di MOWA
«L’orda è il più alto gruppo sociale che possiamo osservare tra le bestie. Essa è, a quel che sembra, composta di famiglie, ma già fin dall’inizio, famiglia e orda sono in contrasto: esse si sviluppa non in rapporto inverso.» (Alfred-Victor Espinas filosofo e sociologo francese)
Ogni giorno che passa in Italia si può constatare l’innalzamento dell’asticella che segna una trasformazione in senso reazionario con un aumento esponenziale della repressione rispetto alla democrazia, per lo meno a quel che ne rimane. Quella democrazia che abbiamo conosciuto sino a pochi anni fa e che caratterizzava il nostro Paese, facendoci vivere in una terra che consideravamo democratica e resa tale da chi ha lottato per la nostra libertà e la sconfitta del fascismo.
Una delle ultime storpiature del mainstream è l’oscena disinformazione rispetto a cosa sia accaduto realmente a Napoli nell’esercizio di ristorazione dal tipico nome, Taverna Santa Chiara, tra alcuni clienti e la titolare dell’attività. Una pacata descrizione l’abbiamo per voce diretta della titolare, Nives Monda, nel video della testata di Fanpage, [1] in cui la signora afferma di aver detto: “Noi contro l’apartheid, non antisemiti“.
Cosa diversa, invece, quanto riportato da altri quotidiani, che hanno, probabilmente, a cuore il creare confusione tra la popolazione, mettendo, in tal modo, in pericolo l’esercente che è stata minacciata di ritorsioni e storpiando l’informazione parlando di antisemitismo. Tra l’altro, nel video postato dalla cliente proveniente da Israele si sente apostrofare l’esercente con parole pesanti con accuse come: “sostenitrice del terrorismo”, “sei antisemita”, “tu hai il culto di Maria e di Gesù, che erano ebrei. Giusto? Sono nati e morti come ebrei”, “qui c’è una sostenitrice del terrorismo”, “antisemita, antisemita”, “tutto ciò che sei è grazie a noi, alla nostra cultura”. [2] E su quest’ultimo spezzone del video ci sarebbe da discutere molto a lungo, perchè i sionisti sono molto diversi dalle persone di religione ebraica, sembra fanatismo quello mostrato in un altro piccolo frammento di video dove viene evidenziata una supposta “superiorità” conseguita in decenni di martellamento culturale mitostorico della Bibbia (direbbe il professore ordinario di Storia contemporanea a Tel Aviv, Shlomo Sand) portato avanti dai seguaci di una scellerata antropoligica metanarrazione nazionalistica e la signora continua apostrofando “Con i miei soldi ho costruito il vostro Paese“. [3]
Ma nel caso specifico di Napoli bisogna chiedersi quanto sia genuina la parte dell’avventore israeliano visto che spuntano altri casi, in cui la stessa persona in altre località italiane ha avuto atteggiamenti simili. Infatti, anche a Bari è successo che: «Ci ha chiamate terroriste e amiche di Hamas”, scrivono le attiviste di “Donne in nero Bari”. Che proseguono: “Noi abbiamo mantenuto il silenzio ma non è servito a fermarla. Lo schema è lo stesso: lei provoca e il marito riprende col telefono”.» [4]
Bisogna riconoscere che, fortunatamente, molti politici , una d’esempio, Rosy Bindi, contribuiscano a far chiarezza, nel marasma di quel continuo apostrofato antisemitismo sostenuto dagli amici d’Israele con il genocidio e/o soluzione finale… [5]
Non contribuisce, invece, a fare luce, nonostante il suo personale trascorso, quanto affermato dalla senatrice Liliana Segre nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera, sul problema della Palestina e di Gaza, infatti, molte sono le palesi contraddizioni rimarcate, anche, dall’Ambasciatrice, Elena Basile. Infatti, Basile contesta a Segre, tra l’altro:
«Si afferma, in un inciso, di non voler confondere un governo democraticamente eletto, quello di Netanyahu, con un movimento terroristico, Hamas.
In effetti, Hamas è stato anch’esso eletto democraticamente a Gaza nel 2007 e aveva fatto non poche aperture sul riconoscimento di Israele, che vennero rimandate al mittente. Con Hamas non è mai stato intavolato un dialogo che avrebbe potuto stabilire un circolo virtuoso, come avvenuto con l’OLP, organizzazione terroristica che ha poi scelto la via politica. Dispiace, inoltre, che la Senatrice non abbia ricordato come Hamas sia stato finanziato dal Qatar con la complicità della CIA e di Israele, al fine di ostacolare la crescita politica dell’Autorità Palestinese, e che le Nazioni Unite stabiliscano che un movimento di liberazione di un popolo dall’occupazione illegale di uno Stato straniero non sia considerato terrorista. In altre parole, quando Hamas uccide i soldati israeliani non è un movimento terrorista, ma lo diventa quando uccide i civili.
