di MOWA
«Siedo sulla schiena di un uomo, soffocandolo, costringendolo a portarmi. E intanto cerco di convincere me e gli altri che sono pieno di compassione per lui e manifesto il desidero di migliorare la sua sorte con ogni mezzo possibile. Tranne che scendere dalla sua schiena.» (Lev Tolstoj)
Quanto tormento nella coalizione della destra italiana dopo la celebrazione commemorativa delle vittime di Marcinelle!
L’8 agosto di sett’anni fa, nella miniera di Marcinelle, morirono 262 dei 275 minatori che stavano lavorando quel giorno, intrappolati dal fuoco e soffocati dall’ossido di carbonio. Durante la commemorazione i sindacalisti belgi della Fgtb hanno girato le spalle ad Ignazio La Russa mentre leggeva il messaggio del Presidente Mattarella su quei morti. [1]
Giorgia Meloni ha mal digerito questo fatto, e ha commentato, sui social, che è stato un «…gesto grave e vergognoso. […] Una contestazione politica si è trasformata in un gesto di disprezzo verso le istituzioni dello Stato. […] Marcinelle non è il luogo delle divisioni politiche. È il luogo della memoria, del rispetto e della dignità del lavoro».[2]
Già, ha parlato, proprio, di lavoro. Forse, però, va ricordato che prorpio la coalizione di destra al governo, sta portando il paese verso un disastro economico e sociale mai raggiunto da che vi è la Repubblica. Gli stipendi sono da fame, tanto che moltissimi lavoratori, non solo non arrivano a fine mese, ma vanno ad ingrossare le fila di coloro che chiedono un pasto in elemosina, inoltre il paese è ultimo nella “crescita” (è, ovviamente, un eufemismo) in Europa…, con un segno meno (-), da sottolineare il meno, nelle statistiche.
Si ricorda, ai più distratti, che quel sindacato (Fgtb) ha una lunghissima tradizione a difesa dei diritti dei lavoratori (con un’adesione di circa un milione e 200 mila persone) e non ha, dunque, un insignificante ruolo marginale in quelle che sono state e sono le conquiste del mondo produttivo, quel mondo di cui Meloni parla, sventolando ai quattro venti il suo fare, ma, per cui, in realtà, visti i risultati negativi, sembra proprio non stia facendo.
Meloni, certo, può inventarsi e sbandierare sui mezzi di comunicazione tutte le tabelle che vuole ma la realtà è lì a smentirla, giorno dopo giorno, proprio attraverso i danni arrecati al Paese.
La signora, su quanto accaduto durante la commemorazione, se la prende, con la CGIL e Landini a cui attribuisce il gesto, falsando quanto accaduto, in quanto, questi ultimi, non sono stati i protagonisti del giramento di spalle a La Russa. Un attacco spudorato alla sigla CGIL che, sembra, più che altro, il voler concretizzare quel controllo del potere desiderato dal Piano di Rinascita della loggia massonica P2 di Licio Gelli.
Ma sul caso in specifico come non dare ragione alla dichiarazione, rilasciata all’Ansa, dopo l’episodio in menzione, dal segretario della Fgbt, Vincent Pestieau: «Tutti i compagni dell’Fgtb si sono girati, perché noi siamo contro la presenza di partiti fascisti, e per noi Fdi è un partito di estrema destra. Noi siamo contro la presenza di tutti i partiti fascisti. La loro presenza non è bella, soprattutto in un luogo molto importante per l’immigrazione italiana… non ha riguardato Mattarella, ma è solo perché Ignazio La Russa ha parlato a nome del governo»[3] visto quanto la classe lavoratrice sta subendo a livello sia locale che internazionale per colpa dei lacché di destra del potere?
Questa azione civile di contrasto ad un arrogante potere è un valore di riscatto di chi produce realmente la ricchezza nei vari paesi e fa sperare e dire che esiste ancora un mondo migliore su cui contare.
Va affermato che, essere dalla parte della “classe” proletaria è un pregio per gli onesti e non un fastidio come è per qualcun altro che, invece, ha venduto l’anima umana per uno scranno del potere.
NOTE:
[1] https://ilmanifesto.it/marcinelle-meloni-e-la-russa-attaccano-la-cgil-menzogne


11 Ago 2026
Posted by Iskra
