di MOWA
«Un tale, accortosi che i cretini erano la maggioranza, pensò di fondare il Partito dei Cretini. Ma nessuno lo seguì. Allora cambiò nome al partito e lo chiamò Partito degli Intelligenti. E tutti i cretini lo seguirono.» (Dino Risi)
Che paese stiamo diventando visto che siamo stati trasformati in prede (più o meno consapevoli) da parte di un governo che di pusillanimità fa vanto e a cui non ci si oppone? Siamo, forse, succubi di una sindrome pericolosa che rende pavidi come chi ci governa e non si fa nulla per contrastare scelte pericolose?
Perché parlare di pusillanimità? Ma, soprattutto, cos’è la pusillanimità, o meglio la vigliaccheria, e dove si è, in specifico, annidata?
La vigliaccheria, dice il dizionario, sarebbe propria di colui o colei che manca di coraggio e fugge davanti al pericolo accettando le ingiustizie senza ribellarsi. Non solo. Potrebbe costui o costei perpetrarla in prima persona verso altri, in quanto incline alla prepotenza e alla sopraffazione di chi è debole.
Ormai ci siamo abituati ad indignarci con una certa disinvoltura davanti ad episodi di cronaca nera locale, pretendiamo il pugno di ferro contro l’autore, chiediamo giustizia e pene esemplari ma non guardiamo oltre confine, là dove avvengono genocidi, dove bombardamenti indescrivibilmente atroci sono continui e vengono perpetrati da prepotenti per i propri interessi o per distogliere l’attenzione e coprire misfatti gravissimi. Siamo, forse, diventati preda della sindrome del dottor Jakill e Mr. Hide, docili e mansueti o trasformisti a seconda della situazione?
Abbiamo eletto una classe politica che, nel suo complesso, esprime il più basso livello morale dal dopoguerra ad oggi e che si dimostra campione di vigliaccheria nel suo organismo esecutivo, inattivo nel tassare i milionari e, nel contempo, indifferente a chi ha bisogno di maggior giustizia sociale, capace di fare leggi con condoni per chi abusa delle norme ambientali, e sordo alla necessità di ripristinare equilibrio e giustizia. Un organismo, l’esecutivo, capace di fare, solo, la voce grossa nei confronti di chi manifesta per avere una vita più dignitosa scatenando una violenza inaudita nei loro confronti. O, peggio ancora, un esecutivo che si rifiuta di mantenere fede ai valori costituzionali come l’articolo 11, che parla di rifiuto della guerra, inviando, invece, navi militari su probabili scenari di imminente conflitto perché l’hanno ordinato due Stati stranieri (USA, Israele), in piena violazione del diritto internazionale come hanno dovuto, loro stessi, ammettere in Parlamento e attirando, in questo modo possibili ritorsioni verso il nostro Paese.
Inoltre, questo esecutivo mantiene in essere contratti per l’invio di armi belliche allo Stato aggressore e occupante (Israele) contro quel popolo palestinese, un popolo, ricordiamolo, senza esercito.
Un vergognoso campione politico, quello che ci governa, di spudoratezza umana che si allea, sempre e solo, con i più forti, prepotenti e sopraffattori a danno dei più deboli.
La scelta dell’esecutivo la dice lunga su chi siano realmente costoro e quali interessi difendano effettivamente. Questa cosa dovrebbe far riflettere coloro che li hanno votati, probabilmente, illusi dagli slogan lanciati durante le campagne elettorali, slogan disattesi nei fatti. Fattualmente, se non si è ricchi ma appartenenti a classi umili si è esclusi dai benefici portati dalle leggi emanate. Basti vedere in quale crisi economica-sociale siamo stati inflilati con questi ministri. Quest’esecutivo, inoltre, nella tragica epopea del popolo palestinese, ha voluto dimostrare di essere in linea, non con i deboli ma con le potenti lobby che vogliono speculare, espropriando, le terre dagli autoctoni con una politica espansionistica; la stessa voluta dai vari seguaci sionisti di Vladimir Ze’ev Jabotinsky… Filo-israeliani che arrivano, guarda caso, sino al genero di Donald Trump, (e grande amico di Matteo Renzi) Jared Kushner, in quanto operatore nell’intersezione tra business e difesa di interessi specifici israeliani filo-likudisti. Nota a margine, sulle strane coincidenze di quel sionista Jabotinsky, è che, tra le sue fila, annoverava proprio, il padre di Netanyahu, Benzion con la funzione di segretario politico.
A questo punto insorge il sospetto, che, giorno dopo giorno, si concretizzi sempre più, il fatto che l’attuale esecutivo vada verso la congiunzione ideologica di un brodo culturale reazionario in linea con gli odierni israeliani, e che si attui quanto denunciato nell’autocritica del 1967 (dopo la conquista dei territori di Cisgiordania e Gerusalemme Est che erano sotto il controllo egiziano) dall’epistemologo e biochimico sionista, Yeshayahu Leibowitz, il quale vedeva nella continua occupazione delle terre palestinesi il pericolo della nascita di un “giudeo-nazismo”.
Speriamo solo che non sia così e ci sia ancora una speranza di uscire dal pantano in cui ci stanno infilando a capofitto distruggendo, di fatto, le libertà e la pace che nel nostro Paese sono state pagate a caro prezzo da chi ha lottato contro il nazifascismo anche a costo della propria vita donandoci un Paese dove vivere serenamente.
Foto di MOWA


11 Mar 2026
Posted by Iskra
