di MOWA
«Non c’è destino peggiore per un comico che essere preso sul serio.» (John Barry Humphries)
Non c’è nulla da fare, è sempre lo stesso, la sfida tra chi è il più comico nella vita è sempre aperta. L’ultima gara degli ultimi tre/quattro anni, fatta con una disinvoltura a dir poco epica, è stata tra l’impareggiabile Totò (Antonio De Curtis) e l’esilarante “imprenditore” calabrese Cetto La Qualunque (Antonio Albanese). Entrambi promettono cose impossibili a ignari creduloni tanto da diventare un modello proponibile e da vendere come credibile alle persone.
Se Totò (Antonio De Curtis) era stato capace di circuire un turista straniero nel tentativo di vendere la Fontana di Trevi a Roma, non da meno è stato il potenziale “politico” Cetto La Qualunque (Antonio Albanese) che aveva riempito una lista di futuri candidati composta da parenti e amici, il cui programma elettorale prevedeva le peggiori oscenità della politica che vanno dalla cementificazione sfrenata del territorio sino allo sberleffo alla legalità, il tutto, naturalmente, passando da una evidente endemica corruzione.
I comici e la satira di attori, però, non fanno danno alla vita delle persone in quanto simulano, ma purtroppo, lo spaccato che rappresentano è quello che si trova, ahimè!, quotidianamente, da qualche anno a questa parte, proprio dai banchi istituzionali dove vengono emanate leggi, decreti legge, e via discorrendo, il tutto penalizzando la maggioranza della popolazione.
E queste poco comiche penalità sulla popolazione, le troviamo sia sul versante sanitario, che nell’istruzione, nella ricerca, nei servizi pubblici in generale e, dulcis in fundo, anche, col tentativo fallito, sul versante della del TFR (trattamento fine rapporto[1]) di una decurtazione dal prossimo anno 2027 per chi ha lavorato come dipendente.
I dati Istat, poi, non confortano, di certo, la popolazione, infatti, nel loro rapporto annuale, dicono che: «La pressione fiscale è salita al 43,1 per cento del Pil (+42,4 per cento nel 2024) per via delle maggiori entrate Ires e Iva, e di un incremento di oltre 27 miliardi di euro dei contributi sociali, nonostante la riduzione dell’Irpef dovuta alla riforma delle aliquote.»[2]
Altro che sentir cantare vittoria da chi, al governo presenta i dati economici che, in verità, rosicano la poca stabilità, tant’è che, sempre dati Istat sostengono che le «potenzialità di crescita restano vincolate da criticità di lungo periodo tra cui il modesto andamento della produttività, che potrebbe beneficiare di una maggiore intensità di conoscenza dei processi produttivi.
Una delle sfide chiave per il Paese si giocherà, del resto, sulla capacità di valorizzare il capitale umano di cui disponiamo e potremo disporre. Il Rapporto evidenzia come maggiori investimenti in istruzione, competenze digitali e innovazione rappresentino una condizione essenziale per la tenuta dei livelli occupazionali, il miglioramento delle condizioni salariali e, più in generale, il benessere collettivo, in un contesto sociale segnato da vulnerabilità che permangono nel tempo. L’adozione di nuove tecnologie non è infatti sufficiente a stimolare la crescita economica, se non accompagnata dalla maturazione di nuove competenze e, insieme, da una riorganizzazione dei processi aziendali, in un sistema economico che dovrà tenere conto dell’aumento dell’età media della forza lavoro.»[2]
Cose che ben difficilmente realizzeranno nel palazzo dell’Esecutivo. Dovrebbero, invece, ammettere di aver raccontato frottole agli italiani, ma probabilmente, temono di perdere la faccia… Meglio, quindi, imbonire il pubblico attraverso quella che è un’abolizione temporanea del bollo per auto di piccola e media potenza e per tutte le moto, giusto, nel 2027, senza dire, però, che quei 7 miliardi vengono sottratti alle Regioni che in questo modo non avranno fondi per i servizi e saranno obbligati, probabilmente ad aumentare le tasse regionali per far fronte alle spese. Giusto un bel regalo di questo governo.
Un bel giro di finto risparmio di denaro. Pare uno scherzo. C’è da chiedersi quale miglior comico riuscirebbe a fare di meglio senza che nessuno lo evidenzi. Forse, davvero Totò e Cettolaqualunque hanno fatto scuola e i nostri politici devono aver fatto corsi accelerati per tenersi al passo ed “offrirci” quotidianamente sorprese amaramente esilaranti.
NOTE:
[1] Tassazione TFR dal 2027: il paracadute fiscale resta in vigore https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/15/tassazione-tfr-2027-clausola-salvaguardia-notizie/8506553/
[2] Istat https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/05/Sintesi-Rapporto-Annuale-2026-9giugno2026.pdf


18 Set 2026
Posted by Iskra
