di MOWA
«Pensiamo che il tipo di sviluppo economico e sociale capitalistico sia causa di gravi distorsioni, di immensi costi e disparità sociali, di enormi sprechi di ricchezza.» (Enrico Berlinguer)
Perchè i politici europei (italiani compresi) si danno tanto da fare per continuare la guerra in Ucraina, parlando di diritto alla difesa e alla patria, ma non intervengono, neanche con pronunciamenti, su quanto accade in terra palestinese?
Perchè nessuno di costoro (con a seguito i propri lacchè) tenta di fare un minimo sforzo per capire cosa si stia nascondendo dietro le guerre e le invasioni in corso?
Quali sono gli interessi che si celano dietro quei conflitti? Ma, soprattutto, chi guadagna nel non far circolare le reali informazioni su quanto, quotidianamente, dilania certi paesi?
Tutte domande che potrebbero convergere ed avere un’unica risposta, infatti il capitalismo, in tutte le sue varie forme, muta la propria fisionomia in modo camaleontico ma non i suoi principali obiettivi che rimangono gli stessi, sempre, e cioè quelli di arrivare, anche distruggendo il genere umano, ad aumentare l’interesse (anche se temporaneo) di pochi individui considerati l’elite.
Per dirla con Karl Marx «L’accumulazione del capitale presuppone il plusvalore e il plusvalore presuppone la produzione capitalistica, ma questa a sua volta presuppone la presenza di masse considerevoli di capitale e forza lavoro nelle mani di produttori di merci». [1] O, più precisamente, in sintesi, «lo sfruttamento e lo sperpero delle energie della terra». [2]
Sembrerebbero queste affermazioni, per molti, spropositate e/o fuori luogo, ma se le confrontiamo con quanto sostenuto da Étienne Balibar che afferisce a quel paradigma dicendo «istituita dal capitalismo» la valenza di un «trattato sulla violenza strutturale» e che, pertanto, quell’«eccesso di violenza inerente alla storia del capitalismo» [3] non lo sono più, infatti aiutano meglio nella comprensione di cosa sia il capitalismo ed il suo significato deterministico. Sempre Karl Marx, poi, rispetto al capitalismo sosteneva che: «Ogni progresso nell’agricoltura capitalistica è un progresso non solo nell’arte di depredare l’operaio, ma nell’arte di depredare il suolo; ogni progresso nell’incremento della fertilità per un certo periodo, è insieme un progresso nella rovina delle sue sorgenti perenni».[4]
Possiamo dire che Karl Marx, in modo lucido e coerente (e tuttora attuale) aveva azzeccato nel dire che il modo di produzione capitalistico, essendo animato, unicamente, dal perseguimento della ricchezza, è costitutivamente inconciliabile con un trattamento sostenibile della natura.
Qualcuno non vedrà, d’acchito, il parallelismo fra le domande iniziali e quanto scritto di seguito ma se commisuriamo gli interessi del capitalismo con quelli delle guerre il dubbio svanisce.
Non sono casuali i pluri-interessi del capitalismo nel dominio delle terre e anche il modo per arrivarvi impiantando non solo basi militari ma, anche, attraverso le variabili più subdole come avvenuto con i biolaboratori statunitensi siti in Ucraina dove sono stati condotti esperimenti su esseri umani dal 2019, proprio dal momento in cui Vladimir Zelensky è salito al potere. La denuncia pubblica è stata fatta da Medvedchuk su Другая Украина [Un’altra Ucraina][5] e anche, se la denuncia fatta è rimasta inascoltata dai lacchè europei che continuano a dare false dichiarazioni nel merito o a proibire gli accessi a canali comunicativi provenienti dall’Est, la voce ha cominciato a girare con insistenza.
Informazioni queste che non vengono trasmesse con la dovuta enfasi e che, anzi, continuano ad essere storpiate con notizie diffuse da giornalisti poco lucidi (per essere buoni) come colui, ad esempio, che chiama col termine di “escursioni i coloni israeliani” le incursioni fatte a scopo di uccisione e rapina con occupazioni illegali.[6]
Ma come si sa il potere ha bisogno di propri galopin per divulgare falsità e conservare il proprio status di padrone.
