di MOWA
«Stranamente, non abbiamo mai avuto più informazioni di adesso, ma continuiamo a non sapere che cosa succede.» (Papa Francesco dal libro Il vangelo del sorriso)
Gli italiani e gli europei hanno fatto i compiti rispetto a quanto sta avvenendo ad Est del Continente? Non credo!
Si continua a parlare di voler trovare una stabilità per l’Ucraina limitandosi, però, a citare il paese coinvolto con i russi ma evitando di parlare di quale sia l’elemento che ha scatenato il conflitto e che consiste, come già riportato da Giulietto Chiesa su il manifesto del 13 marzo 2014 dopo una intervista alll’ex capo della polizia politica ucraina in
«l’eversione in Ucraina ha origini lontane. Non è stata né spontanea, né improvvisata. Ha fatto parte di un piano strategico nato negli Stati uniti e che ha avuto come esecutori materiali un gruppo di paesi dell’Unione europea» e che si «tratta di uomini legati direttamente ai servizi segreti americani […] avente il centro di comando nell’“ambasciata americana a Kiev”». E, che Yakimenko chiamava: «in causa l’ex presidente ucraino Yushenko, il vincitore, con Julia Timoshenko, della ormai sfiorita rivoluzione arancione. È stato lui a lasciar moltiplicare i campi paramilitari in cui si sono allenati al golpe i nazisti e gli estremisti nazionalisti di Stepan Bandera. Solo quando arrivò Yanukovic i campi furono spostati.» [1]
Ma cos’erano questi campi paramilitari che si sono consolidati e perché proprio in Ucraina?
Innanzitutto è importante dire che, il cosiddetto imperialismo occidentale, aveva bisogno di aprire, nuovamente, la logica dei blocchi contrapposti, sia per motivi economici che geopolitici di supremazia per poter penetrare meglio nelle contraddizioni del Continente europeo. Inoltre è bene rilevare che gli accordi, seppur verbali, tra gli USA e Gorbaciov, della non espansione delle basi NATO ad Est sono stati tutti disattesi da parte della potenza occidentale e, come conseguenza, il Presidente della Federazione Russa, negli anni successivi, ha cominciato a cambiare la propria strategia e ad avere poca stima e fiducia verso quell’Occidente “democratico” che non sapeva mantenere la parola data… Un po’ come successe con i nativi americani che, pian piano, sono stati privati dei propri diritti e proprietà.
Il piano degli USA aveva previsto di sovvertire il glorioso passato di quel popolo russo utilizzando personaggi oligarchi come la “regina” del gas, Yulia Tymoshenko, tanto democratica che, subito dopo il golpe in Ucraina del 2014, aveva dichiarato che «i Russi in Ucraina dovevano essere sterminati con le armi nucleari». Vi era, anche, un video il cui link è stato (guardacaso!) rimosso dal web in cui, pensando di non essere registrata, la Tymoshenko suggeriva di attaccare i veterani russi della guerra antinazista.[2] Un piccolo particolare dell’epoca. Questa “signora” aveva un suo ritratto che campeggiava in piazza del Campidoglio a Roma ritraendola come vittima della repressione, per cui tutti eravamo invitati a piangere ed a indignarci.
Ma tornando ai campi paramilitari. A cosa servivano visto che parliamo di molti anni prima dell’intervento diretto dei russi?
Il 28 marzo 2014 Marco Santopadre, su Contropiano, riportava le indiscrezioni del giornale polacco “Gazeta Wyborcza” sulle cui pagine scriveva:
«nei campi si insegneranno le tattiche di guerriglia, l’autodifesa attraverso l’uso di armi da fuoco e da taglio e i “veri valori del popolo e della gioventù ucraina”».
Santopadre riportava, anche, quanto pubblicato su un altro quotidiano tedesco, Spiegel Online, sottolineando
«lo stato di crescente preoccupazione da parte della Germania rispetto alla possibilità che in Ucraina possa esplodere una guerra civile causata dalle faide tra i fascisti presenti oggi nel governo di Kiev e quelli delle bande di Pravyi Sektor.»
Quindi, avevamo una destra scavalcata a sua volta a destra da altre formazioni ancora più pericolose che, poi, hanno avuto l’appoggio e l’avvallo occidentale per portare il paese allo stato attuale.
Aveva, forse, sbagliato nell’analisi quell’ex capo della polizia politica ucraina quando sosteneva «che l’eversione in Ucraina ha origini lontane»? Oppure, sono ottusi i governanti europei che fanno come lo Smemorato di Collegno e non dicono ai propri cittadini che sono stati concausa di quel pasticcio geopolitico?
