DANILO TOSARELLI – MILANO
UNA MINACCIA PER LA DEMOCRAZIA
La concentrazione della ricchezza può diventare una minaccia per la democrazia?
Louis Brandeis fu il primo ebreo nominato nel 1916, Giudice della Corte Suprema degli USA. Ecco cosa ne pensa.
“Dobbiamo scegliere. Possiamo avere la democrazia oppure possiamo avere la ricchezza concentrata in poche mani. Ma non possiamo avere queste 2 cose assieme”.
Questa affermazione novecentesca non concede dubbi. Louis Brandeis aveva l’occhio lungo ed è una conferma.
L’erosione della democrazia ed il suo regresso sono individuabili con alcuni fenomeni, che proverò ad elencare.
-La limitazione dello spazio per la competizione politica.
-La scarsa partecipazione dei cittadini alle elezioni politiche.
-La violazione dei diritti essenziali, quali la libertà di stampa e di associazione.
-Indebolimento del ruolo dei corpi intermedi. Sono associazioni e sindacati che promuovono la partecipazione.
Tutto ciò produce un rafforzamento autocratico del potere politico, con le conseguenze immaginabili che esso produce.
Nel funzionamento di una democrazia esistono più momenti, dove l’influenza dei super ricchi ha un ruolo determinante.
L’espressione di voto può essere molto condizionata. Grazie a generosi finanziamenti durante le campagne elettorali.
Un altro meccanismo è la minaccia di andarsene in un altro Paese. I super ricchi mirano a spaventare le lobby politiche.
Quando il potere economico è molto concentrato e le istituzioni sono poco autorevoli, tutto ciò può minare scelte di rilievo.
Una vera democrazia è in grado di garantire l’attuazione delle decisioni assunte. Spesso le lobby dei poteri forti boicottano.
Il potere dei super ricchi viene esercitato anche quando nascono le candidature. In merito se ne potrebbero raccontare molte.
I super ricchi amano scegliere candidati dalla fedeltà collaudata, ma non sempre basta. Ecco che si candidano direttamente.
In Italia abbiamo avuto Silvio Berlusconi, ma ciò accade frequentemente anche in altri Paesi. Una scelta per autotutelarsi.
Secondo alcune stime, in vari Paesi del mondo, i miliardari che sono coinvolti direttamente in politica sono l’11%.
Una delle carte vincenti di questi miliardari che scelgono di impegnarsi in politica è la stessa che usò Silvio Berlusconi.
E’ un’idea che continua a convincere. “Chi si è arricchito sarebbe più capace di altri di far funzionare un Paese”. Chi lo dice?
Eppure questa grande suggestione consente di raccattare milioni di voti. In Italia abbiamo avuto Berlusconi, in USA Trump.
Poco importa, che tutto ciò si accompagna ad una progressiva perdita di alcuni caratteri fondamentali di una democrazia?
Recenti dati Oxfam riferiscono, che l’1% più ricco della popolazione mondiale detiene più ricchezza del 99% restante.
Le fortune dei miliardari crescono in media di 2,7 miliardi di dollari al giorno. Questa dinamica può lasciarci indifferenti? NO.
Se la ricchezza si concentra non è solo denaro. Perchè si concentra il potere economico, mediatico, culturale, istituzionale.
Ecco perché, i super ricchi stanno diventando sempre più un peso insostenibile per ogni moderna democrazia. Un pericolo.
“Quando anche i milionari come noi riconoscono che la ricchezza estrema va a detrimento di tutti gli altri, non c’è dubbio che la società stia pericolosamente vacillando sull’orlo del precipizio”. Sono dichiarazioni di 400 milionari e miliardari di 24 Paesi.
Fanno parte di 2 associazioni “Patriotic millionaires” e “Millionaires for humanity” nel loro incontro annuale di Davos del 2026.
“L’estrema concentrazione della ricchezza si traduce in un potere smisurato per erodere le istituzioni democratiche. Trump è il frutto maturo di tale anomalia”. Allora è vero, che i super ricchi stanno diventando pericolosi per ogni moderna democrazia?
In Italia vivono oltre un milione di milionari in dollari. Vi sono 6.800 ultra ricchi con patrimoni superiori ai 30 milioni di dollari.
