di Cassiopea
“La nostra società è disfatta, e la borghesia è morta, il teatro non esiste più, l’erotismo è stato fagocitato dal consumismo, ci hanno anestetizzato, imbottito di tranquillanti, sono riusciti a non farci più reagire. Hanno proprio vinto gli imbecilli, gli idioti.”
Lo diceva (non lo scriveva, lui scriveva poco e decisamente male) Carmelo Bene. (Già ai tempi di Salomè da Oscar Wilde con lo “straordinario” Franco Citti nei panni di Giovanni Battista al Teatro delle Muse).
Cosa succede se un signore anziano e potente e dominante e ricco dice a una signora che è bella?
Che la signora, immaginando che il signore non conosca Kant, non sappia giudicare se la frase sia un complimento disinteressato (il bello in sé e per sé) una richiesta di prestazioni sessuali (il piacevole) oppure un progetto di vita comune (il buono derivante da un giudizio di buon funzionamento di essere umano).
È probabile che a questo punto la signora (non tutte in effetti) dia uno schiaffone al signore, così, tanto per non sbagliare.
Lo schiaffone dovrebbe essere da parte della signora l’equivalente di un “no” secco a proseguire un rapporto che comincia ad apparire equivoco. Ma il signore, immaginando che la signora abbia letto Umberto Eco, sa che una azione anche se denota qualcosa (il no), può connotare un pensiero opposto (un sì).
Il signore sarà quindi torturato dal dubbio. E anche la signora.
Ecco cosa vuol dire per un uomo non studiare l’estetica di Kant e non conoscere la semiologia di Eco.
19 ottobre 2025


20 Ott 2025
Posted by Iskra

