di MOWA
«La fretta e la superficialità sono le malattie psichiche del ventesimo secolo, e più di ogni altro posto si riflettono nella stampa.» (Aleksandr Isaevic Solzhenitsyn)
Scrivono, molti giornali italiani, di quanto sia importante la libertà d’opinione ma, nel contempo, aizzano l’opinione pubblica, tramite “interviste mirate”, a condannare una certa stampa. E’ emblematico il caso dell’insistenza dell’attacco nei confronti dei giornalisti della TV pubblica, in particlare quelli che lavorano per la testata Report, a causa dei servizi investigativi fatti e focalizzati alle vicende riguardanti magistrati del calibro di Falcone, Borsellino, Caselli, ecc., e delle loro indagini nella ricerca di chi avesse destabilizzato, qualche anno fa, lo Stato democratico italiano e del ruolo avuto dai servizi deviati locali o stranieri, il terrorismo, le stragi, la collateralità con la mafia, sino ad arrivare a costruire partiti che, oggi, bellamente siedono nelle Istituzioni. [1] [2] [3]
Per usare un linguaggio benevolo si potrebbe dire che tutto ciò sia frutto di uno straordinario e “involontario” strabismo ma, in realtà, invece, è complice e funzionale a quanto hanno subito, negli anni, gli italiani.
L’inconsapevole danno arrecato alle capacità critiche degli italiani, con questo modo di fare “informazione”, distorta e manipolata, porta, se non valutata adeguatamente, al declino culturale e della coscienza perchè non viene spiegato ai fruitori dei media cosa avviene veramente persino sul versante internazionale. Gli esempi sono tanti.
Una tra queste cattive informazioni riguarda le recenti affermazioni rispetto al Presidente del Venezuela, Maduro, dipinto come un despota e/o dittatore, senza che venga portata alcuna prova documentale da parte degli organismi internazionali che lo accusano. [4][5] Costoro, sempre in quel candore deficitario documentale, riportano, in un copia e incolla da una testata giornalistica all’altra, anche articoli a difesa di un cittadino italiano prigioniero in quel paese latino-americano senza approfondire più di tanto (come, invece, qualcun altro ha tentato di fare [6]) quanto accaduto veramente.
Le notizie giornalistiche, si è consapevoli, non sono una “cosa” neutra, possono arrivare ad omettere [7], enfatizzare, esaltare, capovolgere, inventare taluni dati per proprio tornaconto personale, o, sarebbe più corretto dire, a favore del proprietario privato della testata in cui, chi scrive, lavora. E, sempre nell’ambito dei paradossi di quella finzione democratica, la stragrande maggioranza delle testate giornalistiche fruisce, come sovvenzione, di soldi pubblici. Dunque, privati che prendono soldi dalla maggioranza della popolazione ma che decidono su quali e come le notizie devono essere pubblicate. Un vero ossimoro concettuale ed economico!
Emblematica la “censura” mediatica avvenuta, a danno dei cittadini, rispetto a quanto il prof. Andrea Crisanti sollevò sulla sanità pubblica affermando che:
«L’Italia è uno dei Paesi con la spesa sanitaria privata più elevata al mondo. Questo perché il nostro Paese è un vero e proprio paradiso per le strutture private e convenzionate. In Italia, infatti, i privati beneficiano di diversi irragionevoli vantaggi a danno del contribuente. Anzitutto, si appoggiano alle infrastrutture pubbliche per effettuare in sicurezza interventi chirurgici, ambulatoriali, o di assistenza al parto senza sostenerne i costi. Inoltre, possono scegliere le prestazioni da erogare e, dunque, di concentrarsi solo sugli interventi che presentano un margine di profitto più elevato. Come se non bastasse, ogni anno si vedono rinnovato automaticamente dalle Regioni l’impegno di spesa, senza gara ed in continuità con l’anno precedente. Questo significa che il nostro Paese, di fatto, ha eliminato il rischio di impresa per per le strutture convenzionate.
Questa situazione non è più tollerabile: è urgente invertire la tendenza alla privatizzazione della sanità italiana prima che incida ancora di più sulla vita dei cittadini.»
Ironia della sorte vuole che vi sia commistione tra chi detiene quelle cliniche private e buona parte delle testate giornalistiche che omettono o criticano questo medico.