Infine, un governo democraticamente eletto ha responsabilità maggiori rispetto a un movimento terroristico, ed è quindi ancora più colpevole se si macchia di crimini di guerra e contro l’umanità, come il Governo di Israele. Frantz Fanon, nel libro I dannati della Terra, ha ricostruito la disperazione dei paria della storia, i rifugiati palestinesi, che hanno scelto necessariamente la lotta armata come palingenesi identitaria di un popolo perseguitato e dimenticato…»[6]
Basile, insiste nell’affermare che tali dichiarazioni della Segre non siano rispettose di quanto documentato in un suo libro (L’Occidente e il nemico permanente) dedicata al conflitto israelo-palestinese:
«La Senatrice si oppone alla menzione di genocidio per qualificare l’azione del Governo di Israele, sebbene la CIG, organo dell’ONU, abbia chiesto al Governo di Israele di fornire alla Corte le prove delle misure intraprese per evitare il genocidio, considerandolo quindi implicitamente plausibile. Possiamo noi sostituirci al giudizio della Corte? La Convenzione sul genocidio del 1948 ha l’intento di fermare anche solo il tentativo di genocidio, rintracciabile nell’azione concreta di Israele e nelle molteplici dichiarazioni dei componenti del Governo di Netanyahu e dello stesso Trump.
La Senatrice parla dell’odio tra i due popoli senza nominare l’occupazione illegale, secondo le Nazioni Unite, dal 1967 da parte di Israele dei territori palestinesi, né il regime di apartheid instaurato da Israele in Cisgiordania, dove non esiste Hamas ma è presente l’Autorità Palestinese. Afferma inoltre, come Trump e Netanyahu, che il ritiro dell’esercito israeliano da Gaza nel 2005 sia stata un’opportunità per i palestinesi che non andava sprecata. Dimentica di menzionare che la smobilitazione dell’esercito israeliano da Gaza era dovuta, secondo le leggi del diritto internazionale, al fatto che Gaza non è mai stata israeliana e, cosa ben più grave, non ricorda l’assedio — contrario al diritto internazionale — con cui Israele, già all’epoca, ha centellinato aiuti e risorse ai palestinesi, mantenendoli in una situazione di povertà. Parlare di odio tra due popoli non fotografa con equità una situazione caratterizzata da un popolo espropriato e sotto occupazione, e un altro che colonizza e utilizza la forza in modo arbitrario, creando in risposta la violenza terroristica dei palestinesi, ai quali sono stati levati reali canali politici per poter realizzare lo Stato di Palestina, come da risoluzione 181 dell’ONU del 1947.
Lo Stato di Israele si autodefinisce ebraico dal 2018. Credo che la comunità ebraica nel mondo venga in questo modo ingiustamente implicata nelle azioni di Israele… »[6]
Oggi, sarebbe importante uscire dall’equivoco politico su cosa sia necessario fare contro il genocidio in atto in terra palestinese da parte dei sionisti e, ascoltando, finalmente, voci chiare di denuncia come quelle di Ricciardi, [7] esplicitare agli italiani ed al Parlamento quali siano le effettive intenzioni del Governo meloniano, infatti, negli ultimi tempi, sempre più bui ed egoisti, discorsi così non se ne sentono molti tra i banchi istituzionali.
Questo governo deve – e non al condizionale dovrebbe – rispondere chiaramente invece di preoccuparsi a non dare risposte concrete ai problemi in campo sociale, al mancato sviluppo delle imprese e del mondo del lavoro, alla povertà che è in continuo aumento, al non incremento delle strutture pubbliche come sanità, scuole, ricerca… se la situazione continuerà ad essere quella che si sta vivendo potrebbe sembrare che l’unico interesse sia quello di insabbiare verità scomode come quelle delle intercettazioni illegali nei confronti di giornalisti d’inchiesta [8] o di mantenere in auge condannati (anche se non in via definitiva) o indagati, che siano ministri o sottosegretari… e tutto ciò, certamente non onora la Costituzione ma, anzi, contribuisce a svilirla e a farne carta straccia.
NOTE:
[1] Lite in ristorante per la Palestina a Napoli…
[3]
In Thailandia è diventato virale un video di una turista israeliana che entra in un ristorante, il cameriere le chiede cortesemente di lasciare le scarpe all’ingresso, come fanno tutti, lei si rifiuta e in tono arrogante dice: “Con i miei soldi ho costruito il vostro Paese”. pic.twitter.com/mN9e6nMXQR
— Gianluca Martino (@gianlucamart1) May 5, 2025
[5]
Soluzione finale e genocidio. I termini
esistono, fanno parte del vocabolario globale, non di quello di un
solo popolo. Brava Rosy Bindi. Adesso non ci resta che dirlo a
Picierno, Fassino, Quartapelle, Concia e a tutti gli altri ignavi che
si definiscono di sinistra. #Gaza
pic.twitter.com/tEzYYSj31P—
Gimmoriso’ (@fawollo13) May
6, 2025
[6] https://www.lafionda.org/2025/05/06/elena-basile-nuova-lettera-a-liliana-segre/
[7]
Giorgia Meloni deve venire in Parlamento per
riferire di quanto sta facendo il governo Israeliano in Medio
Oriente. Il governo Meloni passerà alla storia come complice di un
crimine orrendo. pic.twitter.com/ageJREQHqY—
Riccardo Ricciardi (@RicRicciardi) May
6, 2025
[8]
Perchè il Governo tace
sui giornalisti e sugli attivisti spiati? Come mai questo imbarazzo?
Perchè non aiutano a fare chiarezza? Meloni rompa il silenzio,
smentisca chi pensa che le stia bene che dei cronisti vengano
“controllati”. Conselice, Osservatorio sulla
Libertà di Stampa pic.twitter.com/jbs55kLSHm—
Paolo Berizzi (@PBerizzi) May
5, 2025
Foto MOWA


08 Mag 2025
Posted by Iskra
