di MOWA
«Prima vennero per i comunisti, e io non dissi nulla
Poi vennero per i socialisti, e io non dissi nulla
Successivamente vennero per i sindacalisti, e io non dissi nulla
E poi vennero per me!» (Emigre degli Anti Flag Album For Blood and Empire)
C’è qualcosa che, forse, fatica a farsi strada nei pensieri di alcune persone: comprendere cosa significhi la collaborazione tra lo Stato italiano e quello israeliano e cosa implichi nel tempo, specie dopo che la Corte Penale Internazionale (CPI) ha sentenziato, dopo averli riscontrati, che ci siano fondati motivi per “accusare Netanyahu e Gallant di crimini contro l’umanità e crimine di guerra”.[1]
Non è un problema di sola umana coscienza, visto il comportamento criminale degli israeliani verso la popolazione palestinese, ma la completa implicazione giuridica dell’inazione dell’Italia e del suo governo di fronte a tali azioni che continuano a ledere i diritti internazionali, diritti dell’uomo con l’ “uso sistematico di violenza sessuale, riproduttiva e altre forme di violenza di genere” [2] o “attacchi contro strutture scolastiche e siti religiosi e culturali…” [3] distruzione dell’ambiente, delle case, delle coltivazioni, uccisione degli animali e… senza che il governo italiano si riscuota da un torpore connivente e blocchi i suoi rapporti di natura commerciale con siffatto paese.
Rapporti che non sono solo in ambito alimentare ma soprattutto, e da diversi decenni, nel campo della difesa, cybersicurezza, cyberspaziale, sicurezza, sanità, energia, cultura, protezione civile… persino in quello della ricerca. Insomma accordi che, negli anni, sono stati stipulati tra Israele e i vari governi italiani che si sono succeduti, e vanno da Berlusconi, passando da Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte I e II, Draghi, sino ad arrivare a quest’ultimo, di Meloni.
Il governo Meloni ha, addirittura, siglato, nel 2024, con il ministro dell’Energia israeliano, Eli Cohen, una convenzione che consentirebbe all’ENI, con altre società internazionali (israeliane incluse), di avere la licenza di sfruttamento del giacimento di gas che, però, guarda caso, si trova all’interno della zona marittima G (1700 chilometri quadrati) di fronte a Gaza e quindi appartenente a quest’ultima per il 62%. [4]
L’Italia è passata, dunque, con Leonardo, da fornitrice ad Israele di sistemi d’armamento e difesa a sfruttatrice di siti di gas di proprietà altrui. Se da una parte gli israeliani continuano ad esercitare la pirateria in acque internazionali con sequestri di persone di altre nazionalità, lo fanno in buona compagnia perchè l’Italia si adegua ai reati e contrattualizza con gli occupanti israeliani senza averne diritto alcuno.
Questa Italia è fatta di “ominicchi”, direbbe il comico Totò, che continuano a fornire supporto tecnico e logistico a un paese irrispettoso e occupante con cui rinforzano la collaborazione nel campo dell’innovazione come la cybersicurezza, l’intelligence o l’innovazione aerospaziale, incurante di farlo sulla pelle delle decine di migliaia di vittime civili uccise proprio con quelle tecnologie prodotte in casa propria e usate da Israele.
Ci si chiede come sia possibile che la vergogna per questi crimini umanitari non investa minimamente queste persone che, invece, continuano impunemente a collaborare con Israele. Non hanno costoro una famiglia? Non osservano i propri cari? Non comprendono che un domani, se l’indifferenza continua a farla da padrona, potrebbe succedere la stessa cosa a casa loro?
NOTE:
[2] A/HRC/58/CRP.6
[3] A/HRC/59/26
[4] https://www.invictapalestina.org/archives/51344
Foto di MOWA


26 Mag 2026
Posted by Iskra
