beilstein)
Il paese Italia è ogni giorno più compromesso e rischia di far svanire, in un battibaléno, quel sogno di democrazia voluto e ottenuto con la lotta di Liberazione dal nazifascismo combattuta da tanti giovani che per quel sogno hanno sacrificato la propria vita, lotta terminata, ufficialmente il 25 Aprile 1945.
Potrebbero sembrare parole esagerate ma sono gli eventi a parlare.
Non sono solo le dichiarazioni della Presidente dell’Esecutivo a confermare tale tesi[1] ma le leggi emanate in questi ultimi anni che si profilano una dopo l’altra come restrizioni delle libertà sancite dalla Costituzione e che piovono a cascata sui diritti sia sociali che civili dei cittadini.
I primi a pagare il fido, per effetto di un liberalismo sfrenato (e anticamera storica di un regime autoritario), sono gli appartenenti alle classi sociali meno abbienti, infatti, nelle tabelle delle statistiche [2][3][4], nonostante le dichiarazioni pubbliche rassicuranti dei ministri o politici di questo Governo che proclamano di portare avanti una buona gestione, aumentano a vista d’occhio. Forse, ha ragione il presidente uscente del CIV (Comitato di indirizzo e vigilanza), Ghiselli, quando sostiene che:
«La società che si trasforma, nella sua demografia e nel suo mercato del lavoro, sta determinando nuovi bisogni a cui è necessario dare una risposta. Pensiamo al tema della non-autosufficienza, della precarietà del lavoro, della povertà retributiva e pensionistica, dei persistenti divari di genere. Se vogliamo evitare che questi processi portino ad una frantumazione sociale, ad una deriva privatistica e a un ridimensionamento delle tutele pubbliche e collettive, il ruolo dell’Inps nel Paese è destinato ad essere sempre più importante. È quindi fondamentale che cresca l’attenzione degli attori politici e sociali affinché venga preservata e rafforzata la sua funzione, anche favorendo importanti processi di cambiamento, possibilmente avendo ben chiara l’idea sul modello di sviluppo, economico e sociale del Paese a cui tendere. Ma questa credo sia una consapevolezza ancora tutta da conquistare.» [5]
Che questo sia da sempre un Paese a sovranità limitata lo affermiamo da una sempre, così come si sa che le scelte decisionali vengono prese altrove ed imposte al nostro paese, tanto che qualche lucido storico ricorda molti vergognosi episodi di sudditanza. [6] Mentre, qualcuno dei detrattori della democrazia sociale italiana pensava, forse, che avendo distrutto il loro nemico pubblico n.1, il Partito Comunista Italiano (P.C.I.), col tempo, le intromissioni imperialiste si sarebbero fermate, si conferma, invece, la smania di dominio di potere di quella cultura.
Ma come è stata possibile una degenerazione (involuzione) della politica italiana così veloce?
Una delle concause, da parte del potere, è stata di potenziare il pensiero filo e post-fascista sviluppandolo in modo organico e sistematico negli anni ’80-’90, tra le file leghiste, in quello che era il ventre molle culturale del Nord Italia che, poi, si è accentuato con l’entrismo di alcuni convinti “camerati” di vecchio conio come avvenuto con Borghezio.[7]
Nella pubblicazione di Angelo Ruggeri “Leghe e leghismo – l’ideologia, la politica, l’economia dei “forti” e l’antitesi federalista al potere dal basso”[8] (Quaderni del Centro “Il Lavoratore”, novembre 1997) e ripubblicata nelle “Novità” della “Durito Edizioni” (aprile 2009) vengono spiegate le cause organiche del leghismo evocatore del diciannovismo, e motore dell’evolversi dei fenomeni successivi che hanno generato uno spartiacque con la formazione di partiti che vanno da FdI sino a Vannacci.
Fenomeni, probabilmente, incompresi e/o sottovalutati da quel popolo residuale di sinistra che si è visto scavalcare sia nelle elezioni che con parole d’ordine… Fenomeni che, forse, fanno comprendere il distacco politico-culturale della popolazione da chi avrebbe avuto, invece, il compito di allertare la società democratica dal riemergente pericolo diciannovista, pericolosissmo, che bussa alle porte e la cui affermazione fa rischiare democrazia e libertà per tutti .
NOTE:
[1] “Il fascismo un’epoca particolarmente complessa”: l’intervista di Giorgia Meloni al “New York Times” https://youtube.com/shorts/z40ANz4UH6Q?si=AZQkK1bldc_9d6_k
[2] https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/07/ITA_R_SDGs-2026_02.pdf
[3] https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/07/ITA_R_SDGs-2026_03.png
[5] L’Inps, il baluardo necessario per una società in profonda trasformazione https://www.collettiva.it/copertine/welfare/ghiselli-inps-un-baluardo-necessario-slnk6gp3
[6] “VOGLIAMO UN MINISTRO GRADITO ALLA CASA BIANCA https://youtube.com/shorts/Hvy5JW7v9FE?is=0sFqRio9w-M06-S_
[7] Borghezio: lezioni di fascismo. Il leghista, ex sottosegretario alla giustizia, parla ai fascisti francesi dell’Ump: “Infiltratevi così… https://www.repubblica.it/cronaca/2009/03/28/video/borghezio_lezioni_di_fascismo-422691935/


28 Ago 2026
Posted by Iskra