Secondo Forbes, sono 74 quelli con patrimoni superiori al miliardo di dollari. Povertà assoluta? Oltre 5,7 milioni di persone.
In Italia, lo stato sociale è fortemente condizionato da questa concentrazione di ricchezza. La proprietà dei media è di pochi.
Quando il potere di pochi pesa così tanto, smette di esistere il principio di uguaglianza politica. La sfera pubblica ne risente.
In Italia la ricchezza è stabile. E’ prevalentemente ereditaria ed intrecciata con i territori. Espressione degli equilibri di potere.
HA UN SENSO PARLARE DI PATRIMONIALE
La crescita delle grandi fortune, propone al dibattito internazionale la questione della tassazione dei patrimoni elevati. Evviva.
Mi fa rabbia constatare che oggi in Italia la Patrimoniale è una questione tabù. Esiste una grande ignoranza nel merito.
Persone che non hanno alcun patrimonio, si dicono spaventate da interventi che riguarderebbero invece solo i plurimilionari.
E’ difficile spiegare che più tasse pagate dai pochi fortunati, garantirebbero un dividendo sociale necessario per tutti gli altri?
Anche tra i favorevoli c’è parecchia confusione. Serve invece un’unica proposta, con numeri e proporzioni chiare e definite.
Tutto ciò eviterebbe equivoci ed imprecisioni che spesso caratterizzano in Italia le proposte politiche di carattere economico.
La destra è contraria a qualsiasi intervento in tema Patrimoniale. La Meloni ha dichiarato che finchè ci sarà lei non si farà.
Anche di fronte allo strapotere delle grandi concentrazioni economiche, i sovranisti preferiscono l’atteggiamento servile.
Nel “campo largo” prevalgono gli scettici. Centristi, M5S e PD condividono uno scetticismo che non fa nascere la proposta.
Fortunatamente si muove qualcosa nel mondo associativo, sindacale e in quell’area politica di sinistra che da tempo semina.
Nasce l’esigenza di creare i presupposti della battaglia politica. Occorre creare consapevolezza tra le tante figure bisognose.
Devono sapere, che condividere in tanti questa battaglia può significare il sentirsi meno soli e soprattutto avere più sostegno.
So bene che non è semplice, perché l’aumento delle disuguaglianze crea frustrazione e senso di impotenza, ma è una via.
Riccardo Staglianò ha appena scritto un libro. “Tassare i milionari” spiega il ragionamento che giustifica una Patrimoniale.
“Non è comunismo, ma il più elementare buonsenso. Una piccola Patrimoniale sullo 0,1% dei più fortunati cambierebbe sanità, istruzione, la società intera. Mentre nel mondo ne parlano tutti, qua in Italia è ancora un tabù. Perchè? Mistero”.
Giulia Varaschin è una economista italiana, che ha elaborato una proposta di tassa insieme al più noto Gabriel Zucman.
“Tassare gli ultra ricchi è prima di tutto una questione di buon senso. consente di diminuire le disuguaglianze, aumentare il grado di equità fiscale, garantire allo Stato maggiori introiti e non da ultimo gettare un seme per cambiare paradigma, nella ottica di costruire una società più giusta”.
La “Tassa Zucman” prevede un’imposta patrimoniale del 2% annuale sui patrimoni netti superiori ai 100 milioni di euro.
In Francia colpirebbe circa 1.800 cittadini con patrimoni elevati. Garantirebbe allo Stato entrate di oltre 1.800 miliardi annui.
Sostenuta da tutta la sinistra francese e i verdi, è stata respinta dall’Assemblea nazionale il 1/11/25. Contrari centro e destra.
Va detto che 85% dei francesi è favorevole. E’ amaro constatare che esiste un grande divario tra opinione pubblica e politica.
Secondo i dati forniti dalla Banca d’Italia, nel 2023 il patrimonio complessivo delle famiglie italiane era di 10 miliardi di euro.
Oxfam sforna dati più recenti. A metà 2025 il 50% più povero delle famiglie detiene il 7,45% della ricchezza nazionale.
Circa 10 milioni di persone non dispongono di risparmi sufficienti per far fronte ad una spesa imprevista di 2 mila euro.
Sapete cosa sostengono i detrattori, quando si parla di introdurre una tassa patrimoniale per i super ricchi? Che già esiste..
