Jean Georges Almendras
Lo scandalo in Italia che ha recentemente coinvolto Nicole Minetti, moglie dell’imprenditore Giuseppe Cipriani, dopo aver ricevuto la grazia dal presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, nell’ambito della condanna a più di tre anni che le era stata inflitta per diversi reati, si è esteso all’Uruguay per molte ragioni. In primo luogo, perché il bambino che la coppia ha adottato anni fa è nato qui e le è stato affidato, secondo le ultime informazioni, in un contesto di dubbia legalità, circostanza che è attualmente oggetto di indagine in Uruguay. In secondo luogo, perché la madre biologica del minore risulta scomparsa dai suoi luoghi abituali dal mese di febbraio di quest’anno, secondo un comunicato ufficiale del Ministero dell’Interno uruguaiano. E in terzo luogo, perché gli avvocati che rappresentavano la famiglia biologica del minore, in particolare la professionista Mercedes Nieto, nel giugno del 2024, sono stati trovati morti, carbonizzati, nella loro abitazione nel dipartimento di Maldonado, nella località di Garzón, in un episodio inizialmente classificato come accidentale e successivamente ritenuto sospetto, senza escludere che si possa trattare di un caso di duplice omicidio.
Mentre in Italia lo scandalo, seguito da una crisi di natura politica nella quale è stato costretto a intervenire lo stesso Mattarella (dopo la grazia da lui concesso), richiedendo un chiarimento urgente su quanto accaduto al ministro della Giustizia Carlo Nordio, a Montevideo, il fatto continua a essere al centro dell’attenzione del giornalismo locale che segue attentamente gli sviluppi. In questo inevitabile contesto, la notizia si concentra sul chiarire la natura e le caratteristiche del rapporto tra la coppia Minetti-Cipriani e la madre biologica del bambino, María de los Ángeles Colinet, essendo state avviate le procedure di adozione nel 2020, oggi sotto esame per presunte irregolarità.
Chi è questa donna che oggi risulta scomparsa dai suoi luoghi abituali dal febbraio del 2026, secondo il comunicato ufficiale del Ministero dell’Interno? Come è stata concretamente realizzata e gestita l’adozione del minore, nato nel 2017? E inoltre, come si deve interpretare la morte della coppia di avvocati Mariano Cabrera e Mercedes Nieto, quest’ultima rappresentante legale di Colinet? Si è trattato di una morte accidentale, come si ritenne inizialmente, oppure di un omicidio che farebbe parte di una trama oscura, potenzialmente collegata alla coppia Minetti-Cipriani e al loro ambiente di presunte pratiche illecite?
Cominciamo a esaminare alcuni dettagli. Minetti, dal proprio punto di vista e ponendosi evidentemente in una posizione favorevole, si è difesa pubblicamente attraverso un comunicato, affermando che il minore è stato adottato nel rispetto delle normative dell’Istituto del Niño y Adolescente del Uruguay, sostenendo, tra le altre cose, che il bambino necessitava della sua presenza.
Secondo il fascicolo giudiziario, entrambe le parti avevano instaurato una relazione profonda e affettiva; pertanto, una volta che l’Istituto del Niño y Adolescente del Uruguay ha ricevuto la richiesta formale di adozione, è stata coordinata una convivenza provvisoria tra Minetti e il minore. Oggi l’intera ricostruzione, apparentemente conforme alla legge, è oggetto di un’indagine dettagliata da parte dell’Istituto del Niño y Adolescente del Uruguay, l’organismo statale che regola i casi di adozione nel territorio uruguaiano.
Ovviamente, la madre biologica del bambino deve aver fatto parte di tale relazione e, in questo contesto, è emerso che lei aveva richiesto l’affidamento del minore, motivo per cui si era rivolta a una consulente legale, che era proprio Mercedes Nieto. L’aspetto singolare di tutta questa vicenda è che nel giugno del 2024 si è verificato un misterioso incendio nell’abitazione dell’avvocata, nel quale sono deceduti lei e suo marito. Va ricordato che, all’epoca, la giustizia aveva deciso di mantenere la decisione dell’Istituto del Niño y Adolescente del Uruguay di affidare il bambino in adozione, revocando così la custodia alla madre biologica.
Seguendo cronologicamente gli eventi, si giunge all’episodio dell’incendio e della morte dell’avvocata coinvolta e di suo marito, circostanza che solo oggi risulta estremamente sospetta e solleva un unico interrogativo: chi e perché avrebbe dovuto porre fine alla vita dei due avvocati?
Il consistente casellario giudiziario della madre biologica
Tornando al profilo della madre biologica del bambino, questo presenta numerosi precedenti penali e risulta scomparsa dal febbraio del 2026. Per questo motivo, le autorità hanno diffuso una richiesta di collaborazione alla popolazione per rintracciarla, indicando che era stata vista per l’ultima volta a metà febbraio nel quartiere Maldonado Nuevo.
