Siria- terroristi e criminali jihadisti stranieri
Secondo quanto riportato, erano operativi in una delle più forti roccaforti islamiste, quella di Idlib, combattendo come parte del gruppo jihadista Hay’at Tahrir al-Sham (HTS). Le stesse fonti affermano che Abu Qatada Albani era diventato rapidamente il leader del Fronte Al Nusra, cosa che ha portato alla sua inclusione nella lista nera del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti e all’accusa di terrorismo. Così come HTS inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche di Washington nel 2018, e per la cattura del suo leader, Al Jolani, ora “presidente della nuova Siria, ” era stata posta una ricompensa di 10 milioni di dollari, oggi cancellata, per il servizio reso.
I media francesi sostengono che a un certo punto questa unità contava al suo apice circa 500 combattenti, provenienti per lo più dal Kosovo e dalla Macedonia del Nord, la maggioranza già combattenti dell’UCK in Kosovo.
Il 22 febbraio 2019, diverse unità jihadiste e varie milizie operanti in Siria rilasciarono una dichiarazione congiunta di “Sostegno e lealtà a Tahrir al-Sham”. Nell’elenco delle otto fazioni islamiste, il “Battaglione albanese” era al quarto posto, con Abu Qatada Albani che lo firmò come “responsabile dell’Accademia militare Tahrir al-Sham“. I siti web specializzati in questioni militari, come “GreyDinamics”, che si occupano anche delle unità jihadiste in Medio Oriente, sostengono che le attività del “gruppo albanese” in Siria, sono finanziate principalmente grazie a una unità da loro fondata, chiamata “Albanian Tactics”, che si occupa di addestramento tattico su contratto, per gli altri gruppi jihadisti della regione.
Questo, insieme ai saccheggi, rapimenti e rapine, ha permesso a “Xhemati Alban” di posizionarsi come fornitore di formazione di alta qualità utilizzando le sue attrezzature più moderne, che sono tutte di provenienza da paesi occidentali.
Il primo tiratore scelto visibile, include un osservatore con un binocolo e, accanto a lui, un fucile d’assalto AK-74M con vernice mimetica e mirino ottico. Gli snipers dispongono di fucili Dragunov SVD e AK-74M.
I Balcani, con i paesi caucasici, con afgani, con uiguri cinesi, oltre alle varie fazioni radicalizzate di paesi arabi, sono stati tra le maggiori regioni di reclutamento di combattenti stranieri, che si sono uniti in questi anni alle fila delle milizie combattenti jihadiste e in Iraq prima. Tra i paesi balcanici, un gran numero di combattenti stranieri provengono dal Kosovo e dall’Albania. Secondo un rapporto dell’aprile 2018 del Western Balkans Extremism Research Forum, un progetto di ricerca finanziato dal governo britannico che esamina a radicalizzazione e l’estremismo violento nei Balcani occidentali, centinaia di cittadini albanesi si sono recati in Siria e Iraq per unirsi principalmente alle fila dello Stato Islamico, a Jabhat al-Nusra, affiliato ad Al-Qaeda, recentemente ribattezzato Hay’at Tahrir al-Sham (HTS). Xhemati Alban è una “Katiba” (unità di combattimento) composta da combattenti di etnia albanese che ha operato nella provincia siriana di Idlib e nei suoi dintorni. Il sito web ufficiale dell’unità descrive Xhemati Alban come una “formazione jihadista composta da persone albanesi provenienti da Kosovo, Albania, Macedonia e Valle del Presevo (territorio nella Serbia meridionale popolato prevalentemente da albanesi), la cui causa è combattere sulla via di Allah“.
Xhemati Alban pubblicava frequentemente video di propaganda che enfatizzavano le capacità di addestramento tecnico dei suoi membri, la loro capacità di produzione di armi e la loro preparazione al combattimento. Oltre ai fucili di precisione, l’unità possiede un arsenale consistente, che include piattaforme d’arma moderne come l’AKS-74 e l’AK-74. Spesso equipaggiano queste armi con silenziatori artigianali, modernizzano le ottiche e applicano spray mimetici per la squadra di cecchini.
La notorietà del gruppo è legata alla letale squadra di cecchini, che si presenta spesso con immagini di fucili Mosin Nagant modernizzati. Questi fucili subiscono spesso modifiche, tra cui la sostituzione delle canne con canne per mitragliatrici multiuso (GPMG). Questa modifica ne migliora la precisione rispetto alle canne, probabilmente obsolete e antiquate, originariamente equipaggiate con i fucili. L’ulteriore personalizzazione delle canne filettate dei fucili con vari accessori consente al gruppo di montare silenziatori e spegni fiamma. Questo potenziamento aumenta la già nota letalità del gruppo, consentendogli di condurre operazioni segrete e colpire senza essere individuati o emessi suoni.
Su Telegram sono attivi decine di canali in lingua albanese, con migliaia di follower per lo più allineati alla propaganda di HTS.
Nell’ultimo video ufficiale di al Jashari intitolato “Gates of Lies” (Porte delle bugie), alla fine di ottobre 2022, critica molti media albanesi, macedoni, kosovari e serbi che, secondo lui diffondono informazioni false o sono subordinati alle politiche di vari paesi in merito alla lotta armata salafita, accusandoli di usare impropriamente il termine “terrorismo”. Nelle sue parole traspaiono velate minacce, secondo cui, a seconda degli sviluppi nelle aree d’origine, potrebbe portarlo a decidere di tornare a operare nei Balcani, o in Ucraina, per combattere come fatto in Siria.
Secondo M. Drecun, Presidente della Commissione per la Difesa e gli Affari Interni dell’Assemblea Serba: “…la rete di islamisti radicali in Kosovo e Metohija si è notevolmente ampliata negli ultimi anni, con stime attuali tra i 5.000 e i 6.000 membri. È continuo il reclutamento di nuovi membri basato su una interpretazione radicale dell’Islam. Sono soprattutto i giovani a essere cercati…”, ha dichiarato Drecun al portale KosovoOnline.
Fonti: Reuters. Kosovonline, almakos, France24, France Soir. Grey Dynamics”, RFE/RL, Western Balkans Extremism Research Forum, GTFAFF, New Delhi Times, ThrNational, GreyDynamics.
A cura di Enrico Vigna, SOSSiria/CIVG
28 agosto 2025


30 Ago 2025
Posted by Iskra










