di MOWA
«Quanto siete disposti a sacrificare della vostra vita privata per il beneficio di uno stato di sorveglianza globale?» (Edward Snowden)
Bello avere delle app che segnalano cosa manca nel frigorifero o che avvisano il negozio per la prossima fornitura da inviare a domicilio, oppure, ancora, il “piacere” di essere messi al corrente dei compleanni degli amici e dei nostri cari o di quanti giorni manchino per pagare la bolletta della luce, del gas… O… a che ora devi cominciare a fare ginnastica e, una volta iniziata l’attività sportiva, avere, in tempo reale, i dati biometrici di quanti battiti ha fatto il tuo cuore, quanti grassi e liquidi hai consumato… e, una volta rientrato a casa, sapere che nessuno, ma proprio nessuno, ha varcato la porta o la finestra della dimora perchè la videosorveglianza interna, collegata in remoto con la società di sicurezza (strettamente privata), non ha segnalato nessuna anomalia, nessuna intrusione e, quindi, come avere la doccia rilassate programmata tramite cellulare e poi… e poi… che all’ora x… Dunque, avere la casa domotica è molto comodo. E, visto che la serata deve ancora iniziare, avere il tempo di mandare qualche messaggio tramite cellulare o una mail agli amici per il ritrovo al solito bar, esclusivamente nel centro città perché più sicuro in quanto è pieno di telecamere che controllano che i delinquenti… o che la tua auto non venga toccata. E ancora, ancora…
Ma… chi garantisce che tutte queste app siano veramente al servizio dell’individuo visto che, non essendo statali (pubbliche) ma di società private come Google, Meta, Microsoft, Apple, Ibm… controllano la vita di noi tutti? Per opere altruistiche o…?
Società private che hanno speso miliardi di dollari per rinnovarsi, acquistare computer quantistici e avere la possibilità di accumulare i dati personali di tutti in exabyte (un exabyte equivale a un miliardo di gigabyte) per un ammontare, stimato, nel 2025, addirittura di quattrocentosessantatre di spazio. Numeri da capogiro che dovrebbero far impensierire il mondo civile e democratico visto che si sta parlando di una élite di privati che, a fronte di cosa dissero di chiaro e preciso negli obiettivi, nel 2021, al World Economic Forum (WEF): «il futuro della governance digitale, un ponte verso una nuova era di gestione delle informazioni e del potere.», occupano ogni campo della vita personale di ognuno.
Questa concentrazione delle informazioni della privicy degli individui strettamente nelle mani di pochissime persone e non di istituzioni pubbliche potrebbe indirizzare, con accorgimenti precisi, gli algoritmi che condizionano i gusti, non solo alimentari ma, anche, delle scelte politiche, delle opinioni, fino ad arrivare a far modificare le leggi nei vari Stati pro domo loro, e i loro sono sempre gli stessi, rigorosamente privati che utilizzano qualunque mezzo per arricchirsi anche a costo della vita degli altri.
Alcuni segnali preoccupanti che hanno destato allarme in chi li ha colti sono sati mandati da personaggi come Ida Auken nell’articolo intitolato “Benvenuti al 2030” ripreso, poi, da uno dei peggiori think tank del potere come il WEF: «Ogni tanto, mi infastidisce il fatto di non avere una vera privacy. Non posso andare da nessuna parte senza essere registrata. So che, da qualche parte, tutto ciò che faccio penso e sogno viene registrato. Spero solo che nessuno lo usi contro di me.»
Ma quello che dovrebbe interessare maggiormente è quanto sollevato, sull’intelligenza artificiale, da uno dei più brillanti matematici, Andrew Wiles che disse: «Non c’è nulla di intelligente nell’intelligenza artificiale. È solo uno strumento che ha straordinarie capacità di calcolo governato da una formula scritto da un matematico. L’intelligenza artificiale non sa che eseguire in maniera super efficiente ciò che gli è stato programmato di fare. Se il matematico è un nazista si comporterà da nazista, se è un guerrafondaio scatenerà guerre. Insomma, si tratta del più efficiente e stupido sistema di controllo che sia mai stato inventato. Temo solo che a programmare l’intelligenza artificiale non capiti prima o poi a un matematico così stupido da consegnargli le chiavi del Pianeta e del genere umano, perché in quel caso l’Orologio del’apocalisse segnerà la mezzanotte.»
La tecnologia di questa nuova rivoluzione industriale non dovrebbe essere un allarme, perchè ha delle potenzialità che potrebbero andare a beneficio della ricerca, della velocizzazione e…. ma, innanzitutto, dovrebbe avere dei requisiti tali da garantire la sicurezza e la privacy delle persone e quindi, non essere usata come elemento condizionatore o di esclusione dal mondo del lavoro come, invece, sta accadendo, ormai, su larga scala. Il sospetto che sorge e che viene confermato dalle dichiarazioni del WEF di cinque anni fa è: «Ottantacinque milioni di posti di lavoro potrebbero essere sostituiti da un cambiamento nella divisione del lavoro tra esseri umani e macchine…». A conferma di questa affermazione basta citare i trentamila “esuberi” lasciati a casa d’amblè dalla nota società internazionale della logistica ormai utilizzata dalla maggior parte delle persone.
Certamente il privato non è da privare, sia in un paese come l’Italia che in ogni dove ma, bisogna ricordare, che gli interessi che difende a proprio uso e consumo non devono danneggiare la sfera pubblica, quella fondamentale, quella che deve garantire, in senso lato, i propri cittadini e il loro benessere, compito prioritario e fondamentale di uno Stato veramente democratico e di diritto.
Foto di MOWA


11 Nov 2025
Posted by Iskra
