di MOWA
«Con Gladio come la P2, funzionari di alto grado dello Stato italiano avevano sfruttato l’anticomunismo come pretesto per svolgere attività illegali e antidemocratiche.» (Commissione Parlamentare d’inchiesta sulla Loggia massonica P2, pag. 753)
A Roma bandiere multicolori, moltissime. Le vie percorse da una moltitudine che manifesta perchè vuole la pace e che non accetta le politiche guerrafondaie adottate, indifferentemente dal volere dei popoli, da molti esponenti politici sia nazionali che europei. [1]
Una fiumana di popolo (si parla di centomila) che ha manifestato con parole d’ordine di indirizzo verso la solidarietà, il rispetto degli uomini, e un’etica verso animali, ambiente, lavoro; investimenti in sanità, scuola pubblica, sport come mezzo di coesione per i giovani, al posto di investimenti sempre più esangui verso una ricerca universitaria che dovrebbe essere fucina di sviluppo etico e civile…
Una piazza, decisamente, indirizzata verso la ragionevolezza e contro quella propaganda dettata da chi lucra con le armi e la vita delle persone progettando ricostruzioni post-belliche miliardarie e che, guarda caso, è un tutt’uno con le holding finanziarie che sinora hanno guadagnato sulla pelle delle persone ignare dei giochi perpetrati sulle loro teste.
Una piazza di popolo che vuole la pace e che (si spera) si attiverà per ampliare questa visione dello stare al Mondo. Più che un desiderio è una promessa a chi, invece, a suon di decreti legge e d’urgenza aggira le regole democratiche e fa passare regole restrittive, repressive nei confronti di chi dissente e vuole difendere le libertà sancite dalla Costituzione, quella Costituzione che, come ricordato dalla piazza di ieri, è costata sangue dolore e vite di chi ha lottato per restituirci la libertà rubata da un fascismo che è durato oltre un ventennio e che, purtroppo è rimasto nell’animo di molti. Le persone vogliono continuare ad avere il diritto di manifestare le proprie idee e organizzarsi in movimenti di contrasto sia verso le decisioni antidemocratiche del governo, che verso quell’autoritarismo e quella ripetizione storica di un potere negativo come ha voluto sottolineare il professor Alessandro Barbero: “A noi storici spesso chiedono a quale periodo del passato assomiglia la nostra epoca. Purtroppo negli ultimi tempi comincio ad avere sempre di più l’impressione che la nostra epoca assomigli al periodo che ha preceduto la Prima guerra mondiale, nel 1914″, perché, anche allora, in alcuni ambiti, si insisteva e “si parlava di prossima guerra”. [2]
Barbero, ha parlato di imitazione retorica della Storia che, tra l’altro, non si discosta di molto dall’impostazione coloniale di molti governanti odierni che hanno conservato lo stesso stile e impianto coercitivo sulle popolazioni, Un esempio è riportato dal giornalista di inchiesta Franco Fracassi quando parla del Presidente della Repubblica francese «Un’organizzazione alle dirette dipendenze del presidente francese responsabile di dozzine di omicidi di politici, giornalistie uomini d’affari, ovviamente scomodi all’Eliseo».[3]
Se, poi, tutto ciò, viene storicizzato… si ricordi quanto è accaduto al magistrato Carlo Palermo [4] che ha subito l’attentato a Pizzolungo di cui, oggi, ricostruisce l’evento:
«Ho la sensazione che questa strage sia un fatto che non appartiene a Trapani, come se la mafia fosse arrivata qui solo perché io sono venuto qui, portandomi dietro qualcosa che non era di Trapani”. “Ho scoperto che c’era la massoneria dietro questa strage […] E’ più di un anno che ho scritto un libro su atti desecretati su Gladio che per la prima volta hanno confermato ipotesi che avanzai nell’epoca in cui neanche si sapeva l’esistenza di questa struttura. Oggi sento parlare dello Stato che è presente dietro a questo percorso di riconciliazione, di riabilitazione, di ricostituzione di un contesto sociale turbato da queste stragi. Ma io non ci sto. Non possiamo dimenticare cosa è accaduto. La vedova Schifani diceva ‘io vi perdono, ma se voi confessate, se voi riconoscete le responsabilità’. Ma lo Stato è presente dietro questa strage […] Risulta da carte, documenti, sarà difficile accertarlo perché sono fatti vecchi che sconvolgono processi e rendono difficile composizioni di processi, tutti collegati l’uno all’altro. Ci sono matrici che continuano a essere protette oggi perché queste partecipazioni delle Stato sono testimoniate e sottolineate da obliterazioni e cancellazioni di nomi. E questo significa che nel 2021 le autorità che hanno compiuto le desecretazioni continuano a nascondere alla magistratura e a tutti le responsabilità che proseguono fino ad oggi. Perché sennò non sarebbero cancellati ed obliterati. Se si vuole fare giustizia si indicherebbero. Quindi dobbiamo ringraziare lo Stato e cercare la riconciliazione? No, a me non sta bene, ma non perché sono sopravvissuto. Lo dico da cittadino.» [5]
E, non si può pensare casuale o accidentale il fatto che l’attuale Presidente del Consiglio del nostro Paese non abbia voluto dare il dovuto chiarimento in Parlamento sulle intercettazioni illecite fatte a scapito di alcune figure di spicco, una per tutti, il direttore del quotidiano Fanpage, Francesco Cancellato (che – guarda un po’! – aveva fatto inchieste rivelatrici sulla base giovanile fascista del partito di Fratelli d’Italia di cui nessuno avrebbe dovuto sapere nulla), né, le stesse, possono essere considerate casuali o involontarie ma, invece, rientranti in quell’idea di gradualismo verso un paradigma autoritario ben conosciuto nelle stanze dei bottoni e che qualcuno, nel secolo scorso, usò per arrivare a costringere a vivere, in modo antidemocratico, gli italiani per un ventennio. [6]
Ecco il motivo per cui bisogna fare eco alla piazza di Roma che è stata un momento vigile verso i cambiamenti politici antidemocratici e che, giustamente, non accetta e non può, assolutamente, condividere, la pianificazione bellicista, in atto, fatta da vergognose figure istituzionali (e ampliata dalla stampa di regime) che hanno, della Carta Costituzionale, fatto carta straccia nonostante, ognuno di loro, proprio su quella Carta, abbia giurato fedeltà e rispetto per difendere i diritti di noi tutti. E’ importante che la Costituzione torni ad essere quel faro per cui è stata redatta, solo in questo modo c’è speranza di uscire dall’oblio politico in cui, questi politici corrotti e… hanno infilato milioni di persone oneste… bisogna lottare contro il malaffare dei produttori di morte veicolato dietro le parole d’ordine belliciste sia dei politici che dei loro sodali giornalisti e riappropriarsi del diritto alla vita e alla bellezza come diceva Peppino Impastato….
«Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore». [7]
NOTE:
[2] https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/04/05/riarmo-lezione-barbero-video/7941865/
[3]
LO #SQUADRONE DELLA #MORTE DI #MACRON
Un’organizzazione alle dirette dipendenze del #presidente #francese responsabile di dozzine di #omicidi di #politici, #giornalisti e #uomini d’affari, ovviamente scomodi all’#Eliseo
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— Franco Fracassi (@FrancoFracassi1) March 31, 2025
[4] https://youtu.be/7_0KtSJDb1w?t=188
[7] Peppino Impastato (Cinisi, 5 gennaio 1948 – Cinisi, 9 maggio 1978)


07 Apr 2025
Posted by Iskra
