di MOWA
«Un individuo non può agire rettamente in un settore della vita e comportarsi in modo scorretto in un altro settore. La vita è un tutto indivisibile.» (Mohandas Gandhi, su Young India, 1919-1932)
Quanto tempo dovrà passare ancora prima che il nostro paese sia all’altezza del periodo in cui viviamo? Ma, sopratutto, quanto tempo ci vorrà affinchè il Continente europeo possa definirsi serio e ritorni a rispettare gli accordi siglati a livello internazionale negli ultimi ottant’anni?
Sembrano domande assurde e anacronistiche ma, stante come vanno le cose nel Mondo è importante rinverdire e recuperare la memoria storica.
Alcune risposte potrebbero sembrare sorprendenti ma sono quelle date in sede ONU dall’esponente degli esteri della Federazione russa, Sergej Viktorovič Lavrov, quando ha ribadito che, prima del 1945, ci fu la gigantesca morte di oltre “70 milioni di vittime tra combattimenti e malattie”, dovute a responsabilità precise, quelle del “del nazismo tedesco, sotto la cui bandiera si era radunata gran parte dell’Europa, e sul militarismo giapponese” e ha ricordato le cerimonie del 9 Maggio e 3 Settembre, nei rispettivi paesi di Russia e Cina per “la vittoria nella Grande Guerra Patriottica e nella Seconda Guerra Mondiale” [1] che le commemora.
Dopo quella tragica e dolorosa esperienza mondiale di guerra i Paesi, che si schierarono dalla parte onesta e del rispetto umano, diedero vita all’ONU onde evitare il ripetersi di progetti di dominio razzista sulle popolazioni mondiali. Dall’ONU scaturirono importanti disposizioni al fine di impedire atrocità contro altri esseri umani, atrocità valutate come crimini contro il diritto internazionale e venne redatta la “Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio”.[2]
Tutte le nazioni aderenti all’ONU sono tenute ad osservare la suddetta Convenzione che si estende anche a coloro che si macchiano della “complicità nel genocidio” previsto al punto e) dell’articolo III. ”[3]
Inoltre, nei successivi articoli V e VI, della prefata Convenzione, il reato di genocidio si estenderebbe a tutti coloro che “non ottemperano ad emanare leggi a prevedere sanzioni penali efficaci per le persone colpevoli di genocidio” e che “saranno processate dai tribunali competenti dello Stato nel cui territorio l’atto sia stato commesso, o dal tribunale penale internazionale”.
A questo punto, per i diversi paesi facenti parte dell’ONU, si apre un contenzioso sul non rispetto della suddetta Convenzione che ne prevede l’applicazione in subordine all’adesione di detto organismo.
Ricordiamo che l‘articolo 4, paragrafo 1, della Carta costitutiva dell’ONU prevede che possono diventare membri delle Nazioni Unite, solo, gli Stati amanti della pace, disposti ad accettare gli obblighi della suddetta Carta, capaci di adempiere tali obblighi e che siano, innanzitutto, disposti a farlo.
In tutto ciò, deve rientrare anche la disponibilità ad accettare quanto previsto in altre parti della suddetta Carta come quella che prevedere il rispetto dei principi di uguaglianza dei diritti e di autodeterminazione dei popoli, come affermato nell’Assemblea Generale (diventata ris. del 14 dicembre 1960 contenente la Dichiarazione sull’indipendenza dei popoli coloniali) che si occupava delle misure da prendere nei singoli territori per poter ottenere l’indipendenza contro “la soggezione di un popolo al giogo straniero” ; ovvero sia, proprio in quei territori occupati e conquistati con la forza e tenuti come colonie.
Detto ciò, ci si domanda come sia possibile, a fronte delle atrocità commesse in terra palestinese ascoltare le minacciose parole espansionistiche di Netanyahu all’ONU o le menzogne come: “L’accusa di Genocidio è infondata” [4] e non prendere provvedimenti di embargo verso Israele.
Sbagliano senza scusante alcuna tutti coloro che hanno sempre creduto che Israele fosse una democrazia. E’ un paese teocratico come dimostrano, vistosamente, i fatti odierni, e non è possibile non vedere la forte adesione sionista degli autoctoni/occupanti dei territori in quell’area geografica con una pavida reazione di sdegno da parte degli “inconsapevoli neonazi-fascisti” – dipinti sotto mille bandiere, compresi coloro che usano parole pusillanimi per far desistere la civile posizione degli appartenenti alla Global Sumud Flotilla che vogliono portare aiuti umanitari in cibo e medicine – da parte di un Mondo democratico, invece, di condannare le reiterate violazioni dei trattati umanitari e marittimi da parte dello stato sionista di Israele.
La Storia, benché aggredita, distorta, manipolata dai revisionisti, ha la Resistenza giusta per far tornare alla ragione anche i più abietti…
NOTE:
[2] Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio (1948) https://unipd-centrodirittiumani.it/it/archivi/strumenti-internazionali/convenzione-per-la-prevenzione-e-la-repressione-del-crimine-di-genocidio-1948
[3] Articolo III
Saranno puniti i seguenti atti:
a) il genocidio;b) l’intesa mirante a commettere genocidio;
c) l’incitamento diretto e pubblico a commettere genocidio;
d) il tentativo di genocidio;
e) la complicità nel genocidio.
[4] Netanyahu all’ONU: il discorso integrale 


29 Set 2025
Posted by Iskra