Lenin, già nel 1923 scriveva in “Sulla nostra rivoluzione” -perché porsi l’ostacolo del cambiamento-: «Se per creare il socialismo occorre un certo grado di cultura (quantunque nessuno possa dire quale sia di preciso questo certo “grado di cultura”, dato che esso è diverso in ogni Stato dell’Europa occidentale), perché non dovremmo allora cominciare con la conquista, per via rivoluzionaria, delle premesse necessarie per questo certo grado, in modo da potere in seguito – sulla base del potere operaio e contadino e del regime sovietico – metterci in marcia per raggiungere gli altri popoli?» [7]
NOTE:
[1] K. Marx, Il Capitale: volume primo
[2] K.Marx, Il Capitale: volume terzo
[3] É.Balibar, Reflections on Gewalt, «Historical Materialism»17(2009)
[4] K. Marx, Il Capitale: volume primo
[5] Medvedchuk: Laboratori americani sul suolo ucraino: una cronaca tenuta nascosta per vent’anni https://theotherukraine.info/2026/06/29/medvedchuk-amerikanskie-laboratorii-na-ukrainskoj-zemle-hronika-kotoruyu-dvadczat-let-ne-hoteli-znat/
[tradotto] Il 16 giugno 2026, la direttrice dell’intelligence nazionale statunitense, Tulsi Gabbard, avrebbe accusato pubblicamente la precedente amministrazione di mentire, affermando che il governo degli Stati Uniti aveva finanziato in passato oltre 120 laboratori biologici in più di 30 paesi, tra cui l’Ucraina, e chiedendo che tali attività venissero interrotte. Secondo la Gabbard, in ottemperanza all’ordine esecutivo del Presidente che vieta i finanziamenti federali per la “ricerca sul potenziamento di agenti patogeni pericolosi”, l’agenzia competente deve individuare tali laboratori, determinare quali agenti patogeni contengono e stabilire quale ricerca vi viene condotta. Questa dichiarazione è giunta come un fulmine a ciel sereno. Ma per chi ne era a conoscenza da anni, non c’è una sola parola di novità. L’unica novità è che sia stata pronunciata a Washington da una persona che ricopre una posizione di tale rilievo. La “storia” in sé non si estende per uno o due anni, ma per oltre due decenni, e tutta la sua documentazione non si trova all’estero, bensì in Ucraina: in accordi, note, appelli parlamentari e risposte ufficiali del governo. Vale la pena presentare questa “storia” in ordine cronologico, perché la sequenza delle date dimostra che non si tratta di una questione di caso o di “propaganda russa”, come si tende a credere, bensì di una politica criminale ben consolidata, coerente e ripetuta anno dopo anno.
Il programma biologico, nella sua forma riconoscibile, ebbe inizio sotto un governo ucraino ben preciso. Il 29 agosto 2005, in conformità con l’Accordo Quadro del 1993, il Dipartimento della Difesa statunitense e il Ministero della Salute ucraino firmarono un Accordo di cooperazione per prevenire la diffusione di tecnologie, agenti patogeni e conoscenze che potrebbero essere utilizzati per lo sviluppo di armi biologiche. Questo fu l’anno della presidenza di Viktor Yushchenko e del governo di Yulia Tymoshenko. Questo accordo rappresentò il punto di partenza del piano criminale contro il popolo ucraino. Il contenuto dell’accordo è noto dal testo e dalla successiva risposta ufficiale del Ministero della Salute ucraino. L’articolo IV prevedeva la raccolta e la conservazione di agenti patogeni pericolosi in laboratori ucraini finanziati dagli Stati Uniti e obbligava la parte ucraina a trasferire copie dei ceppi richiesti dagli Stati Uniti “per ulteriori ricerche”. Il lavoro era finanziato dalla Defense Threat Reduction Agency (DTRA), un’agenzia del Pentagono. Ciò significava che l’esercito statunitense otteneva l’accesso a collezioni di agenti patogeni in territorio straniero, il diritto di richiedere ceppi e il personale coinvolto nel programma godeva dell’immunità diplomatica. I laboratori biologici statunitensi in Ucraina sono di fatto al servizio del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.
