di MOWA
«Quanto più tardi si inizia a fare del male tanto è più vergognoso incominciare.» (Publilio Siro)
Quando uno Stato, attraverso i suoi rappresentanti istituzionali, arriva a promuovere la violenza contro i propri cittadini vuol dire che non è più un paese democratico.[1]
Quando, quello stesso Stato sorvola su quanto commmesso dai titolari dell’ordine pubblico, che sono arrivati ad esercitare una violenza arbitraria contro chi sta scontando una pena, non è più un paese civile.[2]
Quando i rappresentanti istituzionali di uno Stato, che si definisce democratico, incontrano un esponente di un altro Stato che continua a perseverare nel commettere genocidio ed occupazione verso un’altra popolazione, non sono più meritevoli di ricoprire la carica che gli è stata concessa in sua rappresentanza (“comodato d’uso”) e dietro pagamento di un compenso.[3]
Quello di produrre violenza indiscriminata e gratuita verso i propri concittadini, nella Storia più recente, è un fenomeno, spesso, mutuato da tecniche importate da altri Paesi che hanno ben poco a che fare con la democrazia, e tutto ciò, tra le nuove generazioni delle forze dell’ordine, si è molto diffuso. [4]
Infatti, aumentano, nei paesi poco avezzi alla prevenzione democratica, dei fenomeni discriminanti come quello del bullismo generalizzato verso altri[5] per assumere, poi, altre sfumature di vero razzismo fino ad accettare la logica, diffusa sui media, che la vittima diventi il carnefice o viceversa.
Fenomeni da baraccone che raggiungono il loro apice in momenti importanti quali gli incontri internazionali tra esponenti massimi politici delle diverse istituzioni, fino al cadau di un revolver ai partecipanti del consesso.
Ormai si è persa la misura del lecito. E, tutto ciò, grazie al contributo di taluni media (le cui proprietà sono afferibili ad altri interessi da quelli dello sviluppo della democrazia) che soffiano ininterrottamente sul fuoco per spingere verso una guerra di “tutti contro tutti”… [6]
Tale tecnica, è già stata usata in passato da diversi paesi del globo, Italia inclusa, nella cosiddetta “strategia della tensione” che aveva come obiettivo quello di non far entrare i comunisti nei Governi. [7]
Questo “caos” controllato, ha diverse finalità, che vanno dal non discutere e risolvere i problemi economico-sociali dei propri concittadini fino a non far identificare i reali responsabili del disordine ordinamentale, in tal modo, chi ricopre determinati posti, arriva a regolare la vita di una comunità per continuare ad acquisire più potere nelle istituzioni statuali, quali finanza, imprese… inserendo i propri adepti al comando per privatizzare il più possibile a proprio vantaggio.
Se un privato (sotto la regia delle multinazionali) controlla e determina la vita ordinaria, i cittadini che, ingenuamente, pensavano di avere ottenuto di vivere in un paese libero e in democrazia, ma, soprattutto, di aver raggiunto una pace stabile e collaborativa nell’ordinamento degli accordi internazionali, oggi si ritroveranno a vedere disattesi e ignorati tali principi e, nella peggiore delle ipotesi, a vedere la vita futura, per tutte le generazioni che verranno, sotto governi antidemocratici e prive di diritti fondamentali.
I Padri Costituenti avevano aperto la strada per un futuro civile ed in pace ma, soprattutto, avevano messo in guardia su chi non doveva rimescolare i valori fondanti ed imprescindibili della Costituzione sociale perché l’avrebbero vilipesa parlandone impropriamente. Una verità, manifestatamente, ormai, sin troppo palese!
NOTE:
[1] 25 anni dal G8 di Genova: le sentenze sui fatti della scuola Diaz e della caserma di Bolzaneto https://www.giurisprudenzapenale.com/2026/07/04/25-anni-g8-genova-sentenze-scuola-diaz-caserma-bolzaneto/
[2] Ilaria Cucchi
[3] Salaam ragazzi dell’olivo Trieste. “Creare un tavolo di libero confronto” con i ministri israeliani di Netanyahu e con tanto di concerto finale? Ma vergognatevi! https://www.facebook.com/photo?fbid=1456000556555008&set=a.474236598064747
[4] La Nuova Alabarda ELCDD
[5] Legittima difesa, nonostante gli influencer http://www.osservatoriosullalegalita.org/26/acom/07/17gianellijus.htm
[6] Carlo Palermo
[7] Aldo di Lello. 20 GIUGNO 1976, IL PCI A UN PASSO DAL POTERE: ECCO COSA RISCHIÒ L’ITALIA


20 Lug 2026
Posted by Iskra