Una corporazione, quella dei giornalisti, che pretende di scrivere quello che vuole ma che non è in grado di tutelare la propria libertà professionale specie quando vengono licenziati per aver fatto domande “scomode” ai potenti. [8] O, peggio ancora, non alzano gli scudi nelle varie redazioni quando alcuni dei loro colleghi vengono perseguiti, uccisi o minacciati come avvenuto in terra medio-orientale. [9]
Però sappiamo che la provenienza (o esaltazione) culturale di taluni giornalisti (soventemente reazionari) riesce a determinare quanto narrato facendo raccontare frottole in ogni angolo dell’informazione come avvenuto nel caso della musicista Beatrice Venezi. [10]
Giornalisti che, spesso, come saltimbanchi quasi fossero o impersonassero il dottor Jekyll e Mr. Hyde, passano dai quotidiani al diventare parlamentari e viceversa ma tutti attenti a fruire di quell’ibridismo che li fa partecipare ai talk-show davanti alle telecamere e rispondere convenientemente una volta come professionisti e, l’altra, come politici.
Antonio Gramsci ne “Le lettere dal carcere” su taluni giornalisti sciveva: «Quando un reporter invece di portare notizie, divaga prolissamente, ciò significa che ha perduto il tempo al caffè invece di lavorare a informarsi.» Ed, inoltre, sulla categoria precisava: «Io non sono mai stato un giornalista professionista, che vende la sua penna a chi gliela paga meglio e deve continuamente mentire, perché la menzogna entra nella qualifica professionale. Sono stato giornalista liberissimo, sempre di una sola opinione, e non ho mai dovuto nascondere le mie profonde convinzioni per fare piacere a dei padroni o manutengoli.»
Si direbbe che quanto detto da Gramsci testimoni di come stiano andando le cose nel Mondo con la complicità di un buon numero di appartenenti a quella categoria e tutto senza che vi sia stato, un atto ufficiale che dichiari quale sia l’intervento del Governo, come, invece, avvenne, guarda caso, durante il fascismo con le Disposizioni sulla stampa periodica della Legge del 31 dicembre 1925, N. 2307. [11] Forse, i giornalisti, quelli veri, quelli che ancora svolgono con coscienza il proprio lavoro, devono cominciare a farsi sentire maggiormente e non rinunciare a denunciare quanto accade, ne va della democrazia e della libertà di tutti noi.
NOTE:
[1] Sigfrido Ranucci
[2] Sigfrido Ranucci
[3] Report: Paolo Borsellino sapeva della pista nera dietro strage di Capaci https://www.rai.it/programmi/report/inchieste/La-banalita-del-nero—Report-04012026-6dd25194-d450-4142-a4dd-30eda64c89e5.html
[4] Alessandro Lanzani – Non considero Maduro un criminale dittatore.
[5] Antonella Bundu
[6]
Roberto Vallepiano – LO STRANO CASO DELL’OPERATORE UMANITARIO ARRESTATO IN VENEZUELA.
https://www.facebook.com/photo/?fbid=810988155112611&set=a.107278485483585
[7] Claudia Sarritzu Ghironi
[8] Licenziato per una domanda –YouTube
[9] Antonio Cassarino – sionisti d’Israele sputano e aggrediscono giornalisti europei
[10] Flavio Zanonato – Una roba imbarazzante come la stampa di destra falsifica la verità! Sono riusciti a mettere in scena una celebrazione trionfale di Beatrice Venezi senza che abbia diretto nemmeno una nota. Giornalismo d’invenzione allo stato puro.
“Rosiconi contro Venezi: la Fenice fa più abbonati”, urla Libero. “Altro che disdette: boom di abbonamenti”, spara La Verità. E il Secolo d’Italia gioca direttamente nel fantasy: “Fenice, buona la prima: 7 minuti di applausi”. Peccato che la prima non l’abbia diretta Venezi. Peccato che quei 7 minuti fossero per Ivor Bolton. Peccato che gli abbonamenti siano aumentati grazie alla programmazione del sovrintendente uscente Ortombina. Ma soprattutto peccato che ai titolisti non interessi minimamente la verità. Venezi dirigerà dal 2026/2027, ma al Secolo d’Italia, guidato da Italo Bocchino, devono aver deciso che la realtà è un optional. L’importante è costruire la favola. Anche se fa ridere. E piangere.
[11] Legge 31 dicembre 1925, N. 2307. Disposizioni sulla stampa periodica http://emeroteca.braidense.it/eva/sfoglia_articolo.php?IDTestata=106&CodScheda=203&CodVolume=2406&CodFascicolo=15693&CodArticolo=296011
Foto di MOWA


08 Gen 2026
Posted by Iskra
