di MOWA
«Io voglio che i miei clienti comprendano il potere, la responsabilità e il peso del proprio denaro» (Jeffrey Epstein)
Si consiglia a tutti di leggere con molta più attenzione le notizie riguardanti Jeffrey Epstein perché rivelano un mondo dove vige il connubio tra finanza, politica, spionaggio e viziosità. Questo connubbio coinvolge, purtroppo, la vita quotidiana delle persone perbene perché, come rivelato dai giornalisti nelle inchieste “Panama Papers” (del 2016) e “Paradise Papers” (del 2017), le liste di coloro che erano coinvolti e che erano, per giunta, evasori erano variegate, vi facevano parte società internazionali, politici di primo piano, imprenditori, gente dello spettacolo e dello sport, componenti di case reali… Tutti costoro sfuggivano al dovere civile di pagare le tasse utilizzando i cosiddetti paradisi fiscali.
Epstein, fu uno dei precursori di queste pratiche, utilizzate fin da quando lavorava (negli anni ’70) alla Bear Stearns del suo amico Alan Greenberg, in quel periodo passò da semplice impiegato a “limited partner” (assimilabile a quello di socio in accomandita) nell’arco di pochissimo tempo, e, in breve (1981), conoscendo parte del gotha multimiliardario costituì una propria società Intercontinental Assets Group Inc. pur non lasciando i facoltosi della Bear Stearns.
Epstein non fu solo un finanziere senza scrupoli ma anche membro, per diversi anni, di uno dei più potenti think tank mondiali la Trilateral Commissions della famiglia Rockefeller. Di questo think tank, prevalentemente, fanno parte personalità di USA, Europa e Giappone. Epstein fece, anche, parte del board della New York Accademy of Science ed, inoltre, appartenne, anche, sino al 2009, ad un altro think tank: il Council on Foreign Relations (CFR).
Di quanto fosse rilevante la sua rete di conoscenze lo possiamo capire da un’agenda “prelevata” ad un suo collaboratore nel 2005, vi sono segnati i nomi di politici – Tony Blair, Henry Kissinger, Ted Kennedy, Andrew Cuomo, Ehud Barak, John Kerry; di personalità dello spettacolo – Dustin Hoffman, Woody Allen, Alec Baldwin, Mick Jagger, Leonardo Di Caprio, Harwey Weinstein; di maghi – David Copperfield, David Blaine; della finanza – Lewis Ranieri, Leon Black, John Gutfreund, Tom Barrak; della moda – Naomi Campbell, Tom Ford; di scienziati e/o premi nobel, accademici – Murray Gell-Mann, Gerald Edelman, Stephen Hawking, Marvin Minsky, Larry Summers, Steven Pinker; dell’editoria – Rupert Murdoch, Mort Zuckerman; dell’imprenditoria – Flavio Briatore, Richard Branson, Ron Burkler, David Koch, Tom Pritzker; della ristorazione – Giuseppe Cipriani, Vittorio Assaf. Si aggiungono alla lista: giornalisti, campioni sportivi, ricchi ereditieri, archistar, designers e…
La vicenda di Epstein non è riassumibile in poche righe ma possiamo, comunque, capire che la sua “figura”, ha agito, probabilmente, per conto terzi come testimoniato da un personaggio iraniano che si trasferì in Israele divenendo parte, addirittura, dell’intelligence di quel paese, tanto che partecipò all’operazione segreta “Iran-Contras”. Costui era tal Ari Ben-Menashe, nel 2019 ha dichiarato che sin dagli anni ’80 il finanziere Jeffrey apparteneva alla sua stessa struttura militare. L’arruolamento nell’intelligence israeliana potè farlo grazie al padre (Robert) di Ghislaine Maxwell, colei che portò avanti e gestì tutto l’aspetto sessuale anche con minorenni, delle persone coinvolte nel giro di Epstein, personaggi sempre di rilievo…
Robert Maxwell, morì nel 1991 e la sua salma fu trasportata in Israele dove ricevette il massimo riconoscimento del paese, ebbe funerali di Stato ai quali presenziarono il primo ministro Shamir ed il presidente Herzog.
Un esempio di dominio israeliano lo possiamo vedere negli accordi sul petrolio che videro, all’epoca, negli anni settanta, proprio Robert Maxwell tra i protagonisti. Costui riuscì ad ottenere convergenze tra lo stato israeliano e quello dello scià iraniano. In seguito una divergenza nacque dopo il 1979 con la presa del potere da parte dei khomeinisti. Nelle attuali manifestazioni in giro per il Mondo chi chiede la caduta dell’attuale regime sventola, insieme alla bandiera iraniana, quella israeliana. Una “sottile” ingerenza che compare tra le giuste richieste della popolazione di libertà civili, ingerenza che nulla ha a che vedere con la causa iraniana.
Ma, purtroppo, ben si sa quanto sia ripugnante la gestione degli interessi dei sionisti che agiscono “intrufolandosi” a vari livelli in modo carsico nelle istituzioni dei vari Stati. Un esempio di questo sistema è dato dalla Word Jewish Congress che impone, anche attraverso l’uso massiccio dei media e degli influencer, a tutti i paesi del mondo il riconoscimento della supremazia assoluta di Israele, ottenendo il rafforzamento della propria capacità d’influenza economica e politica, sempre e comunque, imponendolo indipendentemente dalla volontà degli altri stati.


27 Mar 2026
Posted by Iskra
