di MOWA
«La disubbidienza civile è il deposito del potere. Immaginate un intero popolo riluttante a conformarsi alle leggi della legislatura e pronto a sopportare le conseguenze di questo suo dissenso. Immobilizzerà tutto il meccanismo legislativo ed esecutivo. La polizia e l’esercito servono a forzare le minoranze, per quanto potenti esse possano essere. Ma nessuna coercizione poliziesca o militare può piegare la volontà risoluta di un popolo, pronto a soffrire fino al limite estremo.» (Mohandas Gandhi, Antiche come le montagne, 1958 – postumo)
Non c’è giorno che passi senza che la mano pesante del Governo si “posi” sui lavoratori che chiedono legalità e giustizia sociale in particolar modo per i posti di lavoro. Non c’è giorno che passi senza che i vari comandi della polizia ordinino agli agenti di agire con il pugno di ferro contro i lavoratori che rivendicano le ingiustizie subite dalla proprietà che chiude le aziende trasferendo altrove i macchinari e lasciando a casa i lavoratori che già sono sottopagati rispetto agli accordi sindacali e questo è solo un frammento della perdita dei diritti in corso…
Qualcuno scrive, avendo forse ragione, nei vari commenti dei social, che siamo tornati, come procedure di polizia, “alla fine dell’ottocento e inizio novecento” quando i lavoratori non avevano, ancora, preso consapevolezza dei loro diritti e, lotta dopo lotta, sono riusciti, in seguito, a meritarsi un posto nella Storia ottenendo conquiste sociali che hanno reso il Paese più civile e progredito. Tutto ciò, però, fu pagato a caro prezzo con morti e feriti tra i braccianti e gli operai. Lavoratori e lavoratrici che uniti, come un maglio, avevano capito che potevano piegare l’arroganza dei padroni (oggi chiamati in modo vellutato imprenditori ma impregnati dello stesso cinismo di allora) e che ottennero parte dei riconoscimenti economici di spettanza, non come bonaria regalia di chi sfrutta e vive nella ricchezza grazie al lavoro altrui, ma con impegno e lotte serrate. [1]
Qualcuno di questo Governo pensa di riportare il paese a quei tempi, utilizzando la rabbia dei poliziotti che vivono la disperazione di essere usati da un potere che li allontana ideologicamente dai bisogni reali quali uno stipendio e una formazione democratica adeguata alla Repubblica oltre all’aumento di personale, ma si sbaglia di grosso. Esiste una parola che dovrebbe unire le forze dell’ordine al resto del paese ed è che, anche loro, fanno parte di quel popolo che è in sofferenza. Le contraddizioni che si vivono e il volere, in generale, meno tensioni, spesso, sono create da conflitti derivati da ingiustizie, sociali. I conflitti più accesi spesso, nascono quando un imprenditore vuole licenziare migliaia di lavoratori portando i macchinari in un altro paese per aumentare i suoi personali profitti infischiandosene degli altri, costui non merita un trattamento di favore come, invece, sta avvenendo, da diverso tempo nel nostro paese e si viene a sapere che… magari, gli imprenditori sono pure evasori fiscali!
Sui social, qualcuno, consapevolmente, fa notare che i lavoratori che difendono il proprio lavoro ed i diritti vengono “trattati come un problema di ordine pubblico non solo è un atto irresponsabile da rigettare, ma è anche lontanissimo dalla capacità di affrontare i problemi del Paese” anzi, un alibi per chi non ha soluzioni… Un po’ come il ladro che sorpreso a rubare grida di essere stato frainteso.
Lo “sport” nazionale per i Ministri di questo Esecutivo sembra quello di ‘trattare da criminali‘ i vari presidi operai mandando squadre di poliziotti indottrinati dalle peggiori culture antidemocratiche come avvenuto davanti ai cancelli della Acca di Seano, nel comune di Carmignano (Prato) dopo l’annuncio dell’imminente chiusura dell’azienda ed il licenziamento di circa cento lavoratori, benchè vi sia per le aziende coinvolte un’inchiesta della procura europea e della Guardia di finanza per presunte frodi fiscali e doganali.
Un vero insulto alle regole di convivenza civile e i lavoratori e le lavoratrici di questo Paese non lo permetteranno oltre. Purtroppo, oggigiorno, stiamo vivendo in un mondo al contrario visto che vi è accanimento contro gli onesti che vengono malmenati, fermati, identificati, mentre vi sono condannati in via definitiva che siedono, impunemente, negli scranni del parlamento.
NOTE:
[1] radiopopolare https://www.instagram.com/reel/DaXFUyOjHoY/
Foto MOWA


06 Lug 2026
Posted by Iskra
