di MOWA
«A volte scherzando si dice la verità» (Orazio)
Credevano veramente Ivanka Trump e il marito Jared Kushner, parenti del presidente USA, Donald, di riuscire a costruire un resort in Albania, in una delle zone con la maggior biodiversità del paese, senza che gli albanesi dicessero nulla?
Pensavano, forse, Ivanka Trump e Jared Kushner che la quantità di dollari promessi allo squalificato premier Edi Rama, da investire nella costruzione di un resort esclusivo, bastasse a calmare gli animi degli albanesi che, invece, non vogliono vedere deturpata irreparabilmente un’area unica e speciale con una flora e una fauna protette?
Tale merce di scambio si sta mostrando svantaggiosa ad entrambi i Trump/Kushner e a Rama nella sua clamorosa realtà, infatti è risultata mal gradita alla popolazione che si è rivoltata contro sia al progetto che al proprio premier che, invece ha cercato di edulcorare l’idea con l’ipotesi di un turismo di lusso. Ma il premier l’unico risultato che ha ottenuto è stato di scadere nella considerazione della popolazione rivelandosi un faccendiere. [1]
La cosa che meraviglia di più è che il premier albanese si reputa socialista ma, purtroppo, di socialismo conosce ben poco, se non nulla, perché confonde il benessere collettivo, ideale del socialismo, con quello di pochi (e magari già ricchi) ma, soprattutto, non conosce le parole di chi aveva rappresentato il proprio popolo come, Enver Hoxha, il quale rivolgendosi al generale Davies, viste le mire espansionistiche degli inglesi, fu lapidario:
«Vi ho ascoltato attentamente, signor generale – gli dissi – e vi prego di volermi ascoltare anche voi. Io parlerò un po’ più a lungo, benchè sia il rappresentante di un piccolo popolo. Il nostro popolo, piccolo in numero, si è battuto durante tutta la sua esistenza.
Anche il vostro popolo ha lottato, ma le lotte dei nostri due popoli sono state di natura diversa. Il nostro paese è stato più volte occupato, ma noi abbiamo sempre combattuto i nostri invasori cacciati, li abbiamo cacciati dalle nostre terre e non abbiamo mai mischiato con loro il nostro sangue.
Il popolo albanese vanta un’antica storia. E’ uno dei popoli più antichi dei Balcani e, in qualsiasi momento, benché numericamente piccolo, ha dato prova della sua vitalità opponendo una strenua resistenza ai tentativi volti ad annientarlo. Ha avuto a che fare con numerosi e feroci nemici che non sono riusciti a soffocare le sue ardenti aspirazioni alla libertà.
Per 500 anni il nostro paese è stato dominato dal regime feudale militare ottomano. Né il ferro, né il fuoco, né il sangue sono riusciti mai a piegare l’albanese. Il popolo albanese ha saputo conservare intatte la sua lingua, la sua cultura e le sue antiche e brillanti tradizioni. Tutta la sua storia è scritta di sangue, ed è con questo sangue che egli sta ora plasmando la sua libertà. Grazie alle sue sanguinose lotte, grazie alla sua lotta con le armi e la penna, nel 1912 è stata proclamata l’indipendenza del paese a VIora, dove il patriota Ismail Qemali ha issato la bandiera nazionale, la bandiera del nostro eroe nazionale Skanderbeg, che nel XV secolo si era battuto per 25 anni consecutivi contro gli occupanti ottomani.
Ma anche in seguito, la piccola Albania è divenuta teatro di combattimenti e oggetto delle mire di rapina delle grandi potenze e dei loro satelliti. Tuttavia, il nostro popolo ha fronteggiato anche queste mire e questi intrighi. Nel 1920, durante la battaglia di Vlora, esso buttò al mare gli invasori italiani».[2]
Ricordo che persino lo jugoslavo Tito parlando alla redattrice del giornale “Vjestnik”, nell’ottobre del 1972 dovette ammettere:
«lo non considero arricchimento, ha detto, quello che l’uomo può guadagnare col suo lavoro, anche se con i suoi guadagni si sia costruito una villa. Ma quando si tratta di centinaia di milioni e perfino di miliardi, allora sì che ci troviamo di fronte ad un furto… Questi non sono proventi procurati con il sudore… Questa ricchezza viene creata attraverso speculazioni di ogni genere all’interno del paese e all’estero… Ora dobbiamo vedere la questione di coloro che costruiscono case una a Zagabria, un’altra a Belgrado e una terza sul mare o in qualche altra località. Qui non si tratta di una semplice dimora, ma di ville che possono benissimo essere date in affitto. Inoltre ci sono persone che dispongono non di una, ma anche di due o tre vetture per famiglia…»
E, poi, Tito parlava contro quei benestanti che avevano depositato circa 4 o 5 miliardi di dollari, senza contare altre somme depositate nelle banche straniere e quelle che tengono nelle loro tasche…
Quel tipo di realtà non c’è più, è ormai passata per colpe interne ed esterne al paese. Qualcuno ha preferito finanziare organizzazioni criminali pur di arrivare a distruggere una società i cui principi erano di eguaglianza sociale e sostanziale.
Il miraggio della ricchezza propugnato dall’occidentale, si è rivelato un inganno, ma, sul territorio sono rimasti i lacchè dei potenti a governare e tessere trame contro ogni possibile rivolta sociale che possa portare ad un benessere realmente comunitario anche a costo di distruggere le parti migliori del suo habitat… quindi in piena sintonia con il capitalismo.
Vista, però, la presa di coscienza popolare, speriamo che non sia detta l’ultima parola e che sia l’inizio di un riscatto per tutti loro.
NOTE:
[1] L’Albania si ribella al resort di Ivanka Trump e Kushner: proteste e indagini stringono il progetto del maxi-resort da 4 miliard https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/05/resort-kushner-ivanka-albania-proteste-notizie/8409664/
[2] Enver Hoxha –Il pericolo angloamericano in Albania (1975)- cap. III L’ARRIVO E LA FINE POCO GLORIOSA DEL GENERALE DAVIES


09 Giu 2026
Posted by Iskra
