di MOWA
«Se non hai molto da dire, le tue foto non parleranno al posto tuo.» (Gordon Parks)
Quante volte ci si è ritrovati a commentare articoli dei media le cui immagini non corrispondevano alla realtà? Probabilmente molte, è difficile fare un conto con precisione. Frequentemente tali immagini sono “omissive sbadataggini” ed inficiano la serietà deontologica professionale di chi le pubblica. Tutto ciò, fa molto male al pensiero, in quanto non altera solo la percezione di quanto accaduto, ma la violenta per propria convenienza ideologica.
Facciamo un esempio pratico.
L’altro giorno, 18 aprile 2026, a Milano si è svolta una manifestazione organizzata dalla destra reazionaria il cui battage aveva lungamente fatto capolino, in precedenza, su ogni testata giornalistica, su ogni televisione sia pubblica, reti rai, che privata, con servizi anche in prima serata, argomento (si può dire?), moralmente affliggente, la “remigrazione”.
Le notizie erano riportate in modo tale da far percepire una propaganda benevola verso gli organizzatori di quella manifestazione basata su ideologie nazificanti e “criminalizzando”, invece, coloro che avrebbero contestato tale scempio della democrazia. [1][2]
Una tronfia partenza, dunque, della notizia sulla “remigrazione” che avrebbe portato a facili e intuitive conclusioni viste le faziose impostazioni giornalistiche che avrebbe dato, poi, la stura alle immagini (foto e video) nel giorno dell’evento.
Durante la manifestazione le riprese erano fatte dal basso tra le persone o ristrette al palco, in tal modo la percezione della effettiva quantità di partecipanti risultava offuscata. L’estensore dell’articolo che accompagnava le immagini, poi, si dilungava con un profluvio di parole.
Ma come recita un detto popolare: le bugie hanno le gambe corte!
Infatti, qualche democratico cittadino e qualche serio e libero giornalista ha cambiato la prospettiva di quella che avrebbe dovuto essere, stante le descrizioni dei bugiardi, una manifestazione con decine di migliaia di persone e un’oceanica partecipazione, infatti, inquadrando dall’alto, ha mostrato la realtà… [3][4] Un vero ed autentico flop quello tanto esaltato da quei media al servizio dei potenti, infatti il risultato è stato di poche centinaia di manifestanti in quella piazza centrale di Milano che non ha mai fatto sconti a nessuno di coloro che vogliono imbrogliare sulle quantità. [5]
Questo è un piccolo esempio di come il “potere” è in grado di falsificare la realtà, qualcosa di tanto grave da riuscire a modificare i consensi di chi non è presente e che ritiene quanto propinato veritiero.
La verità informativa è un diritto della popolazione ma purtroppo viene alterata da parte di “imbroglioni” della comunicazione che ne fanno scempio per un tornaconto personale senza pensare alle conseguenze che si sviluppano di riflesso.
La prima a soccombere è la verità fattuale, diventa vittima proprio come fa dire il comico Crozza ad uno dei suoi personaggi.
Poi subentra il trascinamento della bugia all’infinito, finchè non viene, per fortuna, sbugiardata in modo definitivo, ma questa situazione, purtroppo, non sempre si realizza.
Alla fine vi è il danno che si provoca nelle generazioni a venire la cui memoria viene artefatta perché, non avendo vissuto in prima persona quegli anni dove, comunque, vi è stato (almeno!) un contradditorio per smontare la bufala, si ritrovano una storia raccontata in modo falso.
Quest’ultima, se ci si pensa bene, è la più grave in assoluto, come grave è stato scendere in piazza a manifestare per la “remigrazione” da parte di chi non ha la consapevolezza di quanti sacrifici siano stati fatti dai propri nonni-e, padri, madri… per riuscire ad avere un Paese dove la democrazia fosse la più vasta possibile, persone che, allora, si sono battute contro ogni tipo di autoritarismo e per i diritti di tutti e quindi certamente non per la remigrazione o il presidenzialismo, il separatismo, il leghismo. Forse bisogna davvero alzare la testa e ricordando, proprio, chi ci ha preceduto tornare a lottare per un mondo dove tutti siano veramente fratelli, popoli sotto un’unica bandiera, quella della pace.
NOTE:
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[5] https://www.instagram.com/reel/DXU6-KLDSg3/?utm_source=ig_web_copy_link


20 Apr 2026
Posted by Iskra


