di MOWA
«Sì, hai ragione. In fondo questa industria multimiliardaria gira intorno a questo, alla bellezza interiore» (Nigel -Stanley Tucci, Il diavolo veste Prada)
Gli italiani si sono fatti prendere, ingenuamente, la mano quando Lei è stata presentata come candidata alla presidenza dell’Esecutivo, Lei che si fa chiamare con l’articolo il, tal Giorgia Meloni. Nel farlo, però, hanno completamente trascurato di cosa costei fosse portatrice culturale.
Qualcuno, oggi, comincia a svegliarsi scoprendo di essesi infilato in un incubo e si accorge della deriva autoritaristica verso cui sta andando la Repubblica italiana: un premierato (in odor di dittatura?) è alle porte con la promessa che la più alta carica dello Stato sarà di destra (si può dire fascista?), alla faccia di chi sottovalutava “vergognosamente”, schernendo la Storia, i tedeschi di via Rasella e li paragonava ad una banda musicale.
Molti italiani, purtroppo, negano, ancora, l’evidenza e non hanno mai fatto i conti con il proprio passato culturale quando, addirittura, (nel Ventennio) sette milioni di cittadini scrivevano direttamente alla segreteria particolare di Mussolini per chiedere favori e/o denunciare i propri vicini di casa rei di non aderire a quel fascismo che, oggi, mistificato ribussa, in modo, forse, più soft ma quello è, alle porte dei piani alti della politica. La colpa di tutto ciò? La carenza di una vera strategia condivisa tra chi si oppone a quella erosione democratica che sta cancellando diritti e spazi in cui far sentire la propria voce d’opposizione.
È urgente che ognuno si guardi dentro e faccia un minimo di esame di coscienza per capire se il proprio essere rimasto in disparte o non aver saputo o voluto aderire in modo adeguato e organico con altri contro la deriva autoritaria non abbia nuociuto al futuro del Paese.
È importante, non solo, avere la coscienza pulita ma impegnarsi, in politica esistono alcuni compromessi, se così li vogliamo chiamare, importanti che servono “tatticamente” a bloccare, temporaneamente, un disastro politico che in questo Paese sta conducendo verso l’autoritarismo. Persino Lenin entrò in modo organizzato, con i bolscevichi, nei menscevichi con cui nulla aveva da spartire e riuscì a cambiare le sorti del Paese, un’ attenzione storica non trascurabile visto quel che sta capitando sul versante opposto con quella “gonnella” fatta passare come conquista ed emancipazione democratica delle donne mentre, invece… Bisogna rendersi conto che, in tal modo, non si è capito dove stesse l’inganno alla democrazia nata dalla Resistenza al nazifascismo dove i valori democratici sono da salvare proprio perchè sono entrati in conflitto con la portata culturale della destra e sono fortemente in pericolo.
Non diventa tardivo fare un richiamo a tutte quelle figure democratiche che desiderano evitare che la frittata sia fatta sotto i loro occhi per, poi, ritrovarsi in un Paese dove ulteriori soggetti sempre più a destra vengono fatti passare come “tutto regolare” e rimanere senza quei meccanismi istituzionali che garantiscono i diritti di tutti perché stravolti gradualmente da questi amici del “diavolo in gonnella”.
È necessario, in primis, che le persone tornino a votare più a sinistra possibile o per chi, amaramente, si definisce di sinistra, onde avere i numeri per evitare tracolli delle Istituzioni verso quell’autoritarismo ormai alle porte.
Inoltre, è importante non demordere e incalzare tutti i politici a proseguire il dibattito pubblico su soluzioni economico-sociali tali da distogliere questo vizioso dibattito (voluto tatticamente dalla destra) sulla remigrazione e… , in modo che si arrivi a dibattere su temi reali, quelli che le persone sentono vicini perché provocano quotidiana sofferenza.
Che la partecipazione di massa al voto sia il propulsore culturale che porti un’inversione di tendenza delle forze sociali verso temi reali quali aspetti collaborativi al rialzo del Paese. Tutti si devono rendere conto del fatto che le politiche degli ultimi anni (governo Meloni in particolare con la legge di bilancio) hanno aggravato, praticamente, l’impoverimento, di tutte le fasce sociali, in particolare di chi, ogni anno, paga circa 7,5 miliardi di imposte, subendo un assottigliamento progressivo della possibilità di sopravviventa; i pensionati risultano fra i più colpiti dalla perdita di potere d’acquisto subendo un prelievo fiscale che li induce al ricorso a polizze private… pratica obbligatoria per tutti i futuri pensionati per colpa delle politiche dell’ultimo lustro.
Dunque è essenziale far sentire nuovamente la propria voce, contro la tendenza neoliberista delle destre che concede su taluni servizi dei bonus come una tantum invece di mantenere in vita la spesa per i servizi essenziali che tornano a diventare a pagamento come negli anni Cinquanta.
Sull’evasione fiscale, poi, l’Agenzia delle Entrate vanta crediti non riscossi di oltre 1.110 miliardi di euro, dove 800 di questi miliardi (il 70%), riguarda l’1,3% dei contribuenti più ricchi che hanno oltre 500 milioni di euro di debiti fiscali e che l’Agenzia grazie a leggi, ad hoc, come quella del “fisco amico”, del 2023 ne ha, dei 110 miliardi di euro esigibili, cancellati oltre il 40%.
Bisogna, dunque, rimettere sul piatto della politica quello dell’influenza sull’economia reale, contro la finanziarizzazione che, attraverso le multinazionali come Black Rock, Larry Fink, ecc., spinge i vari governi a fare leggi che privatizzano i diversi servizi essenziali, spingendo verso quei sistemi a pagamento i cui fondi hanno l’unico scopo di rendere più dipendente il sistema pubblico da quello di quei pochi ricchi che, spesso, sono residenti nei paradisi fiscali.
C’è da porsi la domanda se la Repubblica e gli italiani abbiano, prima di svegliarsi, sempre bisogno di trovarsi ob torto collo in situazioni di difficoltà democratica generale. Urge aprire gli occhi sulla gravissima deriva autoritaria, ormai, alle porte di casa…
Foto MOWA


01 Lug 2026
Posted by Iskra
