di MOWA
«Le parole ‘onesto, intelligente e fascista’ non possono rientrare nella stessa frase. Perché: se sei fascista ed onesto, non sei intelligente. Se sei fascista ed intelligente. non sei onesto. Se sei onesto ed intelligente, non sei fascista.» (disse in TV il giornalista Ruggero Orlando)
In terra palestinese sta avvenendo proprio quello che avveniva secoli fa quando qualcuno tentò di cambiare le cose e si ribellò, provando a scongiurare, il proseguimento della tradizione desueta e corrotta, di utilizzare il Tempio come luogo di vendita e scambi e cacciò i “mercanti” che vi si erano insediati, a favore della nuova purezza di spirito e della speranza di un’umanità più sincera tra i propri simili. Nulla è cambiato. I mercanti ci sono e vogliono tutto.
In quel carrozzone i nuovi “mercanti del Tempio”, sono aggregati con altri affaristi per riempire d’oro le proprie borse sulla pelle dei propri simili visti come ostacoli ininfluenti e da spazzare via.
Questi “eredi” dei “mercanti del Tempio” hanno, dunque, stretto alleanza con chi è ancora più sanguinario di loro per concludere affari in terra di Palestina.
Forse, non è casuale la comparsa in Medio Oriente di personaggi come Steve Witkoff che, stante a quanto scrive l’economista toscano, Alessandro Volpi, non è solo un «grande amico di Trump» da cui ha avuto la delega per quella terra, ma è anche a «capo di una grande compagnia immobiliare, Witkoff Group, fondata nel 1997, dopo aver lavorato a lungo in un altro fondo immobiliare, Stellar Management Company e dopo essersi fatto le ossa in vari studi legali specializzati in questioni immobiliari». Il tutto, guarda caso, con la copertura del «Qatar e dalle grandi banche Usa, a cominciare da Jp Morgan» in quel settore specifico dell’ «immobiliare nel quale il gruppo di Witkoff è specializzato, quello dei grandi alberghi di lusso e delle “riconversioni di aree molto degradate”».
Per essere più precisi rispetto agli affari in Palestina [2], il citato economista, scrive che la partita sul Medio Oriente è stata delegata sia a Witkoff che a «Jared Kushner, marito di Ivanka Trump» genero di Trump e «fondatore nel 2021, sulle orme del padre, di Affinity, una società di investimenti finanziata, di nuovo, dai fondi sovrani arabi, e dedita in gran parte a operazioni immobiliari» che andrebbe ad accoppiarsi negli affari con i «due figli di Witkoff» che «hanno creato una società che si occupa di criptovalute e di stable coin, in cui hanno già investito il fondo sovrano di Abu Dhabi e quello del Qatar.»
Tutte casualità? Pare poco credibile a chi ama la trasparenza. Si ricorda anche che il padre di Benjamin Netanyahu, si chiamava Mileikowsky e cambiò il proprio cognome solo dopo l’arrivo in terra di Palestina. E’ importante precisare che il nome Netanyahu in ebraico significa “Dio ha dato”[3]).
Si ricorda anche che Benjamin Netanyahu era grande amico dell’immobiliarista Fred Trump padre dell’attuale presidente .
Importante riflettere sulle parole pronunciate da Netanyahu all’ONU:
«E poi c’è la favola della “soluzione a due Stati”. I palestinesi non hanno mai accettato questa idea. Non vogliono uno Stato accanto a Israele, vogliono uno Stato al posto di Israele. Per questo hanno sempre rifiutato le offerte di pace. Per questo hanno usato Gaza, dopo il ritiro israeliano, come base di attacchi, razzi e massacri».
Netanyahu, vorrebbe capovolgere, senza esito favorevole nell’opinione pubblica, l’ordine dei fatti sul genocidio e di quanto sostenuto negli studi degli esperti dell’ONU:
«Prendiamo la falsa accusa di genocidio. Israele è accusato di colpire deliberatamente i civili. Signore e signori, la verità è l’opposto.»
Netanyahu, continua la sua tossica narrazione all’ONU, anche se contestato dallo stimato professore dell’Università londinese, Michael Spagat, il quale stima che l’80% delle vittime di Gaza siano civili, dicendo:
«Il colonnello John Spencer, capo degli studi sulla guerra urbana, forse il più grande esperto mondiale in materia, afferma che Israele sta applicando più misure per ridurre le vittime civili di qualsiasi altro esercito nella storia. E proprio per questo il rapporto tra vittime non combattenti e combattenti è inferiore a 2:1 a Gaza. Un dato incredibilmente basso, inferiore a quello delle guerre della NATO in Afghanistan e Iraq. Soprattutto se si considera che Gaza è una delle aree urbane più densamente popolate al mondo, con centinaia di chilometri di tunnel sotterranei e torri terroristiche sopra il suolo, con migliaia di miliziani nascosti nelle aree civili. Se volete capire quali misure Israele prende per evitare vittime civili, guardate cosa stiamo facendo ora a Gaza City, l’ultima roccaforte di Hamas, o una delle ultime.»
Concludendo, Netanyahu, con un’insostenibile equazione afferma che il popolo palestinese sarebbe l’equivalente fotocopia di Hamas e, infatti chiosa: «E lasciatemi chiarire: Israele non accetterà mai che ci venga imposto uno Stato terrorista. In Knesset, oltre il 90% dei parlamentari ha votato contro. Questa non è solo la politica del mio governo. È la politica del popolo israeliano»
A questa ricostruzione storica adottata dai sionisti si aggiungono altri sodali “approfittatori” che si propogono, per la ricostruzione della nuova martoriata terra certi di trarne benefici personali.
Una ricostruzione che avverrà ad opera dei genocidari che saranno liberi dalla resposabilità dell’orrore perpetrato sulle carni straziate di donne, bambini e vittime innocenti
Ci di deve domandare perché si lascino liberi tutti costoro che hanno le mani sporche di sangue, liberi di compiere le peggiori nefandezze senza che nessuno delle istituzioni alzi un dito per accusarli di violare, una dopo l’altra, le leggi umanitarie condivise nelle sedi internazionali…
Oggi, molti sono frastornati dalle posizioni assunte dai sionisti perché loro si identificano e si vendono come ebrei, invece costoro nulla hanno a che vedere con la religione ma praticano una cultura nazional-sciovinista israeliana con un atteggiamento esasperato e intollerante verso i diritti degli altri popoli o come, in precedenza, hanno fatto i nazifascisti. Gli stessi ebrei nel mondo non sono favorevoli a quanto sta compiendo Israele e, qualcuno, sostiene, anche, che sia stata forzata l’interpretazione della Torah che non parla di avere/possedere fisicamente uno Stato, solo per propri interessi politici e di potere.
NOTE:
[2] Dens dŏlens 869 – Prevendita terreno edificabile località Palestina http://www.iskrae.eu/dens-dolens-869-prevendita-terreno-edificabile-localita-palestina/
[3] https://en.wikipedia.org/wiki/Benjamin_Netanyahu
Foto di MOWA


30 Ott 2025
Posted by Iskra