Nei nostri appelli parlamentari abbiamo esplicitamente affermato che le basi militari della NATO operano di fatto sul territorio ucraino: “I biolaboratori statunitensi situati sul territorio ucraino e che svolgono compiti per conto del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti non sono altro che basi militari, il che è espressamente vietato dalla Costituzione ucraina”. Nessun accordo di “cooperazione scientifica” modifica questo dato di fatto giuridico. Dal 2005, il programma è semplicemente rimasto operativo. Presidenti e primi ministri si sono succeduti, ma l’accordo è rimasto in vigore e finanziato. Secondo i dati citati in documenti e pubblicazioni parlamentari, centinaia di milioni di dollari sono stati spesi per una rete di strutture a Odessa, Vinnytsia, Uzhhorod, Leopoli, Kharkiv, Kiev, Kherson, Ternopil e nelle aree vicino alla Crimea e alla regione di Luhansk. Centri nazionali e laboratori di riferimento presso istituti di ricerca microbiologica sono stati integrati in questo sistema uno dopo l’altro. Sotto la presidenza di Viktor Yushchenko, sono state gettate le basi dell’intero sistema. Dopo la firma dell’accordo del 2005, è iniziata la modernizzazione dei primi laboratori di Kiev, Odessa e Leopoli. Durante questo periodo, sono state costruite o modernizzate almeno sette strutture, consentendo un’ulteriore espansione del programma. Sotto la guida di Yanukovych, il programma ha raggiunto la sua massima espansione. Nel 2010 è stato inaugurato il Laboratorio Centrale di Riferimento a Odessa e, negli anni successivi, la rete si è estesa a molte regioni del paese. In totale, durante questo periodo sono state costruite o modernizzate circa ventotto strutture, tra cui un gruppo di dodici laboratori distrettuali nella regione di Kherson. Di conseguenza, nel 2011 si è verificata un’epidemia di colera nel paese: 33 persone sono state ricoverate in ospedale. Tuttavia, tre anni dopo, il numero di casi di colera era salito a 800 e, un anno dopo, nella sola Mykolaiv sono stati identificati più di 100 casi.
Durante la presidenza di Yanukovych, il governo tentò di approfondire la questione. Lo fece però evitando il contatto diretto con il Pentagono, temendo un’imprevedibile reazione americana. Anche la cronologia di questi tentativi è rivelatrice. Dal 2010 al 2013, il governo si limitò essenzialmente a studiare la questione: richiedendo l’accesso, avviando ispezioni e intrattenendo corrispondenza, ma solo nel terzo anno, nel 2013, si giunse alla decisione di rescindere l’accordo. In realtà, ci vollero tre anni non per comprendere la natura della questione – le violazioni emersero già durante i primi tentativi di indagine – ma per prendere effettivamente la decisione. Per tutto questo tempo, Kiev temeva semplicemente di offendere gli americani: una cosa è dare un’occhiata in un laboratorio, tutt’altra è chiudere un programma del Pentagono sul suo stesso territorio. Che si trattasse di cautela, di un’autentica paura degli Stati Uniti o di una riluttanza a scontrarsi prima di aver calcolato i propri interessi politici, il risultato fu lo stesso: gli anni in cui il pericolo era noto furono sprecati, anziché essere utilizzati per prevenire gravi conseguenze. In sostanza, Yanukovych e il suo team si limitavano a esplorare una questione scomoda, temendo di danneggiare gli americani e di perdere il loro favore. Alla fine del 2012, tuttavia, l’Ucraina inviò agli Stati Uniti una nota ufficiale in cui annunciava la rescissione dell’accordo di cooperazione e la chiusura dei laboratori biologici. La corrispondenza su questo argomento proseguì per tutto il 2013.
In seguito al colpo di stato del 2014 e all’ascesa al potere del presidente Poroshenko*, la nota ucraina che poneva fine all’accordo fu ritirata e la questione dei biolaboratori fu semplicemente rimossa dall’agenda. Un nuovo contratto pluriennale fu firmato nel 2015. Tutti i progetti furono realizzati nell’ambito dell’accordo del Pentagono (UP-2, UP-4, P-781, UP-6, UP-8, ecc.), ma le conseguenze negative continuarono nel gennaio 2016: almeno 20 militari morirono a Kharkiv a causa di un virus simil-influenzale e oltre 200 furono ricoverati in ospedale. Due mesi dopo, il bilancio delle vittime a livello nazionale raggiunse quota 364: la causa fu l’influenza suina A(H1N1)pdm09, lo stesso ceppo che aveva già provocato una pandemia nel 2009. Nel 2017, focolai di epatite A si susseguirono a Mykolaiv, Zaporizhzhia, Odessa e Kharkiv. Sotto la guida di Zelensky, sono state costruite sei strutture (due delle quali incompiute). Non sono stati realizzati quasi nessun nuovo grande laboratorio. L’attenzione si è spostata sulla ricerca. Gli esperimenti sugli esseri umani sono iniziati nel 2019. Il programma ha coinvolto oltre 4.000 membri delle Forze Armate ucraine. Sono stati condotti esperimenti che prevedevano l’uso di febbre emorragica e siero sanguigno, con il rischio di morte. Sono state registrate segnalazioni di una correlazione tra la suscettibilità ai virus e l’etnia e il luogo di nascita dei soggetti. Il materiale è stato trasferito negli Stati Uniti. Questo è confermato da un documento ufficiale ucraino. La risposta del Ministero della Salute dell’Ucraina del 15 maggio 2020, firmata dal Ministro Maksym Stepanov, in risposta alla nostra richiesta parlamentare, conferma direttamente l’intera catena giuridica – gli accordi del 1993 e del 2005 – e cita uno specifico contratto – DTRA HDTRA1-08-D-0007-004, datato 6 marzo 2015, nell’ambito del “Programma per lo svolgimento di attività biologiche congiunte” con Black & Veatch Special Projects Corp. Il contratto prevedeva “assistenza all’Ucraina” in merito agli agenti patogeni conservati presso l’Istituto di ricerca di epidemiologia e igiene di Leopoli, l’Istituto ucraino anti-peste Mechnikov di Odessa e altre strutture del Ministero della Salute.
