di MOWA
«Le aziende prestano troppa attenzione a quanto costa fare certe cose. Dovrebbero preoccuparsi di più di quanto costa non farle.» (Philip Kotler)
Tutti gridano che il paese non va granchè bene, anzi, che l’economia è out, e, ormai, siamo indebitati all’inverosimile, i licenziamenti continuano ad aumentare e nessuno si sofferma a cercare di individuarne le cause.
Nessuno, però, ha avuto il coraggio di dire che, da quando lo Stato ha iniziato a fare l’azionista “privato con i fondi” invece di avere la funzione di tutela pubblica, il Paese è caduto nel vortice del mercato finanziario senza più riprendersi.
Un esempio concreto? Il caso della telefonia. La gestione delle reti e delle infrastrutture è passata, per un’alta percentuale di quote azonarie, in mano a soggetti privati, e spicca la presenza di fondi finanziari come quelli pensione canadesi, Black Rock, KKR, Banca investimenti norvegese, Vanguard, ecc. tutti con sede e interessi in altri paesi, e allora c’è da domandarsi come questo possa conciliarsi con quelli nazionali.
Il Governo Meloni (proprio quello del “difendiamo l’Italia e gli italiani”) ha rinunciato alla proprietà pubblica di rete e servizi con la conseguente ricaduta negativa sia occupazionale che strategica, “sposando”, addirittura, nel 2023, gli interessi della KKR i cui azionisti di riferimento sono Vanguard e Black Rock che, guarda caso, sono anche i principali azionisti di Bank of America. Tutto, dunque, fuorchè italiane.
Si può verificare che tutto ciò, come le cessioni, aumenta l’interesse sul debito che si ingrossa all’inverosimile e diventa insostenibile, da mantenere, per le aziende fino ad avere un’inflazione altissima.
E qui sta il trucco, il diabolico marchingegno, per estromettere e rimpiazzare, estromettere e rimpiazzare.
Per fare chiarezza facciamo ancora l’esempio della telefonia di cui sopra. Da cosa sono dipesi i tassi che sono passati dal 3% del 2020, al 7% di questi tempi?
La BCE, per far fronte all’inflazione decide di alzare i tassi, nel contempo, però, la speculazione dei grandi fondi scommette sull’andamento dei prezzi facendoli lievitare.
Tradotto vuol dire che i grandi fondi hanno fatto lievitare i prezzi mettendo in condizione la BCE di dover rincorrere a provvedimenti alzando i tassi e facendo diventare i debiti (inclusi quelli di TIM) insostenibili e quindi, alla fine, ingestibili e facilmente cedibili al “miglior offerente”.
Il dramma di tutte le “regole” sulla finanziarizzazione è che sono create, giustappunto, ad uso e consumo del mercato, e cucite, come un abito su misura, proprio per quest’ultimo, a cui non importa se, poi, vengono licenziate migliaia di persone perchè, ormai, non più funzionali all’arricchimento degli azionisti. Tutto questo dovrebbe far sollevare, non solo i lavoratori dipendenti di quelle aziende chiuse, ma, anche, il mondo dell’impresa perché torchiato da dinamiche che non tengono conto dello sviluppo nel lungo periodo ma, solo, del “prendi i soldi subito e scappa”… magari, proprio, verso quei paradisi fiscali, guarda caso, dove hanno sede, molti di quei fondi. E, ovviamente, fuori dall’Italia. Questo vuol dire non investire in prospettiva nelle fabbriche e nelle società produttive del paese, in quelle che danno altri posti di lavoro, in quelle che creano uno sviluppo generalizzato che fa girare l’economia in positivo.
Per concludere con un dovuto repetita iuvant.
Perché concedere allo Stato la prerogativa di fare l’azionista “privato con dei fondi” che favoriscono solo gli azionisti dei fondi invece dell’intero Paese di riferimento, quando, invece, ci sarebbe bisogno di quella stabilità economico-sociale come quando c’erano le industrie a gestione pubblica che avevano una posizione mondiale nello sviluppo?
Dove si nasconde l’organismo di controllo di queste operazioni? Perchè non fa sentire la sua voce a tutela dei cittadini?
Un Paese si misura positivamente solo quando il quadro politico è stato ed è in grado di migliorare le condizioni generali della popolazione, invece il decadimento è sintomo di fallimento. A questo punto, vista la situazione attuale, per porre rimedio a tutto ciò andrebbe modificato al più presto l’andamento in corso e apportati cambiamenti proprio per non essere più quelli che creano “regole” che uccidono l’economia sociale del Paese…
La Cina, che sembra fare paura a tutti per motivi stupidamente ideologici, è, invece, lo specchio che riflette uno Stato vincente dove la ricchezza delle produzioni viene distribuita in tutta l’area privilegiando le zone più arretrate, proprio perchè serva da traino, e questa è la dimostrazione plastica di come il corpo politico possa essere duttile ed operare tra l’area pubblica e quella privata senza danneggiare il benessere collettivo di riferimento, non solo, in tal modo può creare sviluppo.
Detto questo se non si è irrimediabilmente stupidi si può capire che si può sempre migliorare!
Foto di MOWA


01 Ago 2026
Posted by Iskra
