di MOWA
«Uno spettro s’aggira per l’Europa – lo spettro del comunismo. Tutte le potenze della vecchia Europa si sono alleate in una santa battuta di caccia contro questo spettro: papa e zar, Metternich e Guizot, i radicali francesi e poliziotti tedeschi.» (Karl Marx e Friedric Engels, Manifesto del Partito Comunista)
Sarebbe veramente importante che qualcuno ritornasse a sfogliare quei saggi riferiti alle popolazioni mondiali, ai meccanismi e alle ragioni reali alla base dei giochi politici, scritti dai teorici, e che sono i capisaldi per la comprensione di quanto accade e che danno indicazioni per come sapersi difendere per avere un futuro migliore.
Tra questi testi metterei quello scritto da Karl Marx e Friedric Engels nel 1848, e indirizzato al proletariato in quanto i due studiosi avevano già ben compreso quali fossero i veri nemici della popolazione. Il saggio era il Manifesto del Partito Comunista.
Chi non ricorda l’accusa con cui inizia il citato libro (e inserito nell’introduzione del presente articolo) che poi proseguiva, subito dopo, con il riconoscimento dei raeli avversari politici:
«Qual è il partito di opposizione, che non sia stato tacciato di comunista dai suoi avversari che si trovano al potere? E qual è il partito di opposizione che, a sua volta, non abbia ritorto l’infamante accusa di comunista contro gli elementi più avanzati dell’opposizione o contro i suoi avversari reazionari? Da questo fatto si ricavano due conclusioni. Il comunismo è ormai riconosciuto come potenza da tutte le potenze europee.»? [1]
La seppur brevissima introduzione del suddetto libro spiega, subito, cosa bisogna fare per ribaltare lo stato delle cose esistenti e riguadagnare quella libertà negata agli oppressi dal capitalismo:
«E’ ormai tempo che i comunisti espongano apertamente a tutto il mondo il loro modo di vedere, i loro scopi, le loro tendenze, e che alle fiabe dello spettro del comunismo contrappongano un manifesto del partito.» [1]
Karl Marx, già nel 1871 -esattamente il 22 settembre nella seduta della conferenza dell’Associazione internazionale dei lavoratori di Londra-, aveva indicato quali fossero i pericoli che si annidavano tra le fila degli oppressi affermando che:
«Nei Paesi in cui la regolare organizzazione dell’Associazione internazionale è resa temporaneamente impossibile a causa dell’interferenza del governo, l’Associazione e i suoi gruppi locali possono essere ricostituiti sotto qualsiasi altro nome, ma le società segrete nel senso proprio della parola sono formalmente proibite…»
Marx proseguendo nel discorso indirizzato ai massoni Mazzini, Bakunin e Neciaev, per i loro metodi settari e terroristico-cospirativi, a tutto danno del movimento proletario, sosteneva che:
«…questo tipo di organizzazione è in contraddizione con lo sviluppo del movimento proletario, dato che queste associazioni (segrete), invece di educare i lavoratori, li assoggettano a leggi autoritarie e mistiche che ostacolano la loro autonomia e indirizzano la loro coscienza in una direzione sbagliata. Le società segrete violerebbero il carattere dell’Associazione internazionale dei lavoratori; di esse possono servirsi i carbonari; esse non servono gli interessi del movimento proletario».
