Aggiungi un posto a tavola che c’è un nemico in più… potrebbero far cantare aprendo il sito del M5S per quanti siano i massoni al loro interno.
Altro che regole interne al Movimento che vietino l’appartenenza alla massoneria… qui si tratta del deficit democratico nella struttura organizzativa per impedirne l’ingresso come fecero i comunisti del P.C.I. di Gramsci, Togliatti, Longo e Berlinguer.
Inutile ingannare i simpatizzanti del M5S dopo aver fatto la frittata perché una persona aderente alla massoneria una volta messa in lista difficilmente si potrà cacciare. Vedi i casi di Azzerbani, Vitiello, ecc.
Si deve, però, far rilevare la pericolosità dei massoni, anche, solo per il fatto di non rispettare le regole altrui… e come dimostrato dalla Commissione parlamentare sulla P2.
MOWA
David Zanforlini, massone “in sonno” candidato con il m5s sfida Di Maio: “Non mi dimetterò” E sui grillini: “Questa gente mi fa paura, è pericolosa”
Le elezioni 2018 sono una fonte continua di colpi di scena per il m5s. Ora spunta il quarto massone in lista.
“Questa gente ormai mi fa paura, è pericolosa” dice dei grillini David Zanforlini, avvocato di Ferrara candidato con il m5s a Ravenna, nel collegio unominale.
Zanforlini, massone “in sonno”, critica il Movimento 5 Stelle e Luigi Di Maio in una intervista al Corriere della Sera, con il giornalista Alessandro Trocino.
“Guardi, sono basito” afferma l’avv. Zanforlini “Ho qui il passaggio preciso del codice etico per i requisiti: il candidato non deve essere iscritto a movimenti massonici”.
E lei lo è? domanda il Corriere.
“No. Quindi sono in regola”.
Ma dicono che sia stato un gran maestro del Grande Oriente d’Italia e che si sia messo ‘in sonno’.
“E questi sono fatti miei. Nel codice etico c’è scritto al presente. Le parole sono importanti, scripta manent verba volant. Ma che siamo all’Inquisizione? Se anche io fossi un transessuale di nome Elisabetta che batte in via Stalingrado, non ti devi permettere di chiedermi niente. Questa è gente violenta, vogliono impadronirsi delle nostre vite”.
L’avvocato Zanforlini è tetragono, dunque, e non ha alcuna intenzione di firmare l’atto di rinuncia preteso dal m5s, giudicandolo “un atto incostituzionale”.
“Io le leggi le rispetto” tuona. “L’unica che non avrei mai rispettato è quella sulle leggi razziali. A me i razzisti fanno schifo. E ora capisco come si deve sentire un gay, un nero, un ebreo. Mi sono impegnato con gli elettori e vado avanti, nonostante questa situazione grottesca. Questa gente ormai mi fa paura, è pericolosa”.
La domanda nasce spontanea: quando il m5s chiedeva lo stesso atto e lo faceva firmare alla candidata sindaco della Capitale Virginia Raggi, dov’era l’avvocato Zanforlini?
18 febbraio 2018