di MOWA
«Esistono cento modi di tuffarsi in acqua e di saltare facendo evoluzioni aeree, e il carpiato (aggettivo, ma spesso usato come pratico sostantivo) ci tratteggia una posizione che il corpo assume a mezz’aria: in volo, gambe e busto dritti si flettono fino ad essere perpendicolari o oltre (quasi a comporre una V rovesciata), e le braccia si allungano verso i piedi o le ginocchia, in una postura un po’ raccolta.» (da Una parola al giorno)
Che amarezza aver trovato, in puntate della trasmissione della televisione pubblica Report, dell’incoerenza rispetto a quello che è, invece, l’andamento medio del programma che ha fatto con coraggio moltissime inchieste giornalistiche. Ora, però, un tuffo carpiato nel vuoto mette in discussione anni precedenti di buon giornalismo (e, si ribadisce,) difeso sempre pubblicamente.
Le prime avvisaglie dell’inversione di rotta, in peggio, della trasmissione le si sono viste con i servizi sulle università online [1] dove le si “accusavano” nei metodi affermando che avessero programmi didattitici poco in linea con le metodiche di quelle tradizionali tralasciando di sottolineare, invece, quanto fosse importante la diffusione di massa della scolarità di alto profilo. Inoltre la trasmissione profilava l’universita con dati stipendiali dei docenti non corrispondenti a quanto dichiarato dagli stessi, tirando in ballo in una intervista una ex cattedratica insoddisfatta che si era allontanata dall’ateneo.
Ci saremmo aspettati che la trasmissione (come faceva negli anni passati) non si piegasse sui desiderata dei baroni universitari che, non volendo perdere potere, evitano che il sapere si diffonda alle masse meno abbienti tanto da ostacolare una programmazione capillare. Sarebbe stato bello che, in quella specifica trasmissione di Report, fosse stata spesa una parola a favore della scuola pubblica, e del fatto che dovrebbe utilizzare anche metodi online, per agevolare chi non ha i mezzi sia economici che di tempo per spostarsi e soggiornare altrove per poter acquisire un più elevato livello d’istruzione…
Perché, cara Report, dietro le università tradizionali vi è anche il mercato degli affitti che fanno lievitare il valore degli immobili in alcuni centri urbani. E, questo, si chiama speculare sulle povertà e sul disagio di chi non può permettersi viaggi, pernottamenti, tempo… per ambire a raggiungere un livello di istruzione più elevato e, magari, migliorare la propria condizione di classe come diceva una canzone dell’anno 1966, di Paolo Pietrangeli che parlava dello stupore di una borghesia retrograda quando affermava:
«Del resto, mia cara, di che si stupisce? anche l’operaio vuole il figlio dottore e pensi che ambiente che può venir fuori: non c’è più morale, contessa…» [2]
Sarebbe stato bello, quindi, che la trasmissione avesse fatto, anche, un giro tra gli atenei per scoprire, magari, quanto sia facile trovare che le lezioni vengono svolte in spazi grandissimi dove sono concentrati centinaia (ma anche di più) di studenti, spazi che, spesso sono addiritura sale dei cinema dove il rumore regna.
L’apice del tuffo carpiato nel vuoto la trasmissione lo ha avuto quando, parlando di mafie insediate nella città di Prato, è arrivata ad affermare che la malavita cinese sia uno dei tanti organismi funzionali al dominio mondiale del Partito Comunista cinese e le parole testuali di Ranucci sono state:
«…ogni cittadino, ogni impresa, anche la mafia cinese fa parte dell’ingranaggio che deve portare interessi allo Stato cinese, nel progetto del controllo del commercio globale…» [3]
L’ossessione, in questo caso, (- per non usare il sinonimo più preciso di una probabile paranoia) è un brutto sintomo che può portare a far visualizzare scenari fantasiosi e non attinenti alla realtà dei fatti.
Se così fosse dovremmo supporre che i conduttori della trasmissione televisiva, devono essere stati sorpresi da un “temporaneo” e “inaspettato” attacco di egodistonia perché hanno vissuto quello stato del pensiero come disturbante e/o fonte di disagio.
Tutto quello che viene detto nella suddetta trasmissione a cosa porta o da dove deriva? Dall’invidia del fatto che la Cina ha avuto, negli ultimi quarant’anni, un balzo generale in avanti (economico, diritti, ricchezza diffusa pro-capite, tecnologico, ecologico, ecc. [4]) senza fare guerre con nessun’altro Stato?
Un paese, la Cina, che, come realtà socialista, sta riuscendo a superare alcune delle contraddizioni con il capitalismo come lo si è conosciuto negli ultimi secoli, aumentando, nel contempo, la ricchezza diffusa pro-capite in modo palese e sotto gli occhi di tutti tanto da far ingelosire le più reazionarie ideologie del Pianeta che vorrebbero dipingerla come quanto, purtroppo, è stato detto nella trasmissione Report “Ombre cinesi”.
Un paese la Cina che, invece, sarebbe da prendere come modello in alternativa a quanto sin qui vissuto (invece di demonizzarlo) perché la collettività, come scritto sia nella nostra che nella loro Costituzione è fondamentale e all’apice di quanto lo Stato tutela come prioritario .
NOTE:
[1] Il Marchese del Grillo
[2] https://www.ildeposito.org/canti/contessa
[3] Ombre cinesi
Foto di MOWA


18 Ago 2025
Posted by Iskra