Ecco le tasse che già esistono in Italia e che garantiscono allo Stato circa 50 miliardi di euro. Una bella cifra, ma chi le paga?
IMU/TASI – Imposta di bollo – Bollo auto – Imposta di registro sostitutiva – Canone RAI TV – Imposta ipotecaria – Diritti catastali
Imposta sulle successioni e donazioni – Imposta sulle transazioni finanziarie – Imposte su imbarcazioni e aeromobili.
QUANTE DI QUESTE TASSE LE PAGA IL SUPER RICCO E QUALI INVECE LE PAGHIAMO TUTTI NOI? E’ UN IMBROGLIO.
TASSARE LE EREDITA‘
In Italia la parte maggioritaria della ricchezza dei super ricchi è di natura ereditaria. Viene tecnicamente definita “ereditocrazia”
E’ un fenomeno sociale, in cui il patrimonio ereditato diventa più decisivo del lavoro e del talento per determinare la ricchezza.
Di fronte alle disuguaglianze crescenti la leva fiscale diventa lo strumento principe. A patto di volerlo utilizzare e finalizzare.
Uno dei modi per riequilibrare la ricchezza all’interno della società è quello che passa dai prelievi sulle eredità. Vediamo un pò.
In Italia, per coniuge e figli, la tassa di successione prevista è del 4% del valore ereditato. E’ tra le più basse in Europa. Ma..
Quel 4% si applica solo sull’importo eccedente il milione di euro, perchè questa è la franchigia prevista. Va a vantaggio di chi?
Se un rampollo di una famiglia benestante eredita dal padre 1,2 milioni di euro, pagherà il 4% su 200 mila euro. Ben 8.000 euro.
Erediti solo un milione di euro? Vista la sopra citata franchigia, non pagherai alcuna tassa. Non vorrai ridurlo in miseria…
Giova precisare che nessun Paese in Europa ha una franchigia così alta. In Italia esiste la tassa di successione? Gratuita.
Tra le altre cose, si tassano allo stesso modo anche chi eredita patrimoni immensi. Nessun criterio di progressività. Art. 53.
I nostri padri costituenti si rigirano nella tomba. Vantaggi a chi è già ricco. Alla faccia di chi ancora non vuole una Patrimoniale.
LA FLAT TAX PER I PAPERONI
L’Italia non ha mai perso alcuna occasione, per dimostrarsi servile nei confronti dei super ricchi provenienti dall’estero.
La “Flat tax per i Paperoni” è stata introdotta dal governo Renzi nel 2017. Una trovata geniale che genera in noi ammirazione.
Uno straniero poteva trasferire la sua residenza fiscale in Italia, pagando 100 mila euro all’anno. Dal 2024 diventano 200 mila.
Dal 2026 il super ricco paga 300 mila euro all’anno e non deve pagare altro sui suoi redditi prodotti all’estero. E’ un vero affare.
Tale regime include l’esenzione delle imposte di successione e donazione sui beni situati all’estero. Solo Montecarlo ci batte.
Tra il 2020 e il 2023 quasi 4 mila super ricchi hanno trasferito la loro residenza in Italia. Solo nel 2024 altri 2.200 individui.
Nel 2025 sono arrivati altri 3.700 Paperoni dall’estero. La maggioranza proviene dalla Gran Bretagna e dalla Francia.
Il 52% ha scelto Milano, che conta complessivamente tra italiani e stranieri 115 mila milionari residenti. Anche 17 miliardari.
Milano è la terza città europea per numero assoluto di milionari, undicesima al mondo. Un milionario ogni 12 abitanti. E’ vero.
Se consideriamo che i milionari residenti, sono quelli che hanno un patrimonio liquido superiore al milione di dollari, perbacco.
Vivo da sempre a Milano, ma questa trasformazione è un vero e proprio schiaffo a chi ancora resiste vivendo del suo lavoro.
Aumentano le disuguaglianze, aumenta il senso di disperazione in molte fasce sociali e cresce la ribellione fra molti giovani.
Sono sempre stato un sostenitore convinto della necessità di una Patrimoniale nel nostro Paese. Oggi più che mai.


30 Apr 2026
Posted by Iskra