Argomento, quello della massoneria, ripreso succesivamente da Antonio Gramsci nel discorso alla Camera il 16 Maggio 1925, dove esplicitava l’insidiosità delle confraternite e delle articolazioni propagandistiche con i giornali che ne facevano da megafono negativo tra gli oppressi:
«…La massoneria, dato il modo con cui si è costituita l’Italia in unità, data la debolezza iniziale della borghesia capitalistica italiana, la massoneria è stata l’unico partito reale ed efficiente che la classe borghese ha avuto per lungo tempo. Non bisogna dimenticare che poco meno che venti anni dopo l’entrata a Roma dei piemontesi, il Parlamento è stato sciolto e il corpo elettorale da circa 3 milioni di elettori è stato ridotto ad 800 mila[…] Poiché la massoneria in Italia ha rappresentato l’ideologia e l’organizzazione reale della classe borghese capitalistica, chi è contro la massoneria è contro il liberalismo, è contro la tradizione politica della borghesia italiana […] ma capitalistico italiano, per cui il ca-pitalismo italiano è destinato a scomparire tanto più rapidamente quanto più il sistema capitalistico mondiale non funziona più per assorbire l’emigrazione italiana, per sfruttare il lavoro italiano, che il capitalismo nostrale è impotente a inquadrare. I partiti borghesi, la massoneria, come hanno cercato di risolvere questi problemi ? Conosciamo nèlla storia italiana degli ul-timi tempi due piani politici della borghesia per risolvere la questione del governo del popolo italiano. Abbiamo avuto la pratica giolittiana, il collaborazionismo del socialismo italiano con il giolittismo, cioè il tentativo di stabilire una alleanza della borghesia industriale con una certa aristocrazia operaia settentrionale per opprimere, per soggiogare a questa forma-zione borghese-industriale, la massa dei con-tadini italiani, specialmente del Mezzogiorno. Il programma non ha avuto successo. Bel-l’Italia settentrionale si costituisce difatti una coalizione borghese-proletaria attra-verso la collaborazione parlamentare e la politica dei lavori pubblici alla Cooperative: nell’Italia meridionale si corrompe il ceto dirigente e si domina la massa coi maz-zieri… (Interruzione del deputato Greco). Voi fascisti siete stati i maggiori artefici del fallimento di questo piano politico, poiché avete livellato nella stessa miseria l’aristo-crazia operaia e i contadini poveri di tutta Italia. Abbiamo avuto il programma che pos-siamo dire del Corriere della Sera, giornale che rappresenta una forza non indifferente nella politica nazionale: 800.000 lettori sono anch’essi un partito…» [2]
Un intreccio melmoso di malaffare e potere che, oggigiorno, pur essendo ben radicato, difficilmente si riesce ad intravedere se non scavando tra le consorterie delle varie lobby che si autodipingono come semplici aziende d’affari e che vorrebbero far credere ai sempliciotti che il loro “non” è un interesse al dominio. Un potere, dunque, mal riposto nelle mani di pochi, ma pochi capaci di far scatenare guerre fratricide. Un potere sotto l’egida del dominio, quel dominio che ha legami molto più stretti di quanto si possa pensare con il peggio del peggio, quel dominio che si arroga il potere di vita sugli esseri umani e che li tratta alla pari di cose, usandoli e scaricandoli quando non li ritengono più utili, facendone scempio, proprio come si fa con i pezzi di ricambio delle automobili quando si logorano. E che non si pensi sia un’esagerazione, basta infatti osservare un qualsiasi modello della cultura capitalistica, questo si comporta proprio come le varie organizzazioni malavitose, al suo interno vigono gli stessi paradigmi di arrivismo, competizione, spietatezza e disinteresse fra gli individui, questo fanno i modelli neoliberisti.
Quale differenza tra loro, dunque, nel rispetto del genere umano?
Le une sono, forse, meno ipocrite delle altre perché non lo fanno vedere in modo pleonastico?
Dove sta la differenza fra gli uni e gli altri, se entrambi restano indifferenti nel veder morire le persone a causa dei disagi provocati dalla gestione economica, quella che causa disoccupazione, emigrazione, incuria ambientale, sanitaria, culturale…?
Dove credono di nascondersi questi miserabili ipocriti se non dietro il paravento di quelle che sono le holding, sadiche multinazionali che fanno dei bisogni primari della popolazione una fonte per arricchire le proprie tasche?
Nei passaggi citati precedentemente vengono additate alcune forme di dominio non palesate in chiaro ma, oggi, queste hanno nomi precisi come, ad esempio, il Gruppo Bilderberg, l’Aspen Institute, la Trilateral Commission -fondata da David Rockefeller- che hanno, a loro volta messo radici nel complesso mondo dell’economia mondiale.
Un mondo, questo, che veicola l’economia di guerra quando quel modello capitalistico è in sovraproduzione e muove, di solito, i propri “ascari” per indirizzarli e favorirne la realizzazione. Il caso più clamoroso degli ultimi periodi è conosciuto con il nome di Jeffrey Epstein, che ha saputo intrecciare relazioni con il gotha dei potenti ad uso di interessi specifici di una parte di loro. Nel guazzabuglio di questa vicenda emergono personalità che hanno “mani in pasta” con società o banche di rilevanza internazionale le quali hanno sfruttato amici e/o parenti per sgomitare nel mondo degli affari e, dove in ultima analisi, a pagarne il fio sono state masse sterminate di popolazione.
