In questo video, tratto da dazibao, si evince la lungimiranza dei politici comunisti cinesi perché hanno saputo guardare, contrariamente a quelli occidentali, più in là del proprio naso. Ma, soprattutto, perché il mainstream occidentale non ci racconta queste cose? Perché, da questa parte del globo molti hanno paura dei comunisti? Forse, perché molto seri con i propri abitanti? iskrae
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Per settimane il mondo ha temuto uno shock petrolifero senza precedenti. Una chiusura dello Stretto di Hormuz avrebbe potuto interrompere il transito di circa un quinto del petrolio mondiale e, secondo alcuni scenari estremi elaborati da diversi analisti, spingere il prezzo del greggio fino a 200 dollari al barile. Quello scenario, però, non si è verificato. La spiegazione non riguarda soltanto le scorte strategiche dei Paesi dell’Agenzia Internazionale dell’Energia o gli oleodotti costruiti per aggirare Hormuz. Il fattore che ha inciso maggiormente è stato un altro: la Cina ha ridotto le proprie importazioni di petrolio di circa 5 milioni di barili al giorno, un calo di dimensioni tali da rappresentare la parte predominante della contrazione della domanda mondiale. Una riduzione paragonabile alle importazioni dell’India e sufficiente a stabilizzare il mercato in uno dei momenti di maggiore tensione degli ultimi anni. Dietro questo dato si nascondono interrogativi importanti: perché Pechino ha ridotto così drasticamente gli acquisti? Quale ruolo hanno avuto il calmieramento dei prezzi interni, le scorte strategiche e il cosiddetto dilemma di Malacca? E quali conseguenze geopolitiche emergono da questa vicenda? I dati raccontano una storia molto diversa da quella che ha dominato il dibattito pubblico.


02 Ago 2026
Posted by Iskra
