di MOWA
«Spesso l’orizzonte è alle nostre spalle.» (Tonino Guerra)
Siamo un paese che si merita questo Governo? Qualcosa negli ultimi anni ha cambiato i nostri orizzonti rispetto ad una convivenza civile e pacifica con gli altri Stati?
E dov’è finita la nostra proverbiale capacità di sapersi relazionare con il resto del Mondo nel rispetto reciproco ed esaltando quelle che sono le qualità (pur sempre nelle ovvie differenze) diplomatiche dei diversi politici che si sono susseguiti nei diversi governi degli ultimi ottant’anni?
Potrebbero sembrare domande ovvie ma, purtroppo, non lo sono per nulla, soprattutto, per chi, avendo una certa età, ha vissuto l’avvicendarsi dei diversi governi democristiani, socialisti, repubblicani… governi che hanno saputo trovare soluzioni alle varie crisi economiche, politiche, ambientali e, persino, nucleari in atto nel tempo. Ma mai nessuno di costoro, benchè molto lontano dalla concezione di vita di chi scrive, ha mai messo, realmente, in pericolo la vita del nostro intero Stato portandolo verso una probabile guerra. La pace era la regola indiscutibile, la bilancia che spingeva tutte le popolazioni implicate a moderare gli impulsi bellici. Una specie di autoregolatore sistemico a disposizione delle forze politiche.
Da quando, invece, hanno cambiato il sistema elettorale trasformandolo da proporzionale puro verso quello maggioritario quell’equilibrio si è perso, schiantato contro un muro che rende impossibile una vera democrazia ed ha fatto emergere il peggio di talune forze che, prima, carsicamente (come le massonerie – vedi P2, mafie varie, taluna finanza, apparati infedeli allo Stato… ) e poi, ormai, apertamente hanno operato nella direzione della destabilizzazione, con il solito metodo del creare il caos per controllare il paese. A questo punto si capiscono gli attentati degli anni ’60-’90. E’ palese la motivazione della creazione del terrorismo interno e… non solo. Oggi, si capisce a cosa fossero finalizzati tutte le dissertazioni degli anni passati, che facevano sembrare il sistema instabile, benchè, invece avesse una forte solidità istituzionale, tutto per arrivare, via via negli anni, all’obbrobrio delle modifiche costituzionali, come l’ultima in corso, che vuole produrre il presidenzialismo, concentrando il potere nelle mani di un’oligarchia che distrugge la democraza. Quel presidenzialismo tanto voluto dai reazionari e agognato da qualcuno da oltre ottant’anni, qualcuno che vuole togliere autonomia ai partiti, ai sindacati e a tutte quelle forme organizzate che possano definirsi democratiche. Uno stivale militare, dunque, nelle istituzioni che arrivi a bloccare ogni possibilità di diplomazia, di relazioni, di messa in discussione delle decisioni.
In breve: la “repubblica del capo”!
E tutto ciò a cui stiamo assistendo in questi ultimi periodi con le diverse dichiarazioni improvvide di chi vorrebbe una magistratura sotto scacco da parte dei politici con questa abominevole “riforma” costituzionale rientra in questo disegno. Ottenere quest’altra trasformazione sarebbe l’ultimo occhiello all’abito fatto su misura per un sistema che diventerà ingessato, solo a favore di chi auspica la “repubblica del capo”, castrando definitivamente ogni diritto di chi, sino ad oggi, mirava all’uguaglianza di tutti davanti alla legge.
Continuando così non ci saranno più presidenti della Repubblica super partes. Vi sarà, invece, un vincolo di mandato di chi avrà quella maggioranza politica (relativa o meno, poco importa) al punto da arrivare a somigliare, come Stato, a quei paesi latino-americani che si sono conosciuti negli anni ’70.
Il destino del genere umano si misura prevalentemente dalle conquiste migliorative della libertà ottenuta per tutti e si pesa sulla determinazione spesa per ottenerla, a quanti sacrifici si è disposti a mettere in conto e quanta voglia si ha di volere tutto ciò per i propri posteri. Basta guardare cosa accade al popolo gazawi che, nonostante, la decimazione di migliaia di persone civili (donne e bambini inclusi) da parte del sionismo dello Stato israeliano, non cede di un millimetro alla sopraffazione e persegue il diritto all’autodeterminazione di esistere come entità con i propri costumi, usanze e voglia di essere riconosciuti come individui.
I diritti e i principi di libertà sono diventati regole universali e (dovrebbero essere) vincolanti, proclamati e difesi dagli organismi internazionali come l’Onu, istituzione a cui dovremmo ridare quella forza e dignità che qualcuno sta cercando di annullare facendo fallire i diversi tentativi di pace.
Tutto ciò, lo si può ottenere solo con l’unione d’intenti di tutti i popoli organizzati, finalmente insieme per la pace!
Foto di MOWA


16 Mar 2026
Posted by Iskra
