di MOWA
«In un momento storico in cui il linguaggio verbale è tutto convenzionale e sterilizzato (tecnicizzato) il linguaggio del comportamento (fisico e mimico) assume una decisiva importanza.» (Pier Paolo Pasolini)
Se si pensa al futuro l’angoscia prende il sopravvento ed è giustificata dall’essere circondati da cattive amministrazioni nazionali e internazionali a guida di quelle che, una volta, in positivo, erano guide civili e morali ma che, oggi, dimostrano tutta la loro incompetenza e arroganza nella gestione della cosa pubblica.
Arroganza che si manifesta nel premiare chi non lo merita affatto e che, invece, ricopre una posizione di eccellenza non per merito ma solo perché è parente, amico o servile, nonchè ruffiano e garante di un futuro voto a suggello della fedeltà all’immoralità…[1] lasciando fuori dalla porta chi, invece, avrebbe il proprio background giusto ed immacolato sia in competenza che in onestà verso, soprattutto, la collettività.
Una preoccupazione, dunque, giustificata perché guardando in prospettiva e più in là del proprio naso chiunque può comprendere che una società basata sulla fedeltà all’immoralità, prima o poi, collassa sull’inazione ed è difficile raddrizzare questa imbarcazione senza equipaggio e comandante competenti e onesti. Assistiamo, purtroppo, ad un aumento di una ciurmaglia che, come fanno le autentiche canaglie, rende, paradossalmente, pericoloso essere corretti ed onesti agevolando, invece, gentaglia che li accompagna nelle loro scorribande immorali.
Leggiamo su alcuni giornali italiani, ad esempio, che in questi ultimi tempi vengono premiate figure apicali dell’Amministrazione pubblica [2] nonostante abbiano problemi giudiziari non risolti, oppure, persone che hanno danneggiato non solo l’immagine della cosa pubblica ma la credibilità degli apparati dello Stato.
Preoccupazione che sale quando i dati sociologici indicano l’aumento, fra le nuove generazioni, di persone che vanno verso l’illegalità e che mostrano atteggiamenti sempre più criminosi anche in aree che sino a ieri erano considerate un cuscinetto sociale tra chi lavora e chi delinque.
Aumenta, anche, in modo paradigmatico la visione, o meglio l’illusione, di molti giovani che pensano sia facile trovare del denaro subito, divenire milionari, illusi da modelli che la società, immorale, esprime attraverso canali televisivi, creati ad hoc, dove viene promossa la somma dell’incretinimento e dell’ignoranza come fulgidi sistemi di realizzazione personale…
Nel contempo, fortunatamente, si può notare crescere, sempre più, il divario con quella generazione che vorrebbe una società più onesta e sincera, meno artefatta da trucchi colorati e pailettes, ma che, soprattutto, non vuole assolutamente trovarsi ad un bivio costruito da un’élite che spinge verso una caduta verticale nella scala sociale se non si obbedisce, si china la testa fino ad essere vittima di un meccanismo stritolatore della dignità umana e che poco fa discostare dall’essere schiavi senza catene del proprio avvenire.
Esempi di generazioni rovinate dallo stupido conformismo le troviamo tra i nostri conoscenti o parenti, al supermercato o alla fermata dei mezzi di trasporto, persone che non distinguendo i semplici segnali rivelatori, non riescono a comprendere cosa ci sia di vero nei quotidiani che leggono (e già leggendo il giornale, forse, sono già un po’ meno peggio di altri che non li comprano), oppure a quali informazioni attinte dalla rete di internet sui telefonini credere, o ancora come si relazionano con chi li circonda, ecc.. Comportamenti dei giovani tratti da modelli involontari assorbiti e propugnati dal cinema, tv, media, cantanti, attori che sono la rappresentazione plastica della realizzazione di un sogno tanto desiderato che ciò che si vede viene sublimato anche a costi altissimi. E, forse, non sono casuali le similitudini tra alcuni embedded politici degli ultimi decenni e quelle dei criminali, infatti diventa difficile (se esiste?) distinguere quel confine separatore tra gli atteggiamenti legittimi, leciti e rispettosi verso una collettività che si rappresenta e quello individualistico ed esclusivista che spinge, invece, molti delinquenti ad agire in tal senso senza rispetto dei sentimenti e della vita di tutti gli altri .
NOTE:
[1] Il cerchio tragico: ecco tutti i Balilla di Giorgia Meloni https://lespresso.it/c/inchieste/2024/1/19/il-cerchio-tragico-ecco-tutti-i-balilla-di-giorgia-meloni/49701
[2] La Barbera, il poliziotto delle torture al G8 di Genova, persona fidata di De Gennaro, accusato di essere figura centrale del depistaggio sull’assassinio di Borsellino https://www.osservatoriorepressione.info/la-barbera-poliziotto-delle-torture-al-g8-genova-persona-fidata-de-gennaro-accusato-figura-centrale-del-depistaggio-sullassassinio-borsellino/
Foto di MOWA


11 Set 2025
Posted by Iskra