Fonti della polizia uruguaiana hanno riferito alla stampa locale che Colinet sarebbe una persona con abitudini criminali; si è appreso che nel 2015 è stata processata per un reato di omicidio, per il quale è rimasta in carcere per tre anni.
Successivamente, nel 2019, è stata arrestata nel dipartimento di Maldonado, questa volta per un furto aggravato: aveva sottratto un televisore da 32 pollici e un decoder da un supermercato.
Inoltre, María de los Ángeles González Colinet sarebbe stata collegata, sicuramente per problemi di dipendenza, a punti di spaccio di droga nel dipartimento di Maldonado, senza escludere legami con l’ambiente del traffico al dettaglio di stupefacenti.
Attualmente, María de los Ángeles González Colinet ha 29 anni e ha avuto il figlio 9 anni fa, quando si trovava in condizioni di estrema indigenza; per quanto riguarda il padre, Antonio Javier C.V., al momento della nascita del bambino si trovava detenuto in un istituto penitenziario.
Recentemente, quando lo scandalo è divenuto di dominio pubblico sia in Italia sia in Uruguay, la radio FM Gente dell’Uruguay ha contattato l’avvocata della famiglia, la dottoressa Yuria Troche, che ha rappresentato il minore quando la sua famiglia non poteva essere rintracciata. La legale ha spiegato che il processo di adozione si era svolto nel rispetto di tutti i protocolli di legalità, sottolineando inoltre che l’Uruguay è molto rigoroso nel concedere adozioni e garantisce elevati standard di tutela.
Nel frattempo, in Italia, Nicole Minetti ha espresso la propria posizione difensiva attraverso un comunicato: “Considero necessario intervenire per proteggere la mia persona, la mia famiglia e, soprattutto, mio figlio, gravemente esposti a un’esposizione mediatica indebita e ingiustificata”. L’ex igienista dentale di Silvio Berlusconi ha aggiunto che le informazioni diffuse sono false e gravemente lesive della sua reputazione e che i dati relativi a suo figlio non avrebbero mai dovuto essere resi pubblici, in chiara violazione dei principi stabiliti per la tutela dei minori, concludendo con una richiesta di rispetto per la privacy di un bambino che non ha alcuna relazione con il suo passato.
Un accumulo di dubbi e numerosi interrogativi
In definitiva, allo stato attuale, il caso presenta un accumulo di dubbi, interrogativi e incertezze che le autorità italiane e uruguaiane dovranno chiarire, in particolare per quanto riguarda le modalità con cui è stata realizzata l’adozione, competenza dell’Istituto del Niño y Adolescente del Uruguay, nonché in relazione alla morte dell’avvocata Nieto.
Da parte sua, la senatrice uruguaiana Graciela Barrera de Novo, alla luce di questo contesto particolarmente complesso e delicato, avrebbe presentato richieste formali ai ministeri competenti per ottenere dettagli sull’adozione.
Parallelamente, dall’Italia è stata avanzata una richiesta ufficiale alle autorità uruguaiane, tramite Interpol, per ottenere tutti i precedenti del caso, sia riguardo alla coppia Minetti-Cipriani, inclusi i loro legami, il loro operato nelle procedure legali e il loro contesto durante la permanenza in Uruguay, sia per quanto concerne il processo di adozione e la morte degli avvocati, i cui corpi carbonizzati sono stati rinvenuti nella loro abitazione.
In tal senso, recentemente i familiari dei professionisti deceduti avrebbero presentato alla procura competente una nuova perizia che, contrariamente a una precedente valutazione che aveva classificato l’evento come morte accidentale, sottolinea con forza la concreta possibilità che sulla scena dell’incendio fosse presente una terza persona e che la stufa, inizialmente ritenuta origine del rogo per un guasto elettrico, non mostrasse segni di utilizzo, oltre al fatto che nulla, a parte i corpi, era stato colpito dal fuoco. Tuttavia, il personale dei vigili del fuoco ha ribadito il rapporto iniziale, sostenendo che in quella stanza si era verificato esclusivamente un incendio di natura accidentale.
Dove si trova oggi la madre biologica del bambino? Che cosa le è accaduto? Che cosa è realmente successo in quell’abitazione? Se non si è trattato di un incidente e l’incendio è stato intenzionale, la situazione assumerebbe una gravità estrema, considerando l’intera complessità del caso; di conseguenza, le ripercussioni sarebbero ancora maggiori e assumerebbero una portata più ampia.
Lo scandalo Minetti-Cipriani supererebbe ogni previsione in territorio uruguaiano e non meno in Italia, dove la posizione di entrambi sta diventando altamente compromessa, confermando la gravità delle responsabilità dei soggetti coinvolti. La vicenda giudiziaria è solo all’inizio.
Foto: Ministero dell’Interno dell’Uruguay


05 Mag 2026
Posted by Iskra

