Questo fine settimana ci sono stati nuovi cambiamenti nella politica tariffaria degli Stati Uniti. Il 12 aprile, ora della costa orientale, gli Stati Uniti hanno annunciato un memorandum significativo per esentare alcuni prodotti, come computer, smartphone, apparecchiature per la produzione di semiconduttori e circuiti integrati, dai “dazi reciproci”. Non appena la notizia si è diffusa, l’opinione pubblica è andata in subbuglio. Il Financial Times e altri media stranieri ritengono che questo allentamento sia un “primo segnale”, da parte degli Stati Uniti, alla Cina. Bloomberg ha sottolineato che questa misura è a favore di Apple e di altri giganti dell’elettronica. La sera del 13, ora di Beijing, la Cina ha risposto che da parte degli Stati Uniti non si tratta che di un piccolo passo avanti per correggere la loro errata pratica unilaterale dei “dazi reciproci”.
In realtà, la correzione dell’amministrazione statunitense era inevitabile. In qualità di secondo importatore ed esportatore mondiale di prodotti intermedi, gli Stati Uniti nel settore della produzione manifatturiera di fascia medio-alta, si concentrano maggiormente sulla capacità produttiva e di integrazione industriale della Cina e di altre economie emergenti. Alcune organizzazioni internazionali hanno sottolineato che circa il 90% della produzione e dell’assemblaggio dei telefoni cellulari Apple avviene in Cina, e che l’aumento delle tariffe sulla Cina da parte degli Stati Uniti avrebbe causato un aumento dei prezzi dei telefoni cellulari Apple dal 30% al 40%. Secondo le stime degli analisti di Bank of America, nel caso l’assemblaggio finale dell’iPhone venisse trasferito negli Stati Uniti, il costo aumenterebbe del 25%; se fosse sovrapposto alle “tariffe reciproche”, il costo totale salirebbe del 91%. Daniel Ives, analista finanziario di Wedbush Securities, ha avvertito che se l’amministrazione degli Stati Uniti non esenterà i prodotti in questione, “l’industria scientifico-tecnologica statunitense regredirà di dieci anni e la rivoluzione dell’intelligenza artificiale rallenterà significativamente”.
Allo stesso tempo, l’Unione Europea, che, con gli Stati Uniti, ha un deficit commerciale nei servizi di oltre 100 miliardi di euro, ha dichiarato che qualora gli Stati Uniti dovessero cambiare idea o reprimerla nuovamente, non esiterebbe ad adottare contromisure attraverso il commercio di servizi. Molti media stranieri hanno sottolineato che se l’amministrazione degli Stati Uniti continuerà a imporre tariffe elevate sui prodotti esteri, le sue esportazioni di servizi potrebbero essere utilizzate come contromisura da altri paesi. L’amministrazione degli Stati Uniti ha selettivamente ignorato le esportazioni di servizi nel calcolo delle tariffe doganali, e ora anche questo settore viene coinvolto nella guerra commerciale.
La responsabilità della guerra commerciale ricade interamente sugli Stati Uniti. L’esenzione dai “dazi reciproci” per alcuni prodotti può essere vista come un tentativo da parte loro di adottare, in un certo qual modo, misure correttive. Essi dovrebbero tuttavia fare di più e adottare misure più incisive per annullare completamente l’imposizione di “tariffe reciproche”, impegnandosi in un dialogo paritario e reciprocamente rispettoso con i propri partner commerciali. Questa è l’unica opzione corretta per risolvere le divergenze commerciali.
14-Apr-2025


15 Apr 2025
Posted by Iskra