Quello stesso Epstein che aveva, ad esempio, tra i suoi “ospiti” quel tal Bill Clinton la cui figlia, Chelsea, aveva sposato un altro dirigente di Goldman Sachs (il pregiudicato per frode bancaria, Marc Mezvinsky)[3]. Si ricorda che quest’ultima super-banca, aveva finanziato la campagna elettorale di Clinton nel 1992.
Un capitalismo che si inventa discutibili società di valutazioni societarie con il solo ed unico intento di fare le scarpe alle altre concorrenti come ha ben detto Michele Buono nella trasmissione “Effetto valanga” di Report (Rai3) parlando di Standard & Poor’s:
«Ma chi sono i proprietari di queste agenzie? Standard & Poor’s è posseduta da McGraw-Hill, che è un editore, ma dentro ci sono i maggiori fondi di investimento come Capital World Investors, State Street, Blackrock, Vanguard Group, T Rowe Price, e ritroviamo dentro Moody’s quegli stessi fondi di investimento che possono fare soldi se le agenzie che partecipano declassano. Perché togliere una A o un + ad uno Stato scatena un terremoto di vendite di obbligazioni e quello Stato si indebiterà di più per pagare gli interessi sul debito. Eppure, proprio loro hanno dato una tripla A a quei titoli tossici sui mutui americani che hanno mandato in crisi mezzo mondo.»[4]
Ma quanti altri hanno lavorato per quella singolare banca (Goldman Sachs) e hanno ricoperto ruoli di responsabilità per passare, poi, a funzioni pubbliche tanto da arrivare a condizionare i diversi Stati nelle loro politiche economiche a favore di quest’ultima? Una banca, tra l’altro, sospettata di essere la responsabile della spartizione delle risorse finanziarie ed auree della Libia.[5]
Alcuni nomi: Romano Prodi, da consulente Goldman Sachs a Presidente del Consiglio in Italia; Mario Monti, dalla Commissione Europea sulla concorrenza alla Goldman Sachs; Mario Draghi, da Vicepresidente Goldman Sachs a Governatore della Banca d’Italia; Gianni Letta, membro dell’Advisory Board di GS è nominato sottosegretario alla
Presidenza del Consiglio del governo Berlusconi nel 2008; Robert Zoellich, da dirigente Goldman Sachs a vicesegretario U.S.A.; William Dudley, da dirigente della Goldman Sachs a capo della Federal Reserve Bank di New York, il distretto principale azionista della Federal Reserve; Paul Thain, da Presidente Goldman Sachs nel 2003 a capo del New York Stock Exchange…
La funzione destabilizzatrice nei vari paesi di tutte quelle personalità cosiddette “ibride” è varia, infatti erano allocate in posti chiave e non si sono limitati ad eliminare beni economici e risorse ma ne hanno pianificato in continuazione lo sfruttamento prosciugandone le parti utili. Per fare ciò, hanno lanciato campagne per privatizzare tutto quello che era di proprietà pubblica. D’esempio in Italia sono l’IRI, l’Eni, le Poste italiane, l’Alitalia… e poi ampliandosi, o meglio introfulandosi in altre realtà significative del paese sono arrivati a Unicredit, Intesa Sanpaolo, MPS, Generali, Leonardo, TIM, Stellantis… con lo scopo di prosciugarne la vitalità.
Queste sono solo alcune delle ragioni per cui il movimento comunista ha preso piede nel mondo. Si ricorda che il citato libro termina con la seguente e lapidaria frase:
«Tremino pure le classi dominanti davanti a una rivoluzione comunista. I proletari non hanno nulla da perdere in essa fuorché le loro catene. E hanno un mondo da guadagnare.» [1]
NOTE:
[1] https://www.centrogramsci.it/classici/pdf/manifesto_marx-engels.pdf
[2] Atti Parlamentari – Camera dei Deputati (Legislatura XXVII 1^ sessione discussioni tornata del 16 maggio 1925, pag. 18 del pdf) https://storia.camera.it/regno/lavori/leg27/sed087.pdf
[4] https://www.raiplay.it/video/2011/10/Effetto-valanga-d5bb9100-8766-4ca1-8044-8d550ccff65a.html
[5] https://www-goldmansachs-com.translate.goog/pressroom?_x_tr_sl=en&_x_tr_tl=it&_x_tr_hl=it
Foto MOWA


03 Mag 2026
Posted by Iskra