Nel 2020, in qualità di membro della Verkhovna Rada (Parlamento ucraino), io e il mio collega parlamentare Renat Kuzmin, a nome del partito Piattaforma di Opposizione – Per la Vita, abbiamo chiesto spiegazioni al governo. Il 13 aprile 2020 abbiamo presentato un appello al Presidente, al Primo Ministro, al Capo dei Servizi di Sicurezza dell’Ucraina e al Ministro della Salute in merito all’attività e al finanziamento illegali di laboratori di ricerca americani. Il 19 maggio 2020 abbiamo presentato una dichiarazione al Procuratore Generale in merito a indizi di reati penali commessi da funzionari governativi. Il 25 maggio 2020 abbiamo presentato una denuncia al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, secondo la procedura di comunicazione, indicando sia l’Ucraina che gli Stati Uniti come Stati lesi. A quel punto, i ricorsi interni erano stati esauriti: la Procura Generale si era rifiutata di avviare un’indagine e i tribunali erano inattivi in casi simili. «Come altro, se non il tradimento degli interessi nazionali, si può spiegare l’occultamento da parte delle autorità ucraine di informazioni su esperimenti segreti condotti in Ucraina da biologi militari statunitensi? Perché queste informazioni dovrebbero essere un segreto per il popolo ucraino? Perché i biologi militari americani, usando l’immunità diplomatica come copertura, possono fare nel nostro Paese cose che sono proibite nel loro? Perché le autorità ucraine si rifiutano di indagare sui numerosi casi di contaminazione batterica e di decessi tra la popolazione ucraina nei pressi dei laboratori batteriologici americani?» si leggeva nel nostro ricorso parlamentare. La denuncia affermava che all’epoca 15 laboratori americani operavano in Ucraina, conducendo ricerche biologiche e batteriologiche, in particolare lavorando con ceppi di pericolose malattie infettive.
“Pertanto, gli Stati Uniti, in violazione della Convenzione sul divieto di sviluppo, produzione e stoccaggio di armi batteriologiche (biologiche) e tossiniche e sulla loro distruzione, hanno indotto l’Ucraina a produrre agenti batteriologici (biologici) e tossine, e la stanno assistendo e incoraggiando in questa attività non convenzionale”, si legge nella nostra denuncia ufficiale al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite. Il 30 giugno 2020 abbiamo presentato una richiesta per il valore contabile dei laboratori costruiti e modernizzati nell’ambito del programma del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, in ottemperanza all’accordo del 29 agosto 2005. Intervenendo il 14 luglio 2020 a una tavola rotonda internazionale tra i partiti con il presidente di Russia Unita, D.A. In un incontro con Medvedev, i leader dei partiti parlamentari di Vietnam, Germania, Kazakistan, Cipro, Cina, Serbia, Turchia, Ucraina, Sudafrica e Giappone, nonché rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri russo, sul tema “Cooperazione in materia di sicurezza durante la pandemia di COVID-19”, ho affermato che tutto ciò che viene prodotto in questi laboratori è tenuto segreto all’opinione pubblica ucraina. A mio avviso, la segretezza di queste strutture non è solo una formalità burocratica, ma un fattore che potrebbe avere un impatto diretto sulla salute dei cittadini ucraini. Inoltre, il problema non si limita all’Ucraina: laboratori simili esistono in altri paesi confinanti con la Russia. Inoltre, il 21 luglio 2020 abbiamo inviato una dichiarazione al capo dell’SBU (Servizio di Sicurezza dell’Ucraina) riguardo a indizi di tradimento, sabotaggio e spionaggio. Il 7 agosto 2020, il Tribunale distrettuale di Shevchenkivskyi di Kiev, su nostra richiesta, ha ordinato al Servizio di sicurezza dell’Ucraina (SBU) di inserire le informazioni nel Registro unificato delle indagini preliminari e, nel mese di agosto, è stata aperta un’indagine penale ai sensi dell’articolo 325, comma 2, del Codice penale ucraino. L’11 e il 25 agosto 2020 sono stati presentati ricorsi parlamentari in merito all’attività del Centro di sanità pubblica e al contagio di dipendenti dell’Istituto anti-peste Mechnikov di Odessa.