Sì, concausa perché è bene ricordare che su un altro quotidiano dell’epoca (18 marzo 2014), il World Socialist Web Site, il giornalista Jean Shaul, scriveva, nel suo articolo dal titolo Israel backs far-right coup in Ukraine:
«Both the government and media in Israel have responded by refraining from commenting on the growth of neo-Nazi and anti-Semitic forces in Ukraine and the critical role they played in the Western-backed coup. They have downplayed or ignored entirely the fact that the US and the European powers had for months been financing and working with fascist organisations, such as the Svoboda party and the Right Sector, to bring down the Yanukovych regime. This is despite the fact that Svoboda leaders have made anti-Semitic public statements and the Right Sector’s paramilitary forces dress in uniforms modelled on Hitler’s Waffen SS and sport swastika-like emblems.» [tradotto: «Sia il governo che i media israeliani hanno risposto astenendosi dal commentare la crescita delle forze neonaziste e antisemite in Ucraina e il ruolo cruciale da esse svolto nel colpo di Stato sostenuto dall’Occidente. Hanno minimizzato o ignorato completamente il fatto che gli Stati Uniti e le potenze europee abbiano finanziato e collaborato per mesi con organizzazioni fasciste, come il partito Svoboda e Pravy Sektor, per rovesciare il regime di Yanukovich. Questo nonostante i leader di Svoboda abbiano rilasciato dichiarazioni pubbliche antisemite e le forze paramilitari di Pravy Sektor indossino uniformi modellate sulle Waffen SS di Hitler e sfoggino emblemi simili a svastiche.»] [3]
E, ancora:
«This class has long allied with fascistic forces outside Israel to defend its interests, most notably with the Phalange movement in Lebanon during the civil war of 1975-1989. More recently, it has shown no qualms in supporting, training and working with right-wing Islamists funded by Saudi Arabia, Qatar, Turkey and the CIA in an attempt to topple President Bashar al-Assad’s regime in Syria. Neither is Israel opposed to coups, having worked even more closely with Egypt since the July 2013 military coup than it did during the Mubarak era.» [tradotto: «Questa classe si è da tempo alleata con le forze fasciste esterne a Israele per difendere i propri interessi, in particolare con il movimento delle Falangi in Libano durante la guerra civile del 1975-1989. Più di recente, non ha mostrato scrupoli nel sostenere, addestrare e collaborare con islamisti di destra finanziati da Arabia Saudita, Qatar, Turchia e CIA nel tentativo di rovesciare il regime del presidente Bashar al-Assad in Siria. Né Israele è contrario ai colpi di Stato, avendo collaborato con l’Egitto ancora più strettamente dopo il colpo di Stato militare del luglio 2013 rispetto all’era Mubarak.»][3]
Andando verso una conclusione che ritroviamo, purtroppo, ai giorni nostri benchè scritta una dozzina di anni fa:
«At home, as the gap between rich and poor has grown due to the economic policies pursued by governments of the right as well as the nominally “left,” the state has increasingly relied on right-wing settlers and extreme nationalist zealots, who provide the basis for the emergence of fascistic tendencies within Israel itself. It has fostered nationalism to divert the anger of the working class over declining living standards and social inequality along reactionary lines.
These developments show that far from defending the Jews from oppression and anti-Semitism, the Zionist state is complicit in that oppression and in the re-emergence of anti-Semitism.» [tradotto: «In patria, con l’aumento del divario tra ricchi e poveri dovuto alle politiche economiche perseguite dai governi di destra e da quelli nominalmente di “sinistra”, lo Stato si è affidato sempre più a coloni di destra e a fanatici nazionalisti estremisti, che hanno gettato le basi per l’emergere di tendenze fasciste all’interno dello stesso Israele. Ha fomentato il nazionalismo per deviare la rabbia della classe operaia per il calo degli standard di vita e la disuguaglianza sociale verso linee reazionarie. Questi sviluppi dimostrano che, lungi dal difendere gli ebrei dall’oppressione e dall’antisemitismo, lo Stato sionista è complice di tale oppressione e della ricomparsa dell’antisemitismo.»] [3]
Una situazione a dir poco caotica ma non per questo non districabile se, gli attori in campo tornassero ad essere corretti e oggettivi nel riportare le informazioni (come avveniva qualche anno fa) e non, invece a lasciarsi prendere da finti orgasmi di vittoria perché questi denotano una mancanza di rispetto verso i propri simili e li contraddistingue come preda di un fanatismo irresponsabile.
Si capisce, molto bene, cosa intendesse dire, nel suo discorso, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella quando parlava di:
«L’Europa ha conosciuto nel Novecento l’abisso di un sistema internazionale che smarriva la via della ragione.
Le guerre del Novecento non sono soltanto un capitolo della storia, dei suoi libri: ci ammoniscono circa le conseguenze del predominio della forza sulla ragione, dell’arbitrio sulla norma, della paura sulla lungimiranza».[4]
ma non a chi si riferisse quando, nel paragrafo precedente, parlava di:
« Appare, a dir poco, singolare che, mentre si affacciano, in ambito internazionale, esperienze dirette a unire Stati e a coordinarne le aspirazioni e le attività, si assista a una disordinata e ingiustificata aggressione nei confronti della Unione Europea, alterando la verità e presentandola anziché come una delle esperienze storiche di successo per la democrazia e per i diritti, sviluppatasi anche con la condivisione e con l’apprezzamento dell’intero Occidente, come una organizzazione oppressiva, se non addirittura nemica della libertà.» [4]
Forse, occorreva un paragrafo in più che entrasse nel merito per chiarire veramente i fatti senza utilizzare quell’equilibrismo che porta ognuno ad identificarsi in qualcosa senza risolvere nulla e senza aiutare, in questo modo, la diplomazia che, invece, dovrebbe entrare in campo e portare a soluzioni di pace per il bene di tutti noi.
NOTE:
[1] L’ex capo della sicurezza: «A Majdan c’era la Cia» https://ilmanifesto.it/lex-capo-della-sicurezza-a-majdan-cera-la-cia
[2] Timoshenko, spunta il video scandalo: “Attaccate i veterani russi” https://www.eunews.it/2014/05/10/timoshenko-spunta-il-video-scandalo-attaccate-i-veterani-russi/
[3] Israel backs far-right coup in Ukraine
https://www.wsws.org/en/articles/2014/03/18/isra-m18.html
[4] Intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della XVIII Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d’Italia https://www.quirinale.it/elementi/146496
Foto MOWA


18 Dic 2025
Posted by Iskra
