di MOWA
«Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto…» (articolo 19 della Costituzione italiana)
Mai fu più vera, specie ai giorni nostri, l’analisi di Karl Marx riassunta nell’introduzione de Per la critica della filosofia del diritto di Hegel «La religione è il sospiro della creatura oppressa, il cuore di un mondo senza cuore, e l’anima di condizioni senza anima; è l’oppio del popolo», pensiero conosciuto ai più con la sintetica osservazione: «La religione è l’oppio dei popoli». [1]
E, prima di definire come estremistica questa affermazione dell’analisi di Karl Marx, dovremmo domandarci quante guerre nel mondo si stiano facendo e siano giustificate in nome o per conto delle credenze religiose.
La risposta è sicuramente sconcertante: tantissime e tutti coloro che sono coinvolti credono di essere dalla parte sana e giusta della ragione della Storia.
La Storia, invece, ci dovrebbe insegnare, come sostiene molto concretamente Karl Marx, che «Eliminare la religione in quanto illusoria felicità del popolo vuol dire esigerne la felicità reale. L’esigenza di abbandonare le illusioni sulla sua condizione è l’esigenza di abbandonare una condizione che ha bisogno di illusioni. La critica della religione, dunque, è in germe, la critica della valle di lacrime, di cui la religione è l’aureola…» in quanto eliminando le cause materiali della miseria (ovverosia la lotta di classe), la necessità della religione come “sollievo” verrebbe meno.
Si provi a pensare, ad esempio, alla vicenda israelo-palestinese, che è radicalizzata su vecchi archetipi ideologici derivati dalla religione… con queste premesse una soluzione di pace non verrà mai trovata.
Tra l’altro, il conflitto, in quell’area geografica, ha alzato il livello e presenta aspetti “nuovi” rispetto alle azioni che i sionisti compivano e compiono in quella terra contro i palestinesi che vengono uccisi e a cui rubano la terra, distruggono le case, sottraggono beni e animali, rasano le coltivazioni… di recente, oltre ad aver allargato il raggio d’azione contro altri stati, hanno esteso le aggressioni anche a persone cattoliche (come suore,[2] preti…) lì residenti, e ai loro simboli con la frantumazione di oggetti sacri come la notizia (e le foto trapelate) della distruzione con una mazza della statua di Gesù Cristo.[3]
Tutto ciò sembra formalizzare una plastica rivalsa su quel fanatismo antiebraico descritto nella letteraria tradizione teologica e noto come “Adversus Judaeos”, come riportato in Corinzi 3,7-8, dal tarsiota Paolo che descriveva la Torah come il “ministero della morte”.
Queste vicende passate portarono al Concilio di Nicea (325 d.C.) suggellando il dogma della separazione tra cristiani ed ebrei, la successiva conversione di Costantino il Grande e poi, la diffusione, in tempi successivi, fra i cristiani della convinzione del caprio espiatorio, che vedeva gli ebrei come gli “assassini di Cristo”, tanto che, nel IV Concilio lateranense (1215 d.C.) ne fu imposta la segregazione e l’obbligo di portare segni distintivi – cappello a punta nelle aree germaniche ed uno giudaico nei paesi latini.
Tutto ciò dovrebbero far riflettere su quanto il simbolismo mistico sia passato da un versante politico all’altro utilizzato ad hoc dal potere per scopi ben lontani da un pragmatismo laico che possa portare verso il benessere dell’umanità, tanto che, oggi, le religioni, in diverse parti del Mondo, si trovano in difficoltà nel trovare e suggerire soluzioni di pace. Forse perché non si basano su una visione laica delle cose ma su preconcetti determinati da una visione che antepone il credo mistico in quello che Karl Marx considerava: «il suo point d’honneur spiritualistico, il suo entusiasmo, la sua sanzione morale, il suo solenne completamento, il suo universale fondamento di consolazione e giustificazione. Essa è la realizzazione fantastica dell’essenza umana, poiché l’essenza umana non possiede una realtà vera» ?
Karl Marx insiste nell’osservare che «La lotta contro la religione è dunque, mediatamente, la lotta contro quel mondo, del quale la religione è l’aroma spirituale. La miseria religiosa è insieme l’espressione della miseria reale e la protesta contro la miseria reale» e nel quale gli individui rimangono prigionieri delle ovvie differenze sociali, a volte, mitigate da un insostanziale buonismo di maniera verso un “prossimo” che però è generico e non definito.
Da tutto ciò si desume quanto sia importante leggere la realtà di alcuni Paesi che si definiscono democratici ma che non lo sono per nulla, e che, anzi, “cadono” in regimi autarchici o, addirittura, in teocrazie, spesso camuffate da Stati liberali mancando di quei requisiti basilari noti da che l’Illuminismo ha preso piede nella Storia come fatto evolutivo del genere umano.
Come antidoto a tutto ciò è fondamentale tutelare e far conoscere la Costituzione italiana che all’articolo 19 recita una delle espressioni di massima libertà «Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume…». [4] Una Costituzione che, nella sua laicità repubblicana esorta gli individui all’articolo 3 di «…rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese»[5] in quanto, all’articolo 1 «la sovranità appartiene al popolo.»[6] Principi sostanzialmente terreni, dunque, che difendono, sempre e in modo categorico i bisogni concreti e spirituali di tutti noi.
NOTE:
[1] Per la critica della filosofia del diritto di Hegel – criticahegel [pdf]
[2] https://tg24.sky.it/mondo/2026/05/08/suora-aggredita-gerusalemme-israeliano-processo
[3] https://www.instagram.com/reel/DXWk4StghN0/
[4] https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/parte-i/titolo-i/articolo-19
[5] https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/principi-fondamentali/articolo-3
[6] https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/principi-fondamentali/articolo-1


09 Mag 2026
Posted by Iskra
