di MOWA
«La verità non è sempre quella che ha deciso la maggioranza.» (Papa Giovanni Paolo II)
Il voto in Parlamento sulla legge elettorale voluta da Giorgia Meloni non è passato per un gioco che, qualcuno, ha considerato “odioso” ma, altri, necessario, in quanto, se fosse passata quella proposta di legge, i partiti più piccoli non avrebbero più avuto alcuna tutela. Con la segretezza delle urne, l’emendamento proposto è stato affossato con: 188 voti contrari, 187 a favore (la maggioranza di Governo ha 237 seggi su 400). [1]
Gli attuali partiti politici più piccoli, che fanno parte dello schieramento di maggioranza, hanno dovuto scegliere se votare sì, rimanendo come ora nella maggioranza di coalizione, o votare no, perchè, con le norme proposte, avrebbero rischiato di non avere più un ruolo in futuro in quanto il “premio” previsto dalla proponente legge li avrebbe marginalizzati e messi nella situazione di ulteriore sudditanza nei confronti di chi avesse ottenuto il risultato elettorale più alto.
Questi partiti politici, comunque, non si possono dire fieri di aver difeso la Costituzione, in quanto, le scelte che hanno fatto sono state solo per il proprio tornaconto in quanto nessuno di loro ha mantenuto fede verso le indicazioni valoriali di proporzionalità pura, tipica delle società democratiche liberali e libera espressione delle diverse esigenze del Paese, nessuno di loro ha speso energie per difendere e conservare il sistema elettorale voluto dai Padri costituenti nel 1948.
Stiamo parlando di un sistema elettorale, quello attuale, che doveva già essere modificato, stante le indicazioni della Corte Costituzionale, ma che si è preferito fingere che la sentenza, in merito, non fosse mai stata emessa, in quanto avrebbe tolto valenza ai candidati nominati dalle segreterie.
Questo metodo è stato messo in atto più volte dai reazionari che hanno, di fatto, scavalcato i principi di rispetto di tutte le espressioni presenti sul suolo nazionale.
Reazionari che nel merito dei sistemi elettorali, di ogni tempo, hanno insultato falsamente i comunisti e socialisti accusandoli di volere un regime autoritario per poi realizzarlo, invece, come avvenne il 2 settembre1919, con la Legge Acerbo, che introdusse il premio di maggioranza (sentite l’assonanza con quella odierna!) permettendo a Benito Mussolini di assicurare al Partito Nazionale Fascista la presa del potere.
Stessa cosa fu tentata, ma invano, il 31 marzo 1953, con la meglio nota legge truffa, n. 148, proposta da Mario Scelba e voluta da Alcide De Gasperi che aveva come obiettivo quello di escludere le sinistre del Paese e che Aldo Moro rivelava nel suo memoriale: «perplessità e critiche che venivano attribuite ad impacci della e nella maggioranza, al timore che una flessione mettesse in difficoltà i partiti ed in ispecie quelli minori, ma erano in realtà i segni di una crisi politica, di una difficoltà d’intesa, di un disperdersi di voti provenienti dalla paura e difficilmente recuperabili tutti in una situazione un po’ normalizzata.»[2]
Sistema dichiarato parzialmente incostituzionale per il suo premio di maggioranza (che venne, per l’ennesima volta, proposto nel 2005, legge n. 270 cosiddetto «Porcellum»), proprio da chi pretendeva di prendersi gioco della popolazione italiana con quello che fu definito dallo stesso proponente, Roberto Calderoli, con l’epiteto denigratorio di “porcata”, avente il solo obiettivo di escludere, o meglio svuotare, del suo significato oggettivo le elezioni.
Gli italiani (al di là di quanti siano coloro che vanno a votare o meno) sono profondamente legati a sistemi inclusivi rispetto a chi deve rappresentarli nelle più alte cariche istituzionali e non hanno sinora gradito prevaricazioni di sorta… tanto più, se perpetrate da chi, in quei consessi, ha indossato camice brune con la svastica[3] o tiene ed espone, in casa, busti, di un certo, Benito Mussolini.[4]
NOTE:
[1] Caccia ai franchi tiratori (sono almeno trenta). Lollobrigida: «Li cerco io». La chat «sospetta» dei forzisti https://roma.corriere.it/notizie/politica/26_luglio_15/franchi-tiratori-legge-elettorale-preferenze-f689ff1c-cfea-4258-bb71-2b6990382xlk.shtml?vclk=BoardBoard1_ZB1_PH1_N1
[2] dal Memoriale Moro, Parte II, § 01: La Costituente, De Gasperi e l’espulsione del PCI dalla maggioranza pag. 27 https://www.robertobartali.it/archivio/memoriale.pdf
[4] https://pagellapolitica.it/articoli/la-russa-busto-mussolini
Foto MOWA


16 Lug 2026
Posted by Iskra
