di MOWA
«Un pastore che pascolava un asinello, atterrito dalle grida dei ladri sopravvenienti, consigliò al paziente animale di fuggire.- Forse – domandò l’asino – mi metteranno due basti? – Oh, no! – E allora che m’importa di cambiar padrone?» (Fedro)
Era usanza, tra i bambini, un gioco simpaticissimo, da tenersi nelle feste di compleanno, che si chiamava “attacca la coda all’asino”. Veniva appeso un cartellone con illustrato un ciuco senza coda e un giovane bendato, dopo aver fatto tre giri su se stesso, doveva tentare di attaccare una coda all’animale. Chiaramente vinceva chi si avvicinava maggiormente al punto giusto.
Questo gioco sembra la parodia di quanto sta avvenendo agli italiani con questo Governo, il ciuchino appeso alla parete sono gli abitanti di questo paese che ignorano cosa stia succedendo sulla loro pelle.
La prima coda da attaccare al ciuco, la possiamo vedere nei i dati del MEF e dell’ISTAT che sostengono vi sia un andamento peggiorativo della pressione fiscale sui lavoratori – la cosiddetta quota di prelievo fiscale operata in misura sempre maggiore sui redditi, come conseguenza del loro aumento causato dall’inflazione – nel 2023 era al 41,2% e nel 2024 al 42,5%, con un Irpef 2024 che ha prodotto una riduzione dei redditi, rispettivamente tra i 15-28 mila euro e, nel 2025, tra i 28-200 mila euro. Dimostrazione che il drenaggio fiscale ha peggiorato le condizioni di vita dei cittadini italiani e non una conquista di segno positivo come sbandierato ufficialmente dal Governo.
La seconda coda da attaccare al ciuco, può essere la megafonata della presidente dell’Esecutivo rispetto agli scioperi del sindacato dei lavoratori, infatti ha usato parole molto simili a quelle utilizzate nel secolo scorso, da tal Benito come denunciato da Tomaso Montanari sui media.[1]
La terza coda la possiamo attribuire a quanto sostenuto in un articolo dal giornalista Emiliano Fittipaldi sul famoso “maneggio catastale” fatto dal capo dell’Esecutivo dopo l’acquisto di un “villino”. Sembra che questo l’abbia notevolmente avvantaggiata economicamente. Sarebbe troppo ipotizzare che in questo modo il fisco sia stato raggirato?[2]
La quarta coda da attaccare al povero ciuco, si può attribuire al guardare con diffidenza quello che alcuni ministri di quest’Esecutivo stanno facendo sulla giustizia in relazione alla trasparenza degli atti che, stranamente, (per un gioco di prestigio?) scompaiono declassando il valore stesso della parola e dell’istituzione.[3]
La quinta coda è quella riferita a quanto detto dal ministro della Difesa Crosetto rispetto alle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla e, cioè, che le “navi militari non potranno scortarli fuori dalle acque internazionali” sconsigliando di proseguire verso Gaza per prestare soccorsi umanitari e viveri alla popolazione. Le parole pronunciate denotano una scarsa conoscenza del diritto internazionale. E questo può fare il paio con quanto pronunciato dall’altro ministro, quello degli esteri, Antonio Tajani, che, sullo stesso argomento delle imbarcazioni verso Gaza, ha piroettato con una nota verso il criminale israeliano, Benjamin Netanyahu: «qualsiasi operazione affidata alle forze armate israeliane – per fermare la Flotilla – sia condotta in conformità con il diritto internazionale e il principio di assoluta cautela». Sì, ha proprio detto: “in conformità con il diritto internazionale”. Povero diritto internazionale, probabilmente, rimasto chiuso a far la polvere e mai veramente consultato ma utilizzato, come scusa, per frasi che, assolutamente, riempiono la bocca e fanno rumore !
La sesta coda da attaccare al ciuco, la si può attribuire – per l’ennesima volta – alle dichiarazioni fatte dalla presidente dell’Esecutivo, quando ha addossato le responsabilità dell’uccisione dell’attivista statunitense, Charlie Kirk, ad un antifascista mentre, invece, chi ha compiuto l’omicidio proviene, proprio, dalla stessa cultura violenta dell’ucciso e di cui Trump è la massima espressione narrativa.[4]
Andando avanti potrebbero essere assegnate una settima, ottava, nona, decima coda e così via da attaccare al ciuco, e questo per molte e molte altre volte. Forse gli italiani, a questo punto, si stanno rendendo conto delle bugie e delle irregolarità istituzionali che sfociano in vere e proprie persecuzioni del dissenso sia verso i giornalisti, che verso gli storici, intellettuali, attori e via di questo passo, nel segno dell’ignorante prevaricazione e occupazione dei posti di potere? Chissà!
Forse è arrivato il tempo, per il “povero ciuchino”, di ribellarsi e di sferrare uno dei suoi formidabili calci dicendo, finalmente, “basta”!…
NOTE:
[1] “Montanari vs Meloni: “Parla del sindacato con le parole di Mussolini. Nostro è tempo di resistenza”” su YouTube https://youtu.be/WzuqiZzISww?si=94HxrmPIlbYFkeuN
[2] “Emiliano Fittipaldi: “La Meloni ha comprato una casa al catasto come villino, ma è una villa …” su YouTube https://youtu.be/ucleuiB-H4M?si=iJXwMb5S3yFG-zWO
[3] La “App” di Nordio ora fa sparire gli atti: Procure paralizzate. L’Anm: “Queste sono le priorità, altro che separazione” https://share.google/4PvIunGaKAufKZjqf
[4]
La lista nera di Charlie Kirk
http://www.osservatoriosullalegalita.org/25/acom/09/16sconzausjus.htm


17 Nov 2025
Posted by Iskra