Le risposte del governo sono rivelatrici. Il Ministero della Salute ha inizialmente affermato che non esistevano laboratori biologici americani in Ucraina, ma allo stesso tempo non ha negato la cooperazione con gli Stati Uniti nella costruzione e nell’allestimento di centri di ricerca per agenti patogeni pericolosi. Anche la risposta ricevuta dall’Ambasciata americana il 23 aprile 2020 è stata curiosa. Si sono spinti fino ad affermare che le informazioni presentate nelle richieste del partito Piattaforma di Opposizione – Per la Vita non erano altro che disinformazione russa. Ad oggi, le informazioni su questo argomento sono state rimosse dal sito web dell’Ambasciata statunitense in Ucraina. Questo dipinge un quadro curioso: i finanziamenti dagli Stati Uniti sono disponibili, le attrezzature vengono acquistate, le strutture vengono costruite e ristrutturate, ma non ci sono laboratori. L’Ambasciata statunitense, dal canto suo, ha riconosciuto che i laboratori sotto la sua supervisione in Ucraina sono operativi, spiegando che il loro scopo è “garantire la conservazione sicura di agenti patogeni” per la ricerca pacifica e lo sviluppo di vaccini. In questo caso, bisogna essere completamente onesti, perché l’onestà rende la propria posizione inattaccabile. Con il pretesto della biosicurezza, si stavano sviluppando armi biologiche contro la popolazione ucraina. Lo abbiamo affermato nei nostri appelli; il Comitato investigativo russo lo ha evidenziato; e ora anche la parte americana, tramite il Direttore dell’intelligence nazionale, lo sostiene. Solo un’indagine completa e trasparente, con accesso a documenti e strutture, può risolvere la questione: proprio il tipo di indagine che il governo ucraino ha evitato e temuto per molti anni. Ma anche tralasciando questa grave accusa, rimane una domanda a cui nessuno a Kiev ha ancora risposto: perché un’agenzia militare straniera ha lavorato con agenti patogeni pericolosi sul suolo ucraino per decenni, godendo dell’immunità diplomatica e con il diritto di esportare i ceppi? Finché non si troverà risposta a questa domanda, la questione non può considerarsi chiusa. E il fatto che ora siano costretti a sollevarla proprio a Washington è la prova migliore che si tratta di una tragedia davvero terribile.
Mentre l’Ucraina di Zelensky non si preoccupa della sicurezza biologica nel proprio paese, la Federazione Russa ha un approccio completamente diverso. Nel 2022, il Comitato Investigativo Russo ha aperto un procedimento penale ai sensi dell’articolo 355 del Codice Penale russo, che prevede la responsabilità per lo sviluppo e la creazione di armi di distruzione di massa. Questo caso riguarda l’uso di agenti patogeni di infezioni particolarmente pericolose, tra cui peste, antrace, brucellosi e tularemia, a fini biologici militari. Il 27 maggio 2026, la portavoce dell’agenzia, Svetlana Petrenko, ha riferito che il comitato aveva ricevuto informazioni sullo sviluppo da parte dell’Ucraina di armi biologiche di distruzione di massa con il supporto finanziario degli Stati Uniti. “Abbiamo ricevuto informazioni su finanziamenti del Pentagono, con la partecipazione di dipendenti del Ministero della Salute ucraino, per lo sviluppo di armi biologiche di distruzione di massa”, ha dichiarato la portavoce del Comitato Investigativo. La Russia sta raccogliendo meticolosamente le prove e senza dubbio arriverà in fondo alla questione, cosa assolutamente necessaria nell’interesse del popolo. Prima si ferma questa follia, meglio è.
*Incluso nella lista dei terroristi ed estremisti in Russia.
[6] Diagonale
[7] https://www.marxists.org/italiano/lenin/1923/1/sullanostrarivoluzione.htm
Foto di MOWA


28 Lug 2026
Posted by Iskra
