Il sociologo ha criticato la narrativa sugli accordi militari: “Gli Stati non firmano accordi, lo fanno i governi”
Il governo italiano continua a inviare armi, mentre si oppone alle sanzioni economiche contro Tel Aviv. Com’è possibile? Una risposta chiara è arrivata ancora una volta da Alessandro Orsini: “A Netanyahu non interessano le dichiarazioni di Tajani da Bruno Vespa: gli interessano le armi e i soldi per condurre la pulizia etnica della Palestina”.
In virtù di questo, l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni si trova anche a dover gestire un ormai evidente “problema pratico”: continuare a sostenere il governo di Benjamin Netanyahu senza però mostrarlo apertamente agli italiani, soprattutto per ovvie ragioni di natura elettorale. Anche su questo, Orsini ha spiegato i motivi che si celano dietro la strategia del governo Meloni: puntare tutto su un tipo di comunicazione capace di dividere la natura delle dichiarazioni pubbliche da quella che si cela dietro le decisioni concrete.
È qui che il noto esperto di sociologia del terrorismo internazionale ha spiegato, attraverso Il Fatto Quotidiano, la delicata questione – almeno per il governo lo è – delle “linee rosse” imposte da Israele, che non dovrebbero mai essere superate.
La prima riguarda appunto le armi: “Qualunque cosa accada, qualunque strage o nefandezza, Meloni e Tajani dovranno sempre opporsi all’embargo delle armi a Israele. Per sterminare i palestinesi – ha proseguito Alessandro Orsini – Israele ha bisogno delle armi. Meloni, Tajani e Crosetto hanno il compito di impedire l’interruzione delle forniture militari a Israele da parte dell’Europa. Ecco perché gli eurodeputati di Fratelli d’Italia, il 20 maggio scorso, hanno votato per bocciare un emendamento che chiedeva l’embargo sulle armi europee a Israele”.
La seconda linea rossa è quella economica; ed è per questo motivo che il governo Meloni si è opposto più volte alle richieste avanzate dalla Spagna per sospendere gli accordi commerciali tra Unione Europea e Israele. Ed è sempre per questo motivo che “Netanyahu concede a Crosetto di rilasciare tutte le dichiarazioni che vuole. L’importante è che Meloni protegga Israele dall’embargo sulle armi e dalle sanzioni commerciali”.
Insomma, le decisioni prese nel merito dall’esecutivo non sembrano trovare altre ragioni se non all’interno delle tesi illustrate da Orsini.
Ci sono poi le dichiarazioni, come quelle pronunciate “negli studi Mediaset il 21 maggio 2026, quando un giornalista del governo Meloni ha detto che gli accordi militari tra Israele e l’Italia non possono essere annullati perché non riguardano il governo italiano, bensì lo Stato italiano”.
In pratica, secondo questa tesi, gli accordi militari tra Italia e Israele non potrebbero essere modificati perché riguarderebbero “lo Stato italiano” e non il governo in carica.
Anche su questo punto, Orsini ha offerto una spiegazione estremamente chiara: “Gli Stati non stipulano accordi; soltanto i governanti. Nessuno ha mai visto uno Stato pettinarsi, vestirsi e andare a un vertice della Nato. Se gli accordi fossero firmati dagli Stati, che nessuno ha mai visto, l’Italia non avrebbe potuto ritirarsi dagli accordi con la Russia per l’acquisto del gas e del petrolio. Eppure, Mario Draghi ha posto fine a quegli accordi. Nessun giornalista di Fratelli d’Italia disse: ‘Draghi non può strappare gli accordi con Putin perché sono accordi tra lo Stato russo e lo Stato italiano!’. L’Italia continua a sostenere Netanyahu per una decisione di Meloni, Crosetto e Tajani. La reificazione dei rapporti tra Italia e Israele è usata per nascondere la complicità del governo Meloni nel genocidio del popolo palestinese”.
27 Maggio 2026


28 Mag 2026
Posted by Iskra
