di MOWA
«Quando le parole perderanno il loro significato le persone perderanno la loro libertà.» (Confucio)
Nessuno avrebbe immaginato, solo qualche anno fa, che sarebbe potuto accadere. L’Europa così democratica (apparentemente, allora) ha votato… e tutti noi, in silenzio, abbiamo assistito ad un abuso così grande senza poter essere informati dalle varie fonti giornalistiche provenienti dal Mondo.
Per essere più chiari.
La Corte dell’Unione Europea ha sentenziato, il 2 luglio u.s. nella causa C-67/25 – Traugott Ickeroth, [1] [2] che nessuno (divieto che vale anche per i siti con accesso gratuito) potrà diffondere i contenuti provenienti dal canale giornalistico RT – Russia Today.
E più specificatamente la sentenza, al punto 25, recita: «Nel caso di specie, dalla decisione di rinvio risulta che il procedimento principale riguarda procedimenti penali avviati nei confronti di tre persone fisiche per aver effettuato la radiodiffusione, tramite un sito Internet accessibile al pubblico, di contenuti provenienti dal canale RT Germany, il quale è iscritto nell’allegato XV del regolamento n. 833/2014 e la cui diffusione è vietata dall’articolo 2 septies, paragrafo 1, di tale regolamento. In tali circostanze, con la sua questione pregiudiziale, il giudice del rinvio chiede se una persona fisica, che gestisce un siffatto sito Internet effettuando la radiodiffusione di tali contenuti e ne trae introiti solo sotto forma di contributi volontari di terzi, rientri nella nozione di «operatore», ai sensi di tale disposizione».
E con questo viva la libertà, perchè sì, avete letto bene, nessuno potrà mai attingere e diffondere notizie provenienti dal canale RT – Russia Today. In Germania vi è, già, stata una sentenza, dove, tre persone, sono state accusate di aver attinto e divulgato notizie provenienti da quella testata giornalistica e, quindi, di aver trasgredito al «Divieto di radiodiffusione di contenuti delle persone giuridiche, delle entità o degli organismi elencati nell’allegato XV del regolamento n. 833/2014 – Radiodiffusione di tali contenuti da parte di persone fisiche su un sito Internet che genera introiti solo sotto forma di contributi volontari.»[3]
Ovverosia, per la Corte, diventa irrilevante che la diffusione dei contenuti vietati avvengano o meno nell’ambito di un’attività economica perchè, a prescindere, hanno deciso di considerarli pericolosi per la stabilità Europea.
Ci si domanda, a questo punto, che fine abbia fatto l’articolo 21 della Costituzione che vincola gli italiani a mantenere fede al valore della suddetta Carta, rispetto al libero pensiero, che “garantisce” (imperativo, ovvero che esprime un comando incondizionato e non condizionale ed ipotetico) ad ognuno il diritto fondamentale di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo…. vietando la censura e tutela la libertà di stampa, ponendo come unici limiti il rispetto del buon costume e le tutele contro la diffamazione.
A questo punto bisogna porre alcune domande a tutti coloro che siedono nelle Istituzioni sia italiane che europee.
Queste misure restrittive europee risalgono al 2014, quando la Russia non aveva ancora invaso l’Ucraina in quanto, tale azione, è iniziata il 24 febbraio 2022. Perchè di questa decisione non è stata data larga diffusione?
L’Europa (attraverso i suoi parlamentari) aveva, forse, già pianificato interventi restrittivi nei confronti della Russia tanto da farci diventare un Continente preda di appetiti economico-finanziari “occidentali”, come sta accadendo oggi, rovinando totalmente l’economia e la vita di tutti?
All’Europa, o meglio ai rappresentanti politici del Continente, vorremmo, anche, chiedere, giusto per sapere, che fine vogliono far fare all’articolo 11 della Costituzione italiana [4] che, in questo modo, viene bellamente e totalmente, disatteso nelle azioni di riarmo contro paesi in conflitto, invece, di proporre azioni di pace e convivenza?
A questo punto urge un monito alle istituzioni di ogni ordine e grado: il popolo non starà a guardare che i propri figli vengano condotti verso una guerra che non vuole e non merita, il popolo è per la pace sempre e assolutamente per sè stesso e anche per tutte le altre popolazioni.
NOTE:
[1] Direzione della Comunicazione Unità Stampa e informazionecuria.europa.eu COMUNICATO STAMPA n. 94/26 https://curia.europa.eu/site/upload/docs/application/pdf/2026-07/cp260094it.pdf
[2] Sentenza
della Corte (Quarta Sezione) del 2 luglio 2026.
Staatsanwaltschaft
Saarbrücken contro R e a.
Rinvio pregiudiziale – Politica
estera e di sicurezza comune – Misure restrittive in considerazione
delle azioni della Federazione russa che destabilizzano la situazione
in Ucraina – Regolamento (UE) n. 833/2014 – Articolo 2 septies,
paragrafo 1 – Nozione di “operatore” – Divieto di
radiodiffusione di contenuti delle persone giuridiche, delle entità
o degli organismi elencati nell’allegato XV del regolamento n.
833/2014 – Radiodiffusione di tali contenuti da parte di persone
fisiche su un sito Internet che genera introiti solo sotto forma di
contributi volontari.
Causa C-67/25.
Court reports – general
ECLI identifier: ECLI:EU:C:2026:534 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=CELEX:62025CJ0067
[3] REGOLAMENTO (UE) N. 833/2014 DEL CONSIGLIO del 31 luglio 2014 concernente misure restrittive in considerazione delle azioni della Russia che destabilizzano la situazione in Ucraina https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=celex:32014R0833
[4] articolo 11 della Costituzione: L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/principi-fondamentali/articolo-11
Foto di MOWA


09 Lug 2026
Posted by Iskra
